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febbraio 12th, 2009 Informazione none Commenti

Il 15 e il 16 febbraio prossimi si terranno le elezioni regionali per la Sardegna, alla cui carica di Presidente concorrono principalmente Ugo Cappellacci (Pdl) e Renato Soru. Personalmente voterei per quest’ultimo, anche se lo farei senza tapparmi gli occhi, conscio di alcuni dati di fatto. Nel video che segue colgo l’occasione per rispondere ad alcuni commenti ricevuti in seguito alla pubblicazione del mio filmato del 1° luglio 2008 nel quale parlavo del conflitto di interessi riguardante l’ex presidente della Sardegna. Tale conflitto di interessi è stato “riparato” tramite la Legge Statuaria applicata dal 19 dicembre 2008, che consiste in una sorta di blind trust e tramite la quale le partecipazioni azionarie di Tiscali e L’Unità appartenenti a Renato Soru sono state affidate a Gabriele Racugno. La Legge Staturia afferma che in nessun caso lo stipulante può fornire al fiduciario, né il fiduciario può chiedere allo stipulante, direttamente o indirettamente, alcun consiglio, direttiva o istruzione sull’amministrazione delle azioni o dei beni o delle operazioni delle società. Inoltre specifica che il fiduciario non può rivelare allo stipulante o a qualsiasi soggetto che agisca in sua rappresentanza, alcuna informazione relativa alle operazioni delle società o a qualsiasi transazione relativa ai beni intrapresa o conclusa del fiduciario stesso o da lui proposta.

Per la cronaca giudiziaria è corretto sapere anche i fatti relativi al caso Saatchi & Saatchi, azienda che dopo aver ottenuto l’appalto della Regione da 56 milioni di euro per la pubblicità, avrebbe dimostrato l’intenzione di subappaltare fino al 30% dell’incarico a Sardinia Media Factory, quest’ultima costituita in buona parte da ex-collaboratori di Tiscali (come i fratelli Benoni) vale a dire l’azienda fondata da Soru nel 1998. Una commissione regionale si è curata della questione e l’allora presidente della Sardegna si è detto estraneo alla vicenda dichiarando di non conoscere le regole di funzionamento della gara e dando la responsabilità al direttore generale dell’ufficio di presidenza Fulvio Dettori a cui sono quindi state chieste le dimissioni dall’incarico. Dettori è stato però confermato e il 2 agosto 2008 ha avuto il rinnovo dell’incarico. L’11 settembre 2008 il pm Mario Marchetti ha dichiarato conclusa l’inchiesta sugli appalti pubblicitari, con Renato Soru indagato per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e falso. Tra gli indagati compaiono anche Dettori, i componenti della commissione, i fratelli Benoni e il pubblicitario Aldo Brigaglia.

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