Montanari intervistato su nanoparticelle e microscopio
Stefano Montanari, scienziato esperto in malattie da nanoparticelle, parla dei danni prodotti dagli inceneritori smentendo Umberto Veronesi ed evidenziando le lacune dell’ARPA. Dal terzo spezzone di filmato Montanari parla anche del microscopio da 378mila euro a lui destinato ed invece trattenuto impropriamente dall’Associazione Carlo Bortolani Onlus.
La moglie Antonietta Gatti, che collabora con le sue ricerche sulle nanoparticelle, è stata da poco scelta dalla FAO (Food and Agriculture Organization) insieme ad altri 16 esperti mondiali per studiare l’inquinamento nanotecnologico sul cibo.
La playlist completa su youtube si deve all’utente lucamengoni.
10 Responses to “Montanari intervistato su nanoparticelle e microscopio”
Comment from lorenzodamelio
Time agosto 17, 2009 at 11:04 am
Non c’è bisogno di un giudice per comprendere che il microscopio era destinato a Montanari. Dal blog di Grillo (http://www.beppegrillo.it/2006/03/la_ricerca_imba.html), dove è partita la raccolta fondi:
“Non potendoli attaccare scientificamente, si è pensato di togliere lo strumento con cui Antonietta Gatti e Stefano Montanari provocano grossi fastidi (…). Via il microscopio e noi, che non ci possiamo permettere di perdere Antonietta e Stefano, gli daremo un altro microscopio. In fretta e più potente del primo.Da oggi parte una sottoscrizione per l’acquisto da parte della Associazione Carlo Bortolani Onlus”.
Lui e sua moglie hanno presentato fior di documentazioni sull’incenerimento dei rifiuti, sono riconosciuti a livello mondiale. I contributi scientifici di Veronesi in questo campo sono nulli, i loro tutt’altro.
Lorenzo
Comment from Ralf Konig
Time agosto 18, 2009 at 11:13 am
Bhè, di paper scientifici su incenerimento e suoi effetti Montanari non ha mai prodotti, si sempre è limitato a selezionare (quello che appoggia le sue tesi) e divulgare. E’ una figura di politico o al limite divulgatore, ma la sua produzione scientifica è assai scarsa e questi sono fatti fino a prova contraria. Suona assai strano che sia conosciuto a livello mondiale, al momento non vi è alcun riscontro a questa affermazione. Le collaborazioni internazionali sono una prassi comune in ambito scientifico.
Il link che hai riportato risale a 3 anni fa, durante i quali ribadisco che la coppia Montanari Gatti ha prodotto pochissimi lavori scientifici propri: motivazione per cui la Bortolani ha deciso di donare il microscopio, che ricordiamo non appartiene alla Nanodiagnostics, all’università di Urbino.
Se Montanari crede veramente nel sottobosco di complottismo assortito contro di lui faccia le sue denunce. Ma non credo lo farà, per chi lo ha eletto a figura pubblica basta il suo carisma.
Un pò più di obiettivà sarebbe utile alla causa ambientale piuttosto che creare intoccabili “mostri sacri”.
Comment from lorenzodamelio
Time agosto 18, 2009 at 11:35 am
Caro anonimo/a, procedo a punti per maggiore precisione:
1. Di documenti scientifici sull’incenerimento la Gatti insieme a Montanari ne ha prodotti eccome. Guarda questo documento: http://www.grillibiellesi.org/?q=node/21
E soprattutto nella bibliografia consulta “Pieces of evidence of the health impact of nanoscaled particulate matter (PDF 43 pagine)”.
2. Proprio 3 anni fa è stato prodotto quel documento e utilizzato niente di meno che alla Commissione Europea. La Gatti è inoltre ora una dottoressa chiamata dalla FAO per la sua competenza.
3. La Bortolani non può decidere di farne cosa vuole delle donazioni di chi ha finanziato il microscopio esplicitamente per Montanari e Gatti.
4. L’obiettività si basa sui fatti, cioè in questo caso sui documenti scientifici.
Comment from Ralf Konig
Time agosto 18, 2009 at 12:05 pm
Non ci intendiamo su cosa siano i documenti scientifici. Io, e l’intera comunità scientifica a qualsiasi latitudine del globo, intende per tali gli articoli pubblicati su riviste scientifiche: queste riviste non sono Focus, e nemmeno National Geographic (e nemmeno i report di Greenpeace o le “lettere aperte” alle autorita territoriali): si tratta di riviste per addetti ai lavori e i cui contributi abbiano subito una revisione da parte di altri esperti, su cui spesso vige l’anonimato a garanzia di imparzialità. I contributi in questione sono costituiti da ricerche originali che portano sapere nuovo ad un dato campo di ricerca. In questo senso i contributi di Montanari e Gatti sono scarsissimi e soprattutto ammontano ad un unico paper in 3 anni di detenzione del microscopio. Faccio anche presente che la rivista che ha accettato il loro ultimo articolo ha un impact factor (un indice che esprime quanto la rivista è autorevole nel campo) di 4.158: dignitoso, ma se Montanari/Gatti sono scienziati di livello mondiale vorrei sapere come definire chi può vantare pubblicazioni su The Lancet o Nature.
Per questo motivo il documento che mi hai segnalato, che un report di lavori svolti da altri, non fà testo nel giudicare l’attività di ricerca svolta. Va benissimo come documento su cui basare un attivismo ed un certo tipo di pressioni politiche, ma non è da questo che porta evidenza dei meriti in campo scientifico.
Io non faccio l’avvocato della Bortolani: segnalo che a fronte di scarsissimi contributi scientifici (leggasi articoli, ed ho già spiegato perchè) ottenuti grazie all’utilizzo del microscopio, è stato scelto di donarlo ad un ambiente dove potrà essere maggiormente utilizzato a scopi di ricerca scientifica. Questo peraltro non preclude Montanari e Gatti di continuare ad utilizzarlo (anche se ostacolerebbe l’attività di Montanari come politico, scrittore, blogger, etc.). Montanari non ritiene legittima questa scelta, dice che farà causa (io ci credo poco): staremo a vedere.
Certo mi sembra molto curioso non dare diritti sull’utilizzo dello strumento ai donatori prima (lo stesso Montanari era molto seccato per le continue richieste di analisi gratuite da parte di chi aveva donato) e attribuire improvvisamente diritti ai donatori quando serve a tenere lo strumento in azienda. Ma come, la donazione non era “un’atto di liberalità” (parole non mie, ma di Montanari) che non dava diritto a reclami?
La mancata obiettivià deriva appunto che la maggior parte dei sostenitori non sa esattamente i meccanismi la ricerca scientifica e Montanari è stato abile a costruirsi una immagine pubblica come politico (e scrittore, attore…) grazie a questo fatto.
Un altro aspetto: Montanari ha insultato in modo abbastanza antipatico i ricercatori che useranno il microscopio ad Urbino nel suo post “un microscopio per Cammelli”. Nei post successivi ha insultato, e pesantemente, la Bortolani Onlus, che è proprietaria legale dello strumento (non piacerà, ma è così, come riconosciuto da Montanari stesso). Insomma, non sembra molto interessato a mediare per continuare le sue ricerche, e quindi non sembra particolarmente interessato alle proprie ricerche, al di là della retorica dei suoi post.
Comment from lorenzodamelio
Time agosto 18, 2009 at 12:41 pm
Con garbatezza devo trarre la conclusione che oltre ad essere privo di un nome ed un cognome, dimostri una certa non conoscenza. Le pubblicazioni (nazionali ed oltreoceano, tipo quelle di riviste americane) sono talmente numerose che non posso elencarle tutte ma lascio a te ed a chi vuole leggerle i links:
http://www.nanodiagnostics.it/Articoli.aspx
http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Montanari
http://it.wikipedia.org/wiki/Nanotossicologia
Se tu non sei l’avvocato della Bortolani, io non sono quello di Montanari. Con umiltà però ci tengo a difendere i fatti.
Se Montanari, per il quale non stravedo (e che infatti non ho votato, giusto per fare un esempio), se l’è presa con la Bortolani ha tutte le ragioni per farlo. Ti riconsiglio di andare a vedere il post di Grillo ( http://www.beppegrillo.it/2006/03/la_ricerca_imba.html ) per capire a chi era destinato il microscopio. Capisco bene l’incazzatura di chi ha fatto le donazioni e ora ha scoperto che il microscopio non è stato dato a Montanari.
Comment from Ralf Konig
Time agosto 18, 2009 at 1:08 pm
E infatti rivelo quello che ho già ribadito: nessuno articolo scientifico in tema di incenerimento (ricordo che articolo generici e libri, anche se inclusi nella lista, non rientrano nella categoria degli articoli scientifici). La cosa un pò più grave è che sono scarsi gli articoli post 2006, anno di arrivo del microscopio in casa Nanodiagnostics: siamo a quota 2 (o forse una sola, visto che quella datata 2006 sarà stata probabilmente inviata alla rivista qualche mese prima della pubblicazione), che ti assicuro è davvero pochino (prova a guardare il CV di un ricercatore medio di una qualsiasi facoltà scientifica italiana).
I fatti sono che Montanari si è impagnato tantissimo nella lotta contro gli inceneritori e va benissimo (oddio, risultati scarsini: gli inceneritori continuano a sorgere). Ma la ricerca è una altra cosa.
Tra l’atro per attinenza ai fatti gioverebbe riportare l’atto notarile di trasferimento del microscopio all’università di Urbino secondo cui Montanari e Gatti avranno diritto a continuare ad usare il microscopio. Quindi il microscopio è tuttora in tutto e per tutto destinato alle ricerche di Montanari.
Io invece da donatare sarei incazzato con Montanari. Grazie ai riflettori della campagna Grillo si è buttato in politica anzichè in laboratorio, contributi scientifici ne ha prodotti pochissimi e più che vedersi restituito il microscopio dalla Bortolani ha più probabilità di vedersi recapitata una querela per diffamazione. Certo, ha un eloquio forbito e questo ad alcuni basta.
Comment from Jimbo
Time settembre 27, 2009 at 8:17 am
1. Le accuse della Bortolani non sono state supportate da una singola prova.
2. Basta guardare questa recensione scritta da specialisti per specialisti circa la recente pubblicazione “Nanopathology” per capire che parliamo di ricerche d’eccellenza e rivoluzionarie: http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1300&Itemid=1
3. Montanari e Gatti hanno scritto, unici due italiani, due capitoli in un recente libro sotto l’egida NATO.
4. Interessanti le dichiarazioni del maresciallo Leggiero (al minuto 20, circa) circa l’impatto delle ricerche di Gatti e Montanari sul mondo politico, sulla situazione dei reduci delle “missioni di pace” ammalati per colpa delle nanoparticelle: http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=12066
5. Per rispetto ai donatori, Montanari si e’ impegnato in un’opera di divulgazione notevole (blog, libri, conferenze, interviste visibili su internet).
6. Nessuno ci ha ancora detto quali ricerche saranno condotte col microscopio, una volta ad Urbino. Va bene spostarlo, ma la nuova sistemazione deve avere degli oggettivi e misurabili vantaggi in campo scientifico rispetto alla collocazione precedente presso la Nanodiagnostics. Se non si dimostrano questi vantaggi, allora lo spostamento e’ fatto solo per dispetto, mi sembra.
7. Nessuno ci ha ancora detto come verranno pagati i costi di uso e gestione del microscopio ad Urbino.
Comment from RALF KONIG
Time ottobre 22, 2009 at 8:26 pm
1. La Bortolani non ha rivolto alcuna accusa a Montanari. Ha semplicemente rilevato la scarsità (quasi assenza) di pubblicazioni scientifiche ottenute grazie al microscopio, questo è un fatto.
2. E allora? Nessuno ha mai messo in dubbio il lavoro pregresso di Montanari Gatti. Si è solo rilevato che il microscopio non è stato sfruttato quanto dovrebbe.
3. E allora, stavolta due volte. Questa affermazione non prova un bel cavolo di niente.
4. Montanari non faceva parte del gruppo di lavoro, quindi solo Gatti. Le affermazioni del maresciallo non hanno rilevanza per attestare i meriti scientifici della coppia.
5. L’opera di divulgazione non c’entra nulla con i fini dichiarati della raccolta fondi, questa è una invenzione di chi scrive.
6. Tutti i laboratori sono attrezzabili. Montanari anzichè insultare i ricercatori di Urbino potrebbe spendere le proprie forze per collaborare al fine di continuare ad usare il suo non suo strumento.
7. Questa è una balla perchè nella premessa all’atto della donazione si definisce chiaramente che l’Università sosterrà i costi di gestione. Informati prima di sparare boiate.
Comment from G.M.
Time settembre 9, 2010 at 10:17 pm
Ovviamente l’idea che il microscopio e/o gli studi della Dott. Gatti non abbia prodotto nulla fino ad oggi e’ una sciocchezza che puo’ essere detta o dai mal informati o da chi e’ in malafede.
Ricordo i vari Progetti Europei, Commissione Parlamentare, lavori con l’Osservatorio Militare, workshop e pubblicazioni NATO. Insomma, di roba cosi’ non ce n’e’ tanta in giro.
Qualcuno ha visto il video su Arcoiris della conferenza stampa alla Nanodiagnostics (laboratorio di Gatti e Montanari)? Li’ si registra anche la telefonata del Maresciallo Leggiero dell’Osservatorio Militare che spiega l’uso concreto e l’utilita’ del microscopio nei risarcimenti ai militari affetti da nanopatologie.
Urbino e’ ad oggi una sede inopportuna per svolgere gli studi sulle nanopatologie (perche’ mancano i mezzi per fare tali ricerche!): Montanari e Gatti si sono adoperati per anni per costruire (a proprie spese) un laboratorio d’eccellenza adatto per questi studi, hanno creato un gruppo di studi che nel campo e’ leader in Italia. In due secondi, tutto questo lavoro e’ stato disfatto per far posto al NULLA.
Ma passi anche questo schiaffo. Il problema e’ che ad oggi, a molti mesi di distanza, il microscopio e’ SPENTO! Perche’ i costi di gestione sono troppo alti? Perche’ non si sa cosa farci? Perche’ l’importante era toglierlo a Gatti e Montanari?
Addirittura si parla di un altro palleggio dello strumento ad ARPA…





















Comment from Ralf Konig
Time agosto 17, 2009 at 5:33 am
“impropriamente sottratto” lo deciderà il giudice se Montanari deciderà di far causa alla Onlus (improbabile).
Le motivazioni delle donazione sembrano piuttosto valide: a fronte di scarsissimi (quasi nulli) contributi scientifici da parte di Montanari in 3 anni di detenzione dello strumento presso la sua azienda, è stato deciso di donarlo all’università dove si spera sarà adeguatamente sfruttato.