Alitalia e “missioni di pace”: 740 milioni di euro pagati dagli italiani

By lorenzodamelio - Last updated: lunedì, agosto 3, 2009 - Save & Share - Leave a Comment

La versione definitiva del “decreto anticrisi”, approvato il 1° agosto in senato, non è ancora stata pubblicata. Ma la legge del 1° luglio 2009 presentava fin dall’inizio alcuni articoli interessanti.

Nell’articolo 19, ai comma 3 e 4, sono infatti previste “Misure a favore degli obbligazionisti e dei piccoli azionisti Alitalia – Linee aeree italiane S.p.A”, le quali prevedono una spesa statale “incrementata di 230 milioni di euro per l’anno 2010″. Ma Alitalia non dovevano salvarla gli imprenditori italiani? Sul fronte del settore sanitario all’articolo 22 si cita l’istituzione di un fondo di 800 milioni di euro, ma come verrà usato dato che la moglie del ministro della salute Sacconi è Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria?

Una proroga alle “missioni di pace” mietitrici anche di vittime italiane è inserita all’articolo 24, dove si scopre l’impressionante impegno militare italiano nel resto del mondo anche se non soprattutto oltre l’Europa (ad esempio in Afghanistan, Iraq, Libano, Pakistan, Sudan e Somalia). Al comma 76 è specificato: “Per l’anno 2009 è autorizzata la spesa complessiva di 510 milioni di euro”. Per ridurre a brandelli meglio l’articolo 11 della nostra Costituzione – “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” – interviene il comma 70 recante le possibilità rese ai militari italiani: “b) acquisire in economia lavori, servizi e forniture, per la revisione generale di mezzi da combattimento e da trasporto, l’esecuzione di opere infrastrutturali aggiuntive e integrative, l’acquisizione di apparati di comunicazione, apparati per la difesa nucleare, biologica e chimica, materiali d’armamento, equipaggiamenti individuali, materiali informatici (…)”.

Clicca per ingrandire l’immagine tratta dall’utente “tigerfood” di Deviant Art.

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