Tocca a noi ri-liberarci
Una persona si riconosce anche da chi frequenta, dalle proprie amicizie. Mussolini ammirava Hitler, di cui conosciamo le drammatiche nefandezze. Per questo, anche se la mia generazione è distante da quel momento storico, ritengo sia un dovere ricordare. Ieri ad Onna il nostro presidente del consiglio, per la prima volta presente alla Festa della Liberazione, ha fatto un discorso in parte accettabile, mentre da un’altra mi è piaciuto meno: “Dobbiamo ricordare oggi con rispetto tutti i caduti – ha commentato Berlusconi -, anche quelli che hanno combattutto dalla parte sbagliata, sacrificando in buona fede la propria vita ai propri ideali ad una causa già perduta”. Sono d’accordo sulla commemorazione di tutti i morti, ma al posto di “una causa già perduta” avrei usato altri termini, per ricordare l’alleanza di Mussolini e Hitler, le leggi razziali e la dittatura dalla quale i padri dei nostri padri ci hanno liberato a costo del sangue.
Ma Berlusconi, appunto si riconosce dalle proprie amicizie e dalla fratellanza con Putin (uno dei suoi primi incontri all’estero dopo la sua elezione nel 2008) e le alleanze avvenute con Gheddafi. Non per niente Obama ha sempre tentato di evitarlo. I partigiani di allora avevano l’età della mia generazione, erano ventenni che agivano per passione e con coraggio in difesa di principi democratici. Hanno dovuto agire, purtroppo con violenza, ma è quantomeno ingiusto attaccarli per aver reagito in questo modo ad un usurpazione totale dei propri diritti come stava avvenendo. Probabilmente il popolo italiano non è in grado di ribellarsi in maniera pacifica, spero di sbagliarmi. Anche perchè i prossimi a dover liberare questo meraviglioso Paese siamo noi ragazzi e ragazze sui 20 e 30 anni. Possiamo decidere se accettare tutto questo, oppure se ri-liberarci.




















