Bradbury e il futuro che ci aspetta (parte 2)

By lorenzodamelio - Last updated: venerdì, novembre 28, 2008 - Save & Share - Leave a Comment

Bruciare i libri renderà tutti più uguali. Nell’immaginazione di Ray Bradbury c’era questo timore verso le soluzioni del sistema del potere per mantenere l’ignoranza delle popolazioni. In realtà questo presupporebbe un valore intrinseco della scrittura, ma sappiamo che il prezzo di copertina di un libro di Cirino Pomicino non si discosti molto da quelli di Umberto Eco. Eppure si tratta di due persone che dispongono di valori notoriamente differenti, non solo per ciò che trasmettono ai propri lettori. Tra il non poter leggere libri e il poter disporre di informazioni che spacciano il falso per la realtà non so sinceramente cosa possa essere più grave, Fahrenheit 451 di Bradbury ci dà tutto sommato un’idea di come possano essere entrambe le situazioni. Dopo averne riportate alcune ieri, ecco altri spezzoni del libro dello scrittore di fantascienza:

“Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un libro o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l’albero o il fiore che abbiamo piantato, non saremo là. Non ha importanza quello che si fa, diceva mio nonno, purchè si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos’altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l’uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere sta nel tocco, diceva” (pag. 185);

“E un giorno, dopo che la sapienza sarà stata a lungo in noi, comparirà sulle nostre mani e sulle nostre bocche. E gran parte di essa sarà errata, ma una parte sufficiente sarà giusta. Cominceremo a camminare oggi e a vedere il mondo e come il mondo cammina e parla, come realmente appare. Voglio vedere ogni cosa, ormai. E anche se niente di esso sarà me quando entrerà in me, dopo qualche tempo si raccoglierà tutto insieme dentro di me e sarà me stesso” (pag. 191);

“Conosciamo bene tutte le innumerevoli assurdità commesse in migliaia di anni e finchè sapremo di averle commesse e ci sforzeremo di saperlo, un giorno o l’altro la smetteremo di accendere i nostri fetenti roghi funebri e di saltarci sopra. Ad ogni generazione, raccogliamo un numero sempre maggiore di gente che si ricorda” (pag. 193).

Condividi:
Posted in Informazione • Tags: Top Of Page

Write a comment