Pedemontana, così i rifiuti nel Biellese arriveranno più rapidi
A volte ritornano. In questo caso parliamo degli artisti futuristi, di cui è probabile facciano parte i promotori della Pedemontana Piemontese. Non si comprenderebbero altrimenti i fantasiosi disegni dei relativi progetti. Bisogna poi aggiungere la “virtuosa” volontà di usare gli inerti a km zero, infatti nei documenti pubblici (diffusi nei giorni scorsi in parte da L’Arcangelo) sono già state individuate 12 cave del Biellese e Vercellese da cui sarà recuperato il materiale per la costruzione dell’autostrada.
Si tratta di cave (qua la lista completa) situate nelle località di: Borgo d’Ale (1), Tronzano Vercellese (2), Santhià (1), Cavaglià (2), Alice Castello (1), Mongrando (1), Greggio (1), Balocco (1), Arborio (1), Gattinara (1). Tra le quali alcune già tanto profonde da aver intercettato faglie acquifere e quindi riempitesi in parte. Allargare queste cave significherà ridurre ulteriormente boschi, spazi verdi ed agricoli nei dintorni, oltre al danno ambientale che già provoca di per sè la pedemontana.
Dai documenti del progetto: “Si è provveduto a censire le cave che si trovano nelle immediate vicinanze del tracciato in progetto e che potenzialmente possono disporre di materiali inerti idonei, quali sabbia e ghiaia, in quantità sufficiente per soddisfare il fabbisogno richiesto dall’opera in progetto (…). Sono stati quindi raccolti i dati analitici di alcuni poli estrattivi che confermano la qualità dei materiali e l’ampia disponibilità”.
Analizzando le aziende cavatrici si scoprono altri interessanti particolari. Il progetto, di cui Impregilo è promotore, prevede l’utilizzo di alcune cave tra cui “Cavaglià – località La Valle” e “Santhià – località Cascina La Mandria”, che sono entrambe di Greencave Srl (gruppo Impregilo). Una manna dal cielo l’opportunità, per chi costruisce l’opera, di poter richiedere i materiali dalle proprie stesse aziende. Potrà il prezzo essere contrattato in base agli interessi dei cittadini, mi chiedo, se Impregilo si trova nella posizione sia di acquirente che di venditore? I lavori sia dei progettisti che dei cavatori, avendo contributi pubblici, saranno ripagati dalla comunità.
Gli amministratori di questo business dicono molto già di per sé, come la Edilcave SpA – la quale ha minacciato il Movimento Valledora – che è tra i partecipanti al progetto con la cava di Tronzano Vercellese in località Cascina Alba. La “creatività” di aziende come la Gold Cave Srl, aderente al progetto con la cava di Tronzano Vercellese in località Vianone, si spinge ad affermare che il “ripristino ambientale” di questi scavi sono tali “da raggiungere condizioni quantomeno analoghe se non addirittura migliori rispetto a quelle attuali in relazione all’ambiente antropizzato”. Come a dire che rispetto ad un frutteto è molto meglio una ex-cava trasformata in discarica e poi coperta con un sottile strato di erba.
Non c’è bisogno di giri di parole, il passaggio è questo: per l’autostrada (ma anche per diga e altre “grandi” opere) servono inerti, perciò si cava, quindi si riempono questi buchi con rifiuti. E’ un business non indifferente, non a caso aziende partecipanti alla pedemontana come La Collina Verde Srl con la cava di Arborio hanno altre cave per il Piemonte (ad esempio due nel novarese) e a gestire le discariche come quella di Cavaglià ci sono aziende come la A2A, la stessa dell’inceneritore di Acerra.





















