Come rovinare il Piemonte guadagnando (almeno) 125 milioni di euro

By lorenzodamelio - Last updated: giovedì, aprile 29, 2010 - Save & Share - One Comment

Prendo spunto dall’invito del Movimento Valledora a portare osservazioni entro il 30 maggio sulla Pedemontana Piemontese per esporre una breve analisi dell’argomento. I dati qua esposti derivano dallo “spulciare” dei 4GB di documenti presenti sul sito della Provincia di Biella, da una sfogliatura dei primi 2 capitoli della sintesi non tecnica e sono cominciati dopo aver letto l’avviso ufficiale del progetto.

L’opera (il cui progetto è promosso da aziende quali: Impregilo, Satap, Mattioda, Itinera, Tubosider, Sina, Gemmo, Co.ge.fa.) consiste in un collegamento autostradale con un tracciato previsto all’interno delle province di Biella, Vercelli e Novara. Per la precisione i comuni interessati sono: Santhià, Cavaglia, Dorsano, Salussola, Verrone, Benna, Candelo, Vigliano Biellese, Valdengo, Cerreto Castello, Cossato, Lessona, Masserano, Brusnengo, Rosaio, Lozzo, Gattinara, Romagnano Sesia e Ghemme.

La “lingua” di asfalto sarebbe di 570 km esclusi gli svincoli di interconnessione sulla A4 e A26, per un costo che solo nel 2007 era calcolato in 125 milioni di euro a cui tra le varie aggiunte c’è stata quella di 1,5 milioni di euro da parte della Provincia di Biella (costi che potrebbero lievitare). Di svincoli previsti ce ne sono però altri 4 nei pressi di Verrone, Biella, Masserano e Gattinara.

Nel progetto pubblicato (vedi Sintesi Non Tecnica, allegato A3) si può notare la devastazione ambientale: l’autostrada passerebbe infatti vicino o in mezzo a vigneti e frutteti, tagliando a metà risaie, boschi, parchi in cui la biodiversità di fauna ancora sopravvive e perfino siti di “notevole interesse pubblico” cioè quelli fino ad ora tutelati dal decreto Galassini del 1985. Inoltre il paesaggio e la tranquillità – anche sonora – di questi paesi sarebbe chiaramente sciupata dai cavalcavia e dai collegamenti autostradali con la rete viabilistica urbana.

La “lungimiranza” dei progettisti, e soprattutto degli amministratori che promovuono l’opera, prevede la destinazione di campi agricoli ad uso di aree di servizio, distruggendo il turismo pacifico basato sulla bellezza della nostra natura e dei prodotti locali con la consumistica presenza di sicuramente meno poetica autogrill. E non è ancora finita, alla prossima puntata vi introdurrò al capitolo cave, che probabilmente risponde al vero nocciolo rappresentativo della questione, cioè il business (legato tra l’altro anche ai rifiuti).

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One Response to “Come rovinare il Piemonte guadagnando (almeno) 125 milioni di euro”

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Time agosto 30, 2010 at 12:48 pm

[...] fare un appunto: se si fossero evitate spese ambientalmente dannose e senza ritorno economico come quella della Pedemontana piemontese (oltre 1,5 milioni di euro), oggi Simonetti & Co. potrebbero accettare la proposta di Arenaways [...]

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