Blog di Lorenzo D'Amelio
All’uscita del tribunale incontro un amico che mi fa: “Uelà, che sei stato arrestato?”. Ecco, pensando all’organizzazione della struttura di Biella (ma son certo sia solo uno dei tanti esempi, guardate la prima pagina di Torino Cronaca di oggi) penso sia impossibile finire in manette con semplicità.
Stamane mi recavo appunto in tribunale come primo delegato di lista per presentare la candidatura del “MoVimento 5 stelle – beppegrillo.it” nella provincia di Biella. La situazione che mi sono trovato davanti mi ricordava molto la lettura di “Toghe rotte” di Bruno Tinti, ex procuratore aggiunto di Torino che raccontava i disservizi di questi ambienti.
All’ingresso, giusto per iniziare bene, mi indicano che c’è stato un cambio di programma e non c’è più il cancelliere X (di cui mi ero fatto dare nome e ufficio via telefono perchè su internet non scrivono i responsabili per le elezioni regionali) ad occuparsi delle liste provinciali. Mi reco comunque alla stanza indicata e noto la porta aperta: dentro non è ancora arrivato il responsabile, intanto però il computer è disponibile (con possibili dati sensibili) a qualsiasi passante.
I responsabili degli uffici arrivano circa mezz’ora in ritardo, iniziano a verbalizzare la prima lista ma.. la stampante non funziona! Mi avvicino per vedere se posso dargli una mano e mi accorgo che manca addirittura un cavo, quello dell’alimentazione. I responsabili non sembrano troppo preoccupati, paiono abituati a disagi del genere. Infatti uno aguzza l’ingegno e carica il verbale su di un floppy per andare a stampare in un’altra postazione (e ancora dati sensibili che viaggiano allegramente).
In sintesi son riuscito a fare tutto, gli ho lasciato il faldone con le firme raccolte, ma ho testato sulla mia pelle uno dei motivi per cui molti delinquenti continuano a gironzolare tra le strade della città o, peggio, nelle pubbliche amministrazioni.
Montoro, candidato sindaco a Biella (con risultati ridicoli) alle amministrative 2009, ha dichiarato su La Nuova Provincia di Biella del 22 febbraio – guadagnandosi il “Vippometro” con pollice su – che solo gli extracomunitari “sono disponibili ad accettare i lavori umili”. Lasciatemelo dire: cazzate. La verità è che noi italiani non siamo disposti a fare gli spazzini sottopagati come vorrebbero imprenditori come lui.
Il dirigente che non è xenofobo va a finire che è schiavista. Cioè gli fa comodo avere persone ricattabili e disposte a diminuirsi lo stipendio oppure a fare a meno di alcune norme sulla sicurezza. Ossia dice “lavoratori” e pensa “schiavi”. Uno stipendio minimo per certi lavori dovrebbe essere garantito, nel rispetto delle persone che lo svolgono, qualsiasi colore esse abbiano.
Dopo 3 anni, dall’aprile 2007 quando aveva tenuto uno spettacolo al Palapajetta di Biella, Beppe Grillo torna in città. La serata, organizzata dal “MoVimento 5 stelle Piemonte” per il 21 febbraio alle ore 21, si terrà presso l’auditorium di Città Studi.
A parlare non ci saranno solo i candidati Marco Rodella (per la provincia di Biella) e Davide Bono (candidato presidente per il Piemonte), ma anche comitati e associazioni locali la cui partecipazione è in via di definizione.
Chi non ha ancora firmato per dare l’opportunità democratica alla lista civica di candidarsi alle regionali di marzo 2010 potrà farlo portandosi dietro un documento di identità.
Possiamo guardare intristiti oppure arrabbiati i telegiornali che ci parlano (se ne parlano) delle guerre, altrimenti possiamo agire e sostenere quei gruppi che si impegnano concretamente per un mondo non violento. Domenica sera ad una cena tra volontari ho donato volentieri 20 euro per la tessera 2010 di Emergency, fatelo anche voi se potete. Vale più di mille parole.
E’ uno dei miei piatti preferiti, perciò quando la mia dolce metà mi ha proposto di tentare di cucinarceli non ho proprio saputo negarmi. Rapido ed indolore passerei agli ingredienti necessari per 4 persone: 1kg di patate, 300gr di farina, 1 uovo (opzionale, noi li abbiamo fatti senza, ad esempio), un pizzico di sale.
Per il procedimento potete seguire questi punti (date uno sguardo anche a questo splendido video):
1. Fare bollire dell’acqua con un pizzico di sale, dopodichè lasciare per circa 30min le patate rosse a cuocere dentro l’acqua;
2. Spelare le patate ancora calde se non le avete già messe prima a bollire tagliate a pezzi;
3. Con lo schiacciapatate ridurre in pezzi le patate;
4. Mischiare le patate schiacciate con lo schiacciapatate insieme alla farina (pacioccate l’impasto come fareste per quello del pane) ed aggiungete un pizzico di sale. Se volete aggiungere l’uovo potete farlo;
5. Creare dei “salamotti”, tagliateli facendoli a pezzi da circa 2cm con un coltello;
6. Tocco di classe: se volete dargli una forma rigata potete farli scivolare sulla parte superiore della forchetta facendo un minimo di pressione con l’indice;
7. Finalmente potete fare bollire in acqua calda gli gnocchi, in genere ci mettono circa 5minuti per essere pronti.

Con un po’ di sugo rosso e parmigiano sono decisamente inarrivabili.
Finalmente un attimo di tempo per ragionare sui migliori propositi per il 2010. Quali sono i vostri? A me piacerebbe gestire un po’ meglio il tempo a mia disposizione per coltivare al meglio amicizie nuove e, in particolare, quelle passate. Vorrei donare di più, senza chiedere nulla in cambio. Ottenere dei risultati tangibili mentre agisco nella politica locale, riuscire ad essere più virtuoso ecologicamente.
E poi mi piacerebbe imparare a fare dei degni montaggi video, delle fotografie apprezzabili, capire come suonare il mio piano elettrico, acquisire competenze teatrali, godermi un viaggio in bici macinando chilometri. Mete che tramite un lavoro remunerativo, ancora mancante, magari potrebbero essere raggiunge più facilmente. Forse sono troppo pretenzioso, eh?
Perchè intitolare un blog con il proprio nome e cognome? E’ da tempo, in pratica dalla nascita di questa isola sul web che vorrei spiegarne il motivo. Mi è più semplice spiegarlo ora, dopo alcune intimidazioni e pure un interrogatorio da telefilm. Evidentemente se tra i miei obiettivi ci fossero stati gloria, fama e tranquillità avrei sonoramente fallito.
In verità chi mi conosce sa che sono un timido, la necessità di rendere omonimo il blog deriva infatti da ben altre necessità: come evitare l’omertà, citare i fatti, dare un nome e cognome ad ogni elemento della notizia. Mi dà fastidio l’anonimato su internet, se ci metto la faccia è perchè credo sia un dovere prendersi la responsabilità dei contenuti che si diffondono, così come penso debba esserci trasparenza su chi li ha generati.
Non mi voglio nascondere, le istituzioni devono sapere che esistono cittadini che non hanno paura di mostrarsi con il proprio volto, con nome e cognome e sono orgogliosi di essere in certe occasioni la minoranza. Amo la tranquillità, non mi piace lo scontro, ma se devo dissentire lo faccio perchè non è degno di essere uomo colui che pur di vivere, vergognosamente, abbassa la testa. L’egoista subisce e la fa pagare agli altri, l’altruista dona e lo fa con ottimismo anche se gli altri non lo seguono, per coscienza e rispetto del termine “giustizia”.