Il sonno della storia genera mostri
Peter Gomez in questi giorni per “L’Espresso” ha tirato fuori dal cappello uno scoop mica da poco. Pare che la Ovo Srl, azienda controllata tramite scatole cinesi dalla Fininvest del nostro Presidente del Consiglio, abbia intenzione di creare la prima enciclopedia in videoclip del mondo. Il compito della Ovo, nella quale si lavora ormai da un anno e mancano pochi mesi alla fine del progetto, sarebbe quello di scrivere la storia secondo gli ideali professati dall’ambigua figura di Antonio Meneghetti. Quest’ultimo, fondatore dell’ontopsicologia e condannato per omicidio colposo, rappresenta la fonte di ispirazione per il presidente della Ovo Andrea Pezzi. E in realtà, per quanto riguarda il pensiero sui magistrati, è pure il faro di Berlusconi. Meneghetti, dichiaratamente filo-russo e anti-americano, non ha avuto solo problemi con la giustizia in passato, ma si distingue anche per alcune sue affermazioni da perfetto ignorante storico: “Se avessimo potuto indagare l’obiettiva motivazione interna di un leader, con sorpresa di molti si sarebbe notato che le fonti culturali di un Hitler sono nella dottrina dei Dalai Lama del Tibet. Lì sono i fondamenti ispirativi che giustificano il suo modo di fare, che sostanzialmente non era un voler occupare gli altri, ma voler purificare e salvare il mondo”. Addirittura in alcune videoclip visionate in anteprima da “L’Espresso”, mentre si parla di Hitler non si parla del “Mein Kampf” e del palese razzismo insito nella dottrina nazista.
In fondo questo revisionismo storico in atto non è altro che una promessa mantenuta dal senatore Pdl Dell’Utri, che il 9 aprile scorso disse alla stampa: “I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione”. Le modalità in cui raccontare la storia ai giovani non sono scontate. Penso bisognerebbe usare più libri e opinioni diverse, dando forte rilevanza ai fatti e contribuire alla formazione di un opinione personale. La pluralità di pensiero dovrebbe essere un bene. E bollare come “male assoluto” un periodo storico in realtà credo che non faccia sempre bene. Non vorrei essere frainteso, ma penso sia troppo facile commentare con le solite parole forme di estremismo come fascismo e comunismo di cui invece si dovrebbe parlare in maniera più razionale possibile, spiegando cosa sono prima di appiopargli aggettivi di cui si rischia di perdere il significato. Insomma, meglio raccontare ai giovani del contenuto che delle etichette. Tenendo sempre ben in mente che il sonno della storia genera mostri.




















