Blog di Lorenzo D'Amelio
La giunta Bresso si accorge (in un articolo su La Nuova Provincia di Biella del 10 marzo) dopo 5 anni che esistono 192 comuni in Piemonte non coperti dalla “banda larga” ossia dalla linea internet veloce. Per questo la Regione Piemonte prevede di cablarli tutti entro dicembre 2015 (i maliziosi potrebbero pensare: “Proprio quando ci saranno le future elezioni!”).
Il “MoVimento 5 stelle” cui sono iscritto prevede invece internet gratis e libero a tutti non da realizzare quando c’è tempo ma come priorità:
Io mi chiedo: ma se ad un paziente da curare al fegato gli aggiungiamo un terzo braccio crediamo davvero di averlo sanato? Questo in pratica è quanto prevede di fare il sindaco di Cavaglià Borsoi con l’area della Valledora, tartassata da cave che il più delle volte finiscono con l’essere riempite da rifiuti provenienti da tutto il Biellese.
L’amministrazione cavagliese ritiene infatti che l’unico modo per limitare le escavazioni sia quello di crearne una delimitazione. L’idea pare anche buona, peccato che questa linea vogliano farla di asfalto, larga 30metri e lunga 3chilometri. Al di sotto di questa tangenziale non si potrebbe, pare, più effettuare escavazioni. Ma al nord? Avanti tutta!
A questo si aggiunge la beffa della giornalista de La Stampa (articolo del 12 marzo) che scrive di suo pugno “una scelta fortemente voluta tanto dagli amministratori che dai residenti” senza dimostrare se i cavagliesi vogliono veramente questa “soluzione”. Borsoi per chiudere in bellezza arriva addirittura a dire: “la loro attività (dei cavatori, nrd) porta reddito alla comunità”, anche qua senza darne alcuna prova materiale.
Solo il “MoVimento 5 stelle”, il cui candidato presidente alle regionali piemontesi del 28 e 29 marzo 2010 è Davide Bono, è veramente impegnato per la realizzazione di una mobilità sostenibile. Eccone la prova:
Si è detto di tutto su di lui, in Tv è considerato il “guru” del partito dell’odio, ma nessun artista italiano ha mai dedicato tanto tempo ed energie della sua vita nella politica senza volere alcuna poltrona:
Alla Bresso non deve mancare il senso dell’ironia, non si spiegherebbe altrimenti la scelta di essere appoggiata in Piemonte dalla lista “Moderati per Bresso” che candida come consigliere regionale l’ex sindaco di Cavaglià (BI) Augusta Bortolotto, la quale nel filmato a seguire sigla il record di intimidazioni inflitte in pochi minuti a comuni cittadini che si sono permessi il “lusso” di riprendere il consiglio comunale.
Curiosa è la conduzione amministrativa cavagliese degli ultimi 15 anni, più che a conduzione familiare sembra seguire il modello ereditario dell’età dei castelli: dopo 10 anni di governo da parte di Aiassa (marito della Bortolotto); si è passati a 5 anni con primo cittadino Bortolotto (e vicesindaco Aiassa); ma alle amministrative 2009 la famiglia non si è accontentata presentandosi ancora pure se perdendo (ora sono in minoranza nel consiglio comunale) e dovendo lasciare spazio a Borsoi (tesserato PdL).
Siete golosi di cocco e in cerca di nuove ricette? Ve ne propongo una che ho adattato e testato da poco. Gli ingredienti necessari: 240gr di farina, 170ml di latte, 150gr di zucchero, 100gr di farina di cocco, 100gr di burro, 2 uova, 1 bustina di lievito in polvere per dolci, 1 scorza grattugiata di limone.
Ecco come procedere:
1. In una terrina unire le uova allo zucchero con l’uso di un frustino;
2. Aggiungere latte, farina, lievito, farina di cocco, burro (fatto sciogliere in bagnomaria), scorza di limone;
3. Impastare il tutto nella terrina;
4. Prendere una teglia, coprirne le pareti e il fondo con carta da forno ed imburrare la superficie della carta da forno;
5. Versare l’impasto nella teglia, inserire la teglia nel forno (preriscaldato) e lasciarla a 180° per 40minuti circa (dopo un quarto d’ora coprire con carta di alluminio la teglia se si comincia a “dorare” la superficie della torta).
6. Buon appetito!
Era il 1854. A parlare il capo degli indiani americani di Seattle, il quale rispose (qua il testo completo) a un’offerta del governo degli Stati Uniti che voleva comprare, tra virgolette, una vasta area del loro territorio:
«Come si può comprare o vendere il cielo o il calore della terra? E’ un’idea che ci sembra strana. La freschezza dell’aria o il brio dell’acqua non appartengono a noi, perciò come potete comprarli? Non sono nostri! Per il mio popolo, ogni angolo di questa terra è sacro. Ogni lucente ago di pino, ogni lido sabbioso, ogni bruma nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante sono sacri nel ricordo e nell’esperienza del mio popolo. Questa splendida terra è la madre dell’uomo rosso. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiumi sono nostri fratelli e come tali dobbiamo trattarli.
Ma l’uomo bianco non comprende le nostre usanze. E’ uno straniero che prende dalla terra tutto ciò che gli serve. La terra non è sua sorella, ma sua nemica. Quando l’ha conquistata, passa oltre. La strappa ai suoi figli e non se ne cura. Non capisco. I nostri usi sono diversi dai vostri» (dal dvd “Flow, per amore dell’acqua”).