La scelta più difficile

By lorenzodamelio - Last updated: martedì, ottobre 14, 2008 - Save & Share - 6 Comments

L’intolleranza fa parte anche della Chiesa. Le sue maggiori cariche infatti non sono d’accordo sul pensiero pro-eutanasia e pro-aborto e anche oggi alla conferenza episcopale italiana hanno tentato di imporre le proprie idee non solo sui cattolici ma anche sui non credenti. L’opinione dei vescovi è sacrosanta, ma credo tale debba restare nei confronti degli italiani poichè ognuno deve poter avere libertà di scegliere come organizzare la propria esistenza. Da ateo, filo-animista e simpatizzante delle filosofie di vita orientali, non mi sono mai permesso di discutere le scelte altrui, sulle quali preferisco confrontarmi. Penso che l’aborto sia terribile, ma è da evitare in tutti i casi? Anche nel momento in cui una ragazza è stata stuprata? E l’eutanasia, se chiesta nel testamento della persona in questione o in un momento di lucidità, è da negare? Date quali motivazioni, considerato che tale libertà di decisione non lederebbe le nostre? Trovo preferibile tentare di sciogliere le nostre paure verso ciò che completa la vita, cioè la morte, piuttosto di negare colei che fa parte della nostra esistenza come tutte le altre nostre esperienze. Nella maniera in cui ci ha insegnato il giornalista e scrittore Tiziano Terzani. Non dico sia un tema facile e mi dilungherei volentieri, ma penso sia meglio lasciarvi uno sketch tratto dal film “Mare dentro” che parla dell’argomento in una maniera assieme delicata e profonda. Uno dei migliori lungometraggi da me mai assaporati, assolutamente consigliato.

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6 Responses to “La scelta più difficile”

Comment from Cristiano
Time ottobre 14, 2008 at 9:57 pm

Ciao,
voler identificare la contrarietà all’aborto con la chiesa cattolica è riduttivo. Anche molti grandi laici ne erano contrari, Bobbio e Pasolini tanto per fare due nomi. Io sono cattolico ma penso che anche se fossi laico sarei assolutamente contrario all’aborto. Per me logica e coscienza dicono che la vita nasce con il concepimento, quindi dal momento del concepimento esiste una persona che con l’aborto viene uccisa.

Comment from lorenzodamelio
Time ottobre 15, 2008 at 8:27 pm

Caro Cristiano, parli di logica e coscienza, ma queste sono prerogative dalle quali la Chiesa storicamente si è sempre discostata. La logica in quanto legata alla scienza è ben distante dal pensiero della fede.

Aggiungo che dipendere dalle scelte altrui non è mai piacevole, meglio prendersi le proprie decisioni / responsabilità nell’armonia propria fintanto che non lede la libertà degli altri.

Ci sono persone che firmano i testamenti biologici da persone coscienti per chiedere, nel malaugurato caso di diventare paralizzati, di cessare di esistere. Come possono altre persone imporre le proprie idee su di loro? Con quale potere e presunzione? Queste sono le domande, ritengo più che lecite, che mi pongo.
Lorenzo

Comment from Cristiano
Time ottobre 19, 2008 at 12:28 pm

Ciao,
non direi nemmeno che la logica e la scienza si discostino tanto dalla fede. Pensa ad Einstein, Rubbia o Zichichi tutti credenti. Nemmeno Darwin era ateo. E in fondo se pensiamo al concetto stesso di dna, questo indica ogni vita come qualcosa di unico. Il tema sulla vita prossima alla fine è molto delicato e il confine tra accanimento terapeutico e eutanasia molto labile. Però per questo non penso si possa demandare tutto a un testamento biologico. In fondo se guardiamo alla sola volontà del singolo cosa dovremmo fare con chi ha intenzioni suicide? Fortunatamente in questo caso la legge va contro la volonta del singolo per il suo stesso bene!
Ciao

Comment from lorenzodamelio
Time ottobre 19, 2008 at 2:06 pm

La scienza è razionalità per definizione, in questo senso si discosta completamente da ogni tipo di fede. In realtà se si volesse essere credenti fino in fondo, seguendo passo passo la Bibbia, non si potrebbero accettare ragionamenti scientifici se questi sono in contrasto con il pensiero della Chiesa. Pensiamo a Galileo ad esempio. Sono tantissime le persone che sono state costrette ad accettare le imposizione clericali per salvare la propria vita. Se ci mettessimo a parlare con Rubbia sull’universo e lo spazio in rapporto al creazionismo di Dio penso si capirebbero molte cose sul livello di credenza dei cattolici.

Detto questo il suicidio è una cosa, l’eutanasia un’altra. Ti cito dallo Zingarelli. Suicidio: “Uccisione di sè stesso, atto con cui ci si dà la morte di propria volontà”. Eutanasia: “Morte non dolorosa provocata in caso di prognosi infausta e di sofferenze ritenute intollerabili”. Il testamento biologico è una scelta che si può prendere a 20anni, nel caso capitasse una disgrazia anche 40anni dopo potrebbe venire utile. E poi, detto chiaramente, a te piacerebbe se scegliessero gli altri per te? A me proprio per niente, visto che stiamo decidendo della mia vita e non stiamo parlando di suicidio ma ben di altro tipo di sofferenze e malattie.

Esiste nella nostra società un’incapacità di guardare la morte come un fatto naturale, come parte della vita. Hai mai visto l’ultima intervista a Tiziano Terzani? La trovi su google.video.it: guardala. Hai mai visto “Mare Dentro”: affittalo, guardalo. La conoscenza, anche se di informazioni contrarie alla nostra posizione di partenza, ci arricchisce sempre di spunti e riflessioni.
Lorenzo

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