Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
Non è mai stato in politica, non ha mai avuto una tessera di partito ed è pure attivista. “Ma come si permette” – si sarà chiesta la dirigenza del Partito Democratico – “Grillo a proporsi come segretario nazionale?”. Non se la prende con le piazze, ma sta tra i cittadini. Ha un blog ed usa social network e youtube per comunicare con gli italiani. Non è un politico di professione. Ha raccolto firme per chiedere la non candidabilità in parlamento dei condannati. E’ palese che la proposta del genovese sia una provocazione.
Il professionista della politica (e non è un modo di dire viste le 6 legislature) Piero Fassino – per l’occasione detto Fassinik – sì è subito preoccupato della bassa reputazione da mantenere nel partito ed ha quindi rassicurato i suoi: “Grillo non è iscritto al Pd e lo ha attaccato di continuo. La sua candidatura è un boutade un po’ provocatoria e non c’é alcuna ragione per considerarla una cosa seria. Bisogna vedere se noi accettiamo la sua iscrizione al partito e non penso che si possa accettare. Per correre per la segreteria – ha proseguito – non basta l’iscrizione, perché qualsiasi associazione al mondo non accetta chi aderisce in modo strumentale ma ritiene che ogni adesione debba essere vera e sincera ai valori e allo finalità del Partito. Per me la cosa finisce qua”. Ed ora chiamatemi Bum Bum Fassinik.. e provate a fare “Cri cri”, avrebbe voluto continuare.
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