Quali analogie tra l’ascesa di Hitler e l’attualità?

By lorenzodamelio - Last updated: giovedì, settembre 24, 2009 - Save & Share - One Comment

Esistono delle analogie tra il periodo dell’ascesa di Hitler al potere e la nostra attualità? Marco Canestrari, curatore di Ecco Cosa Vedo fa un’analisi usando come termini di paragone la crisi del Paese, i mezzi di informazione di massa in mano a pochi, gli scontri e le tensioni nelle città e l’indifferenza generale.

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One Response to “Quali analogie tra l’ascesa di Hitler e l’attualità?”

Comment from bruno
Time agosto 1, 2010 at 11:55 am

Per capire l’ascesa di Hitler bisognerebbe leggere il libro Wilhelm Reich ” Psicologia di Massa del Fascismo”. L’Analogia tra Berlusconi e Hitler, va inserita nella psicologia della massa. Purtroppo la massa si identifica nel suo simile ma con la differenza che il capo deve avere una personalità forte o carismatica. Per fare un esempio: La storia di Cristo e il suo processo per essere veramente capita, va analizzata con uno sguardo più attento. Il popolo scegliendo Barabba, non fa altro che identificarsi con chi gli assomiglia. Cristo invece è totalmente diverso dal popolo, perciò viene condannato a morte proprio da chi non poteva identificarsi in una vita libera, dato gli esseri umani di allora e quelli di oggi non sono liberi come Cristo. Hitler e Berlusconi non sono persone libere come Cristo, quindi la gente che non è libera di esprimere la vita vera, e normale che si identifica con Berlusconi, poichè è più vicino al proprio vivere deformato. In 2000 anni non è cambiato nulla, l’assassinio di Cristo da parte del popolo, non è stato compreso nella sua profonda essenza di come una vita libera viene uccisa perchè in essa si trova ciò che gli esseri umani non sanno esprimere in se stessi, e come tale una vita del genere diventa una provocazione vedere e ascoltare. Il popolo uccide Cristo perchè sa che non potrà esprimere la vita di Cristo, quindi prima lo adora e poi lo manda a morte perchè la gente voleva la salvezza che Cristo non poteva dargli. Dopo 2000 anni Cristo è rimasto una vita irraggiungibile da esprimere non in senso religioso, ma in senso vitale. Ciò che è distorto quindi, ha paura di ciò che è vivo perchè gli ricorda la sua vita distorta. E come tale la vita distorta si identifica in una vita distorta più forte, che sia Hitler, Stalin, Mussolini, o Berlusconi. Il significato della morte di Cristo, rappresenta la nostra tragedia di essere lontani dalla vita vera, e perciò il popolo cerca la salvezza alla propria vita deformata emozionalmente, nei Barabba di sempre mandando al patibolo l’esatto contrario poichè una cellula cancerosa non può identificarsi con una cellula sana piena di vita. Ciò che è vivo fa paura a ciò che non è vivo, e farà di tutto per contrastare e uccidere ciò che è vivo, perchè ciò che è distorto ha paura di ciò che è vivo perchè gli ricorda la vita libera che ha perso.

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