Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
Ha fatto discutere la scelta del Partito (anti)Democratico di non dare la possibilità a Beppe Grillo di concorrere alla carica di segreteria nazionale. Una provocazione del blogger Claudio Alberti fa invece riflettere sull’Italia dei Valori, fondata nel 1998 da Di Pietro il quale ricopre tuttora la carica di presidente. Alberti si dice intenzionato a candidarsi alla presidenza IdV, anche se non fa riferimento ad alcun programma.
L’articolo 10 dello statuto (scarica in pdf) specifica: “Il Presidente Nazionale viene eletto dall’Esecutivo Nazionale, dura in carica tre anni ed è rieleggibile”. Dopo il primo incarico, facendo un rapido calcolo, Di Pietro è stato rieletto consecutivamente per ben tre volte totalizzando 11 anni di presidenza. Togliere il proprio nome dal simbolo del partito e creare una struttura più stimolante alla partecipazione potrebbe veramente cambiare in meglio l’Italia dei Valori.
Astaroth 3aprile2010
Sono perfettamente daccordo aggiungerei che il potere, anche all’interno di un partito basato su una linea votata e condivisa, si dovrebbe fondare sul principio di circolarità. Un “leader” non può, per quanto bravo e carismatico, restare per troppo tempo a capo di qualunque soggetto politico e/o di altra specie. A noi far capire all’interno di qualunque appartenenza questo semplice principio. Astoroth