Le nuove gaffes di Bagnasco

Il cardinale e Presidente della Cei Bagnasco lunedì 25 agosto in quel di Rimini, dopo essersi reso disponibile ad un incontro con il ministro per le riforme Bossi, ha dichiarato: “La Chiesa è capace di partecipare alla vita politica nel segno della democrazia e della verità. Il passato non può essere impunemente negato in nome dell’economia, della tecnologia o dello scientismo”. Ormai gli uomini politici e di potere più in generale proferiscono parole senza prima misurarne il peso: ma da quando la Chiesa è impegnata nel difendere la democrazia? Evidentemente devo essermi perso un passo sulla Bibbia dove si spiega che il cattolico deve essere “nel segno della democrazia”. Eppure fino a qualche tempo fa il Papa si è trovato benissimo anche con l’imperatore o il monarca di turno, magari la vicinanza era data dal fatto che se il secondo si occupava di colonialismo territoriale il primo era impegnato con il colonialismo cultural-mentale. Più semplicemente questa potrebbe essere l’ennesima gaffe di Bagnasco, dopo quella di qualche mese fa dove paragonava le unioni civili alla pedofilia. Ma pochi italiani ragionano su queste frasi, in realtà molto significative, che dimostrano la generale crescente riduzione di attenzione alla nostra lingua. E’ anche dal peso dato alle parole che si può misurare la cultura di un popolo.
Bagnasco ha poi proseguito, denunciando che “oggi si vuole che la Chiesa rimanga in Chiesa. Si vorrebbe negare la dimensione pubblica della fede, concedendone la possibilità nel privato”. Una frase su cui non avrei niente da dire, se non fosse per la contemporanea disponibilità data al “dialogo” con i leghisti. Mi ricordo cosa dichiarò nel settembre 2007 Roberto Calderoli, attualmente ministro per la semplificazione normativa: si era reso disponibile ad organizzare un “maiale-day” per fermare la costruzione della moschea di Bologna, promettendo una passeggiata con un suino sul terreno dove era prevista l’edificazione della struttura religiosa. In questo modo il suolo sarebbe stato reso impuro e, di conseguenza, inutilizzabile per la comunità islamica. E’ con queste persone che Bagnasco ha intenzione di confrontarsi e non mi sembra siano molto disponibili alla “dimensione pubblica della fede”, da tempo professata e difesa dai cattolici anche a nome di altre confessioni.




















