Venti minuti di ordinaria disinformazione
Il Tg2 delle 13.00 di oggi si è veramente superato. Penso sempre ci sia un limite all’indecenza di certi telegiornali, ma evidentemente mi sbaglio. Dopo una serie di servizi eseguiti con la solita scena del giornalista muto, privo della capacità di formulare domande fastidiose e trasformato in reggi-microfono per il politico di turno, la redazione del Tg2 è sprofondata ancora più in basso. In pratica ha cominciato a scavare e ha cominciato a parlare del campionato mondiale di lancio dei telefonini svoltosi in Sud Africa e dei rituali di corteggiamento tra i cavallucci marini. Ci mancava che parlassero della vita mondana dei paguri giamaicani e poi avrebbero davvero concluso in bellezza.
Ora, se non pagassi il canone Rai questo non mi darebbe fastidio. Ma lo pago ed in realtà penso sia giusto ci sia un servizio pubblico di informazione. Naturalmente non fatto in questo modo. Nel momento in cui si dava spazio a queste scemenze ruba minuti, si è taciuto sui bambini uccisi l’altro ieri dal contingente Isaf della Nato. Si è negata l’informazione sulla guerra in Darfur, da troppi potenti taciuta poichè trattasi di luogo non rilevante dal punto di vista geopolitico e per le fonti petrolifere, come invece pare essere l’Ossezia. A dire la verità non mi preoccupano i primi ministri che negano la presenza del controllo mediatico sulle popolazioni. Trovo incredibilmente ingenui invece quei cittadini che ancora credono di potersi informare con l’unico strumento della televisione.
Siccome non se ne occupa il Tg2, penso sia doveroso dare spazio ad un breve filmato che racconta ciò che sta avvenendo nel Darfur, dove ad oggi si parla di più di 400mila morti (per fare un triste ma necessario paragone in Afghanistan i morti nel 2006 sono stati circa 4mila) e oltre 2 milioni e mezzo di sfollati. Uomini, donne e bambini con due occhi e due gambe come in Georgia o in Afghanistan.




















