Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
All’uscita del tribunale incontro un amico che mi fa: “Uelà, che sei stato arrestato?”. Ecco, pensando all’organizzazione della struttura di Biella (ma son certo sia solo uno dei tanti esempi, guardate la prima pagina di Torino Cronaca di oggi) penso sia impossibile finire in manette con semplicità.
Stamane mi recavo appunto in tribunale come primo delegato di lista per presentare la candidatura del “MoVimento 5 stelle – beppegrillo.it” nella provincia di Biella. La situazione che mi sono trovato davanti mi ricordava molto la lettura di “Toghe rotte” di Bruno Tinti, ex procuratore aggiunto di Torino che raccontava i disservizi di questi ambienti.
All’ingresso, giusto per iniziare bene, mi indicano che c’è stato un cambio di programma e non c’è più il cancelliere X (di cui mi ero fatto dare nome e ufficio via telefono perchè su internet non scrivono i responsabili per le elezioni regionali) ad occuparsi delle liste provinciali. Mi reco comunque alla stanza indicata e noto la porta aperta: dentro non è ancora arrivato il responsabile, intanto però il computer è disponibile (con possibili dati sensibili) a qualsiasi passante.
I responsabili degli uffici arrivano circa mezz’ora in ritardo, iniziano a verbalizzare la prima lista ma.. la stampante non funziona! Mi avvicino per vedere se posso dargli una mano e mi accorgo che manca addirittura un cavo, quello dell’alimentazione. I responsabili non sembrano troppo preoccupati, paiono abituati a disagi del genere. Infatti uno aguzza l’ingegno e carica il verbale su di un floppy per andare a stampare in un’altra postazione (e ancora dati sensibili che viaggiano allegramente).
In sintesi son riuscito a fare tutto, gli ho lasciato il faldone con le firme raccolte, ma ho testato sulla mia pelle uno dei motivi per cui molti delinquenti continuano a gironzolare tra le strade della città o, peggio, nelle pubbliche amministrazioni.
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