Acqua: da diritto a merce
Quelli che credevamo fossero i diritti inelanienabili dell’uomo in quanto tale stanno uno dietro l’altro venendo meno. Nel quasi completo silenzio dei cittadini. In quanti hanno firmato l’appello di Acqua Bene Comune dell’anno scorso? Un po’ più di 400mila persone, tra le quali il sottoscritto. Un buon numero, ma non abbastanza per intimorire i nostri parlamentari, che capeggiati da Tremonti con la legge 133 del 25 giugno 2008 hanno trasformato l’acqua in un prodotto commerciabile. Il testo dovrebbe parlare prettamente dello sviluppo economico, ma all’art. 23 bis sta scritto:
Art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica): 1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche’ di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni (…) Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili; 2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica; 5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati; 8. Salvo quanto previsto dal comma 10, lettera e) le concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedure diverse dall’evidenza pubblica cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante. Sono escluse dalla cessazione le concessioni affidate ai sensi del comma 3.
Ecco cosa ne pensa Rosario Lembo, segretario del comitato per il contratto mondiale dell’acqua, intervistato da Piero Ricca:














Pingback from LorenzoDAmelio.org » Il Governo svende il 65% di noi stessi
Time marzo 24, 2009 at 12:03 am
[...] 23 bis della legge 133, è la privatizzazione dell’acqua trasformandola da bene a merce. Ne ho già parlato in passato, ora per fortuna alcuni gruppi di cittadini si stanno mobilitando nei vari comuni con delle [...]