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gennaio 19th, 2009 Informazione none Commenti

Il comune di Treviglio ha risposto alla lettera di Martinelli per avere delucidazioni in merito alla vicenda di Sabyne. Non ha però risolto i quesiti che erano posti a sindaco e vice-sindaco. Riporto qua la risposta ricevuta, mentre a seguire c’è il mio commento.

“L’ingresso dei bambini ai Nidi comunali di Treviglio è regolato da criteri stabiliti dal Regolamento di funzionamento approvato dal Consiglio Comunale. Tale regolamento assegna priorità in graduatoria ai bambini di genitori entrambi lavoratori, prevede la possibilità di chiedere la tariffa agevolata in base alla dichiarazione ISEE e dà maggior punteggio all’indicatore economico più basso. Sulla base di questi criteri la sig.ra Sabyne ha raggiunto una posizione in graduatoria che non ha consentito l’ingresso al nido dei figli gemelli. Per inciso, nei nidi comunali di Treviglio la frequenza dei bambini di genitori immigrati provenienti dal Senegal, dalla Polonia, dal Marocco, dall’Albania ecc. si aggira intorno al 35-40%: la cittadinanza della famiglia non è un criterio preso in considerazione.

Nell’anno 2006 il figlio secondogenito della stessa sig.ra Sabyne ha frequentato il nido comunale con l’esenzione totale dal pagamento della retta, in quanto il reddito del nucleo famigliare ricadeva nella prima fascia, allora totalmente esente (oggi la retta mensile per la prima fascia di reddito è di 30 euro). Quando la signora Sabyne ha verificato la posizione in graduatoria dei due figli gemelli al nido comunale di Treviglio, si è rivolta al Servizio Sociale riferendo di aver pensato di inserire i minori in un nido privato. Il Servizio Sociale Comunale ha proposto l’inserimento in un nido privato del territorio, scelto dai genitori, con la garanzia di un contributo economico alla spesa da parte del Comune di Treviglio, così come viene proposto ai genitori in situazione di difficoltà socio-economica i cui bimbi non riescono ad entrare al nido comunale, ma rimangono in lista d’attesa. La Sig.ra Sabyne non ha accolto questa proposta. Il Servizio Sociale ha proposto alla Sig.ra la possibilità di erogare un contributo economico a sostegno del nucleo famigliare, nel caso di difficoltà economiche, ma la famiglia non ha mai ritenuto di presentare nessuna istanza in tal senso, e da diversi mesi non si è più rivolta al Servizio Sociale. La storia del rapporto, un tempo intenso, tra la sig.ra Sabyne e il Servizio Sociale del Comune di Treviglio ha avuto questo andamento, totalmente documentato agli atti: dal 2001 al 2003 il nucleo famigliare della Sig.ra ha beneficiato del Fondo Regionale Affitti (pratiche seguite dall’Ufficio Alloggi del Comune) che contribuisce al pagamento del canone di affitto dell’alloggio privato in cui la famiglia viveva con tre consistenti contributi negli anni 2001-2002-2003 (non si precisa la cifra per rispetto dell’interessata). Nel 2004 la famiglia della sig.ra Sabine è stata destinataria di uno sfratto esecutivo. L’Ufficio Alloggi Comunale ha operato una mediazione con il proprietario dell’appartamento e il suo legale per ottenere il rinvio dello sfratto esecutivo in attesa della disponibilità di un alloggio pubblico. Tale alloggio è stato poi (mese di novembre 2004) assegnato alla famiglia della sig.ra Sabyne in deroga grazie all’attivazione del Servizio Sociale e mediante relazione sociale in virtù della fragilità della situazione socio-economica generale (basso reddito, figli minori). I canoni di affitto degli alloggi pubblici in città per situazioni economiche di questo tipo sono irrisori confrontati con i canoni privati.

Nello stesso periodo, per far fronte alla precarietà economica della famiglia, il Servizio Sociale ha erogato un ulteriore consistente contributo. In seguito alla nascita dei due figli gemelli, e precisamente nel mese di settembre del 2007, l’Ufficio Alloggi comunale ha trasferito, di nuovo in deroga dalla graduatoria, il nucleo famigliare in un nuovo alloggio di edilizia residenziale pubblica più ampio ed idoneo alla nuova composizione della famiglia, come si può scorgere dal filmato stesso. Quanto sopra può ampiamente dimostrare che la Sig.ra Sabyne ed il suo nucleo famigliare sono stati sempre assistiti dal Servizio Sociale e dall’Ufficio Alloggi del Comune di Treviglio ed hanno beneficiato di diversi interventi. Il personale comunale non si è mai rivolto alla famiglia in questione nei termini indicati nell’intervista apparsa sul blog, ma sempre con assoluto rispetto e professionalità. I cittadini trevigliesi da assistere sono tanti e sono in aumento, come sono tanti gli immigrati in seria difficoltà. Quanto ai nidi, hanno sempre avuto liste d’attesa che sono stabilite solo e unicamente in base al Regolamento. Spiace che un giornalista che ha lavorato fino a pochi mesi fa nella Tv locale e che conosce benissimo, avendoli avuti ospiti in trasmissione, sia il Sindaco Ariella Borghi sia il Vicesindaco Francesco Lingiardi, non abbia nemmeno sentito la necessità di una chiamata al telefono per sincerarsi della situazione. Lanciare fango gratuito sul lavoro dei dipendenti comunali e degli amministratori pubblici è molto di moda, ma non è proprio la stessa cosa del fare giornalismo coraggioso. Cordiali saluti, Daniela Ciocca – Assessore alla Comunicazione – Comune di Treviglio”.

La mia domanda che ho posto anche agli amministratori è questa: possibile che un comune non possa supportare le spese dedicate ai figli? Non dovrebbe essere un investimento pubblico quello riferito ai bambini? Evidentemente non è così, a Treviglio c’è un triste esempio ma sicuramente non è l’unico. Certo, dove i soldi vengono messi prima della vita, bisogna avere il coraggio di farsi sentire. Soprattutto se le soluzioni esistono, ma la pigrizia dei nostri politici non le fanno applicare. Date uno sguardo al commento di Martinelli sulla lettera del comune.

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