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Settembre 5th, 2008 Informazione none Commenti

Il 3 settembre scorso al Teatro Vittoria di Roma è stato presentato il libro “Bavaglio”, uscito in libreria il 21 luglio 2008 e scritto da Peter Gomez, Marco Travaglio e Marco Lillo con introduzione di Pino Corrias. Oltre gli autori a Roma erano presenti Sabina Guzzanti e Paolo Flores d’Arcais, l’artefice della manifestazione di piazza Navona dell’8 luglio scorso contro “il regime putiniano che sta costruendo Berlusconi”. Di questa presentazione riassumo le parti più salienti per ogni ospite.
Paolo Flores d’Arcais ricorda, nel video a seguire, la filosofa tedesca Hannah Arendt, emigrata in Usa e importante memoria per raccontare il nazismo. Lei scrisse, riguardo al male minore: “Tutti questi mali senza dubbio sono mali minori se paragonati al totalitarismo, siano essi tirannie, dittatute, la miseria e lo sfruttamento spudorato dell’uomo sull’uomo, il modello imperalistia di oppressione dei popoli stranieri o ancora la burocratizzazione e la corruzione dei governi democratici. Mali minori, ma i problemi nascono quando si giunge alla conclusione che allora non vale la pena di combattere nessun altro male minore perchè bisogna combattere il totalitarismo degli avversari. Eppure ogni evidenza storica e politica indidca chiaramente il nesso assai stretto che esiste tra il male minore e il male maggiore. La conclusione ovvia che si dovrebbe trarre da una comprensione autentica di un secolo così gravido di rischi del sommo male è la negazione radicale del concetto stesso di male minore in politica. Poiché il male minore, l’accondiscendenza verso il male minore, lungi dal proteggerci dai mali maggiori i mali minori ci hanno invariabilmente condotto ai primi. Il pericolo maggiore insito nell’identificazione del totalitarismo come la maledizione del secolo consiste proprio nel farsene ossessionare al punto da diventare cechi di fronte ai numerosi mali minori che appunto, al totalitarismo ci porteranno”.
La parola quindi passa a Pino Corrias, il quale parla delle intercettazioni su Prodi pubblicate da Panorama in questi giorni, della solidarietà data da Berlusconi all’ex-premier e del buon gesto di Prodi di evitarla. Personalmente tra l’altro, almeno per ora, non sono riuscito a trovare in questi stralci del giornale di Berlusconi alcunchè di penalmente rilevante.
Il microfono finisce in mano a Marco Lillo, new entry tra i giornalisti in prima linea contro il regime, anche se me lo ricordo molto bene per aver pubblicato alcune intercettazioni su “L’espresso” riguardo a Berlusconi. Lillo si chiede per quale motivo ci sia stato un solo invito a Bellaria per le feste del Pd a Travaglio e nessuna proposta a d’Arcais, Gomez e Corrias, sottolineando quanto questi giornalisti dovrebbero invece essere delle risorse per chi ha intenzione di opporsi all’attuale maggioranza. Avere persone informate sui fatti a favore è un gran vantaggio, ma a quanto pare il bavaglio non è combattuto da questa sinistra.
A questo punto la parola passa a Peter Gomez, che evidenzia il non-sense della presenza della doppia carica di parlamentare avvocato di cui alcuni deputati o senatori attualmente fanno parte (vedi Ghedini). Sono altri conflitti di interesse. Inoltre ricorda dello stretto legame tra cattiva amministrazione e la quantità delle nostre tasse. A seguire il video della presentazione, per scegliere quali parti guardare potete andare sul canale dedicato.

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