Il peer-to-peer conquista l’Europa
Il web comincia ad avere un peso sempre maggiore sulle elezioni. In Svezia si è formato addirittura il Partito Pirata, il quale con il 7,4% dei voti ha ottenuto due seggi nel Parlamento Europeo. Il punto principale del loro programma è la piena libertà sul web, la possibilità di sfruttare il peer-to-peer e di dare spazio alle alternative al copyright. Dopo l’esperienza del 2006, quando i voti raccolti furono 35.000, in questa occasione le preferenze sono state quasi decuplicate, toccando i 200.000 voti.
Il Partito Pirata è presente in Spagna, Germania, Francia, Polonia, Regno Unito, Italia e Finlandia. Il portavoce italiano Alessandro Bottoni spiega: «In Italia il massimo che siamo riusciti a fare è che mi sono candidato come indipendente nelle liste Sinistra e Libertà (che non è riuscita ad entrare nel Parlamento Europeo, ndr). Non vogliamo abolire il copyright, ma rendere libero e legale lo scambio di opere tra utenti, purché non a scopo di lucro ma solo per uso personale».
Ma qual’è la ragione dell’attenzione crescente verso questo partito? «Un successo che si deve in parte al processo svedese contro Pirate Bay – aggiunge Bottoni -, ma non solo. È segno che i giovani vogliono ormai riconosciuto come diritto dei cittadini un’abitudine radicata, che vedono come normale: poter scambiare musica, film e giochi con i propri amici. I governi saranno più cauti, abbandoneranno la linea dura contro il peer to peer, tutta a favore delle lobby dei copyright. Perché, con la vittoria svedese, sanno che sta crescendo un sentimento popolare ormai inarrestabile».

Qua il sito internet in italiano del partito.




















