Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
Il giornalista Carlo Vulpio è candidato alle europee 2009 per l’Italia dei Valori. Nel video che segue legge un’articolo di Miguel Mora, redattore del quotidiano spagnolo El Pais. Un pezzo che avrebbe voluto scrivere, mentre non ha potuto dato che dopo aver parlato delle inchieste di De Magistris facendo nomi e cognomi è stato sospeso da Il Corriere della Sera. Ecco uno stralcio dell’articolo:
” (…) Enzo Marzo, storico giornalista del Corriere, è pienamente d’accordo con Santalmassi; giovedì scorso, nel corso di un dibattito sulla libertà di stampa che si è svolto presso la sede della Commissione Europea a Roma, ha affermato che la battaglia per la direzione del giornale è già iniziata. Il nucleo dirigente del gruppo RCS (editore di Unedisa in Spagna) e proprietario del Corriere, spiega Marzo, ha ritirato la fiducia al direttore del quotidiano, Paolo Mieli, e sta valutando due sostituti: il primo, Carlo Rossella, sponsorizzato da Berlusconi e il secondo, Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero che, come ricorda Marzo, “divenne famoso durante l’ultima notte elettorale perchè fu pizzicato da una telecamera mentre concordava al telefono con il portavoce di Casini (leader dei democratici dell’UDC e genero dell’editore del quotidiano) il titolo principale che avrebbe piazzato il giorno dopo”.
Rossella è il presidente di Medusa, società di distribuzione cinematografica di Berlusconi, ed ha ricevuto la benedizione de Il Giornale, quotidiano della famiglia del magnate che ha ricordato che il Cavaliere “lo tiene particolarmente a cuore e gli ha già dato l’incarico di dirigere le sue due più grandi testate, Panorama e TG5 [il telegiornale di Canale 5]”. All’interno del gruppo RCS, Rossella conta su altri importanti sostenitori: Diego della Valle, proprietario di Tod’s e della Fiorentina, e Luca Cordero di Montezemolo, patron della Fiat e del gruppo Ferrari e amministratore delegato de La Stampa. Ma la parola di Berlusconi sarà quella decisiva, spiega senza ombra di pudore il quotidiano di suo fratello, perché mentre la crisi strangola i giornali, “l’intero sistema bancario dipende dal primo ministro”. Napoletano ha le sue carte: non dispiace a Berlusconi ed è tra i pochi che comunicano telefonicamente con Giulio Tremonti, ministro dell’Economia ed editorialista de Il Messaggero (…)”.
Carlo Vulpio sarà ospite dei Grilli biellesi il prossimo 27 maggio a Biella, presso Città Studi.
E’ palese il mio sostegno a coloro che vogliono sia riconosciuta la propria identità omosessuale, penso sia doveroso difendere questa libertà di espressione, così come quella di parola. Per questo riporto una riflessione controcorrente di Federico Zamboni, sulla canzone di Povia “Luca era gay”, uscita nel n°6 de La Voce del Ribelle, mensile di cui il direttore politico è Massimo Fini. La scommessa della rivista di Fini sta avendo successo, alla nascita ha avuto pure l’elogio di Travaglio e rimane per me un simbolo di vera informazione in mezzo ad un panorama di giornali trasformatisi in uffici stampa del potere.

Clicca sull’immagine per ingrandirla, per continuare leggi pagina 54 e pagina 55.
L’accordo siglato tra Berlusconi e Sarkozy il 24 febbraio scorso a Roma prevede la realizzazione di 4 centrali nucleari. Il costo della loro edificazione sarà sostenuto anche dalle nostre tasse in quanto l’Enel è a maggiore partecipazione statale. Esistono valide ragioni per evitare la costruzione di queste centrali, ve ne elenco dieci (per le quali ho preparato anche un filmato apposito):
1. E’ risaputo che le attuali guerre vengono effettuate soprattutto per l’impossessamento delle fonti energetiche. In questo caso la soluzione potrebbe essere la decentralizzazione, che può avvenire tramite le fonti alternative e non con la centralizzazione delle centrali nucleari;
2. La dipendenza energetica continuerebbe ad esistere perchè passeremmo semplicemente dal petrolio all’uranio, ma dovremmo continuare ad importare la materia dall’estero;
3. Si parla tanto di terrorismo, ma in caso di attacco sarebbero più pericolosi 1000 pannelli solari oppure una centrale nucleare?
4. Nessuno parla dei consumi di acqua, ma i reattori necessitano del nostro bene più prezioso: “In Francia il raffreddamento delle centrali elettriche nel 2006 ha assorbito 19.1 miliardi di mc d’acqua dolce, cioè il 57% dei prelievi totali d’acqua del paese; una parte di quest’acqua viene restituita ai fiumi (anche se surriscaldata ed inquinata da anticorrosivi ed additivi vari), mentre la quota consumata (cioè utilizzata in torri evaporative ed emesso in atmosfera, con conseguente aumento dell’effetto serra) rappresenta il 22% (1.3 miliardi di mc) di tutta l’acqua consumata in Francia” (fonte: Wikipedia);
5. Il tempo di smaltimento delle scorie nucleari è esagerato, molte vasche di contenimento storicamente non sono risultate preparate (vedi l’esempio di Saluggia, presso Vercelli);
6. Il traffico: l’uranio prima e le scorie nucleari poi necessitano di essere trasportate, questo determina un’inquinamento maggiore dato dalla necessaria mobilità;
7. Le assicurazioni per i pannelli solari esistono, non c’è nessuna ditta assicurativa che invece si è mai sognata di assicurare una centrale nucleare. E’ una prova della loro sicurezza?;
8. Se è vero che l’idrogeno è il futuro, per crearlo necessiteremo di pannelli solari su stazioni di rifornimento in maniera decentralizzata e non di centrali nucleari;
9. In caso di spegnimento di una centrale nucleare l’Italia potrebbe finire in blackout. E’ già successo per una parte dell’Italia. Questo non avverrebbe con fonti alternative quali pannelli solari, con cui basterebbe scambiarsi l’energia;
10. La presenza di più fonti alternative diversificate permetterà la proliferazione di piccole imprese che potranno competere tra loro creando maggiore occupazione. Inoltre dal punto di vista del singolo cittadino, questo potrà prodursi la propria energia e vendere quella in eccesso. In un perfetto sistema secondo lo stile di internet, come in una rete, che ci renderà veramente indipendenti (ascolta il pensiero di Jeremy Rifkin sulla Terza Rivoluzione Industriale).
Per il filmato ho usato la musica in Creative Commons dei Drunksouls, precisamente la traccia “No more fighting”.
Su La Nuova Provincia di Biella di ieri è stata pubblicata in prima pagina la lettera degli amministratori Davide Bazzini, per la Provincia di Biella, e Alberto Zola, per il Comune di Biella, i quali esprimono il proprio sostegno nei confronti di Adriano Guala, leader del movimento gay locale insultato in questi giorni da “La Stampa” di Biella. La lettera si intitola “La nostra è terra di civiltà” e la potete leggere cliccando qua. Sono felice di questo gesto, ma è indecente il silenzio degli altri politici in particolare di Pdl e Lega Nord dai quali per quanto si sa pubblicamente è giunto solamente il più omertoso silenzio.

Uno scatto, tratto dall’album del mio amico Federico, del Biella Pride tenutosi in città il 14 giugno 2008 e al quale sono felice di aver partecipato da eterosessuale quale sono.
Dopo il mio omaggio a Bergonzoni sono felice di aver cresciuto nella mia testa nuove scintille di fantasia, come quelle a seguire. Per la momentanea fioritura del mio umile, ma spero piacevole pensiero laterale, devo ringraziare in particolare Marilena e il corso “La creatività per comunicare” da lei guidato per il Centro Servizi di Volontariato di Biella e da me seguito tra novembre dello scorso anno e il mese passato. La creatività oltre a cambiare il mondo.. fa divertire!
Allenamente, ricetta spirituale per chi ha l’umore arancione
Per sognare meglio usare polvere da spero
Essere novimisti, maiuscoli
Stropicciarsi le orecchie
Leccarsi i gomiti
Non credere alla propria lingua
In caso di male, eseguire massaggio subliminale
In caso di errore, chiedere schiuma
In caso di nostalgia, recuperare l’albume dei ricordi
Non mungere sulle lacrime versate
Essere tantidali, non solo solidali
Essere incisivi e non canini
Fischiarsene
Mantenersi controcorrente senza conservare la posizione
Desiderare una speranza (ha)vana
Perchè le trecce non sono mai tre?
Curare il molare della favola
Lorenzo D’Amelio
Sempre riguardanti la sezione “Ritorno al mondo nuovo”, ecco altri stralci di futuro tratti dal libro dell’inglese Aldous Huxley:
- Sotto la spinta continua della sovrappopolazione e della superorganizzazione, crescendo l’efficacia dei mezzi per la manipolazione dei cervelli, le democrazie muteranno natura; le antiche, ormai strane, forme rimarranno: elezioni, parlamenti, Corti Supreme eccetera. Ma la sostanza, dietro di esse, sarà un nuovo tipo di totalitarismo non violento. Tutti i nomi tradizionali, tutti i vecchi slogan resteranno, esattamente com’erano ai bei tempi andati. Radio e giornali continueranno a parlare di democrazia e di libertà, ma quelle due parole non avranno più senso (pag. 333);
- Se ci sarà questa rivoluzione, essa dipenderà in parte dall’opera di forze sulle quali i più possenti fra i governanti hanno scarsissimo controllo, in parte dall’incompetenza di quei governanti, della loro incapacità d’usare efficacemente i mezzi che hanno per manipolare i cervelli, mezzi che la scienza e la tecnologia hanno fornito e continueranno a fornire all’aspirante tiranno (pag. 339);
- Per adesso qualche libertà resta ancora nel mondo. Molti giovani, è vero, sembrano non darle valore. Ma alcuni di noi credono che senza libertà le creature umane non saranno mai pienamente umane e che pertanto la libertà è un valore supremo. Può darsi che le forze opposte alla libertà siano troppo possenti e che non si potrà resistere a lungo. Ma è pur sempre nostro dovere fare il possibile per resistere (pag. 340).
Colgo l’occasione per invitarvi a caricare le frasi qua riportate su Wikipedia, nelle citazioni di Huxley, relativamente al mio tempo cercherò di aggiungere alcune per contribuire anch’io all’enciclopedia partecipata.
Uscito nel 1932, “Mondo nuovo” di Aldous Huxley viene ripreso nel 1958 dallo stesso autore, il quale aggiunge alcune proprie considerazioni dedicando una sezione apposita chiamata “Ritorno al mondo nuovo” in relazione al tempo passato. Ecco quindi altri aforismi tratti da quelle pagine aggiunte al libro originale:
- Per adesso la sovrappopolazione non è una minaccia diretta alla libertà personale degli americani. Ma è pur sempre una minaccia indiretta. Se l’eccessiva popolazione spingesse i paesi sottosviluppati verso il totalitarismo, e se le nuove dittature si alleassero con la Russia, allora assai meno stabile diverrebbe la posizione militare degli Stati Uniti, e bisognerebbe intensificare i preparativi alla difesa e alla rappresaglia (pag. 246);
- “Hitler” scriveva Herman Rausching nel 1939 “ha profondo rispetto per la Chiesa cattolica e per l’ordine dei gesuiti; non per la dottrina cattolica, ma per l’apparato che essi sono riusciti a creare e a controllare, per il loro sistema gerarchico, per la loro tattica abilissima, per la loro conoscenza della natura umana, per l’uso accorto che fanno delle debolezze umane al fine di dominare i credenti” (pag. 270);
- Se la bellezza fosse incompatibile con l’assurdo e con la tirannia, ci sarebbe ben poca arte nel mondo. I capolavori della pittura, della scultura e dell’architettura furono creati quali forme di propaganda religiosa o politica, a maggior gloria di un dio, di un governo, di un clero (pag. 281);
- Intanto prosegue la marcia della farmacologia, della biochimica e della neurologia: possiamo essere certi che nei prossimi anni si scopriranno nuovi e migliori metodi chimici per aumentare la suggestionabilità e sminuire la resistenza psicologica. Come tutte le scoperte, le potremo usare per il bene e per il male. In mano allo psichiatra possono diventare un’arma contro le malattie mentali; in mano al dittatore vincere la battaglia contro la libertà. Più probabilmente, giacchè la scienza è imparziale e olimpica, quelle droghe serviranno a fare schiavi e liberi, a sanare e a distruggere (pag. 302);
- E’ cosa cattiva ogni legge o ordinamento sociale che permette ai funzionari di farsi indurre in tentazione. Cosa buona invece è ogni legge o ordinamento sociale che impedisce la tentazione di abusare del proprio potere a beneficio personale, o a beneficio dello Stato, o di qualche organizzazione politica, economica, ecclesiastica (pag. 312);
- Nella loro propaganda antirazionale i nemici della libertà inquinano sistematicamente le fonti del linguaggio per forzare le loro vittime a pensare, a sentire, ad agire nel modo in cui vogliono farli pensare, sentire, agire essi, i manipolatori dei cervelli. L’educazione alla libertà (e all’amore e all’intelligenza che sono al tempo stesso condizioni e conseguenze della libertà) deve essere, fra l’altro, educazione al retto uso del linguaggio (pag. 328).