Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
E’ stata una vacanza decisamente originale quella che ho avuto la fortuna di vivere con la persona che amo, quest’estate. Siamo stati nella Corsica nord-occidentale: partendo da Bastia siamo arrivati a Ile-Rousse, quindi siamo tornati indietro passando per Ponte Leccia e percorrendo tutta questa parte dell’isola in bicicletta (circa 135km in 10 giorni più 55km su U Trenighellu, quindi alla fine ce la siamo anche presa con calma: dopotutto era una vacanza!).
Le impressioni sull’avventura e alcuni consigli su chi volesse intraprendere simili percorsi li abbiamo raccolti nel nostro “diario di bordo”, scaricabile qua in pdf. Speriamo possa essere utile, ci rendiamo conto che la nostra esperienza seppur minima potrebbe essere essenziale per chi è “ai primi pedali”.
Alba sulla spiaggia di Saleccia, 8 agosto 2010.
Stamane ho recuperato la stampa della mia tesi triennale in Scienze della Comunicazione. In sintonia con lo spirito del testo, la lascio liberamente scaricabile sotto licenza Creative Commons (SCARICATELA QUA). Spero possa essere uno spunto per un percorso più ampio, da approfondire. Per me e voi che mi leggete. A seguire un riassunto dell’elaborato.
Social network e non profit: le potenzialità del volontariato online
I social network stanno diventando pura linfa per le associazioni di volontariato. La comunicazione online ha bassi costi e, se veicolata efficacemente, è in grado di sortire notevoli risultati. Il web rende responsabili i propri utenti dell’evoluzione dello stesso medium, che è nato per fini bellici ma si è rivelato un importante strumento per costruire reti di solidarietà. La rivista mensile Wired Italia ha infatti proposto Internet come Nobel per la pace 2010.
Le reti sociali online sono diventate parte integrante della cultura popolare: se sul web troviamo quasi tutti i riferimenti al mondo fisico, offline parliamo adottando anche la terminologia digitale. Nel primo capitolo della tesi viene affrontata perciò la definizione di social network confrontandola con quella del non profit, riscontrando numerosi punti di incontro. I servizi di aggregazione online come Facebook riescono a rispondere a molti dei valori cui si affida il volontariato ed hanno una straordinaria capacità di organizzarlo e promuoverlo. La cittadinanza attiva non si struttura verticalmente, ma orizzontalmente secondo “adhoc-crazie” improvvisate e dando grande rilevanza alla reputazione dei singoli. La crescente quantità di tempo spesa nel cyberspazio determina consistenti cambiamenti delle abitudini umane, così come può dare vita a fenomeni preoccupanti quali la netdipendenza.
Nel secondo capitolo dell’elaborato si analizza come il social network diventi un medium di per sé, con modalità di comunicazione uniche e innovative. In parallelo si affronta la questione degli analfabeti digitali, cioè di quei milioni di cittadini che non hanno piena coscienza e conoscenza del mezzo. Un mezzo che, aiutato dalle potenzialità dei social bookmark e dei dispositivi mobili, sta facilitando sempre più il crollo delle ideologie e al contempo sta riformulando i concetti di spazio e tempo.
Nel terzo capitolo si porta quindi avanti una riflessione su come attualmente la cittadinanza attiva organizzata sia assimilabile all’idea di “moltitudine inarrestabile” pensata dall’ecologista e scrittore Paul Hawken e in quali diverse modalità Greenpeace, Legambiente, W.W.F. e il Forum italiano dei movimenti per l’acqua riescono a crearsi un proprio seguito. Nel quarto capitolo vengono, in sintesi, presi in considerazione i casi di Emergency, Medici Senza Frontiere e Amnesty International. In particolare risulta interessante la mobilitazione “digital-reale” della campagna Io sto con Emergency, la quale ha prodotto in pochi giorni oltre 400.000 firme online e mobilitato circa 50.000 persone a Roma. Nel quinto capitolo, infine, sono state analizzate le Organizzazioni di Volontariato antimafia Libera, Amici di Pino Masciari e Ammazzateci tutti, valutando quindi le potenzialità dei social network anche nei gruppi minori.
Concludendo, la presente tesi individua l’imminente futuro delle nuove tecnologie negli strumenti di geolocation, che comporteranno conseguenze sia comunicative che energetiche e politiche, anche se potrebbero però amplificare problematicità come l’elettrosmog.
Venerdì sera è stata la mia prima esperienza di bookcrossing. Si tratta di uno scambio di libri tra lettori: ci si dà appuntamento con ora e luogo di ritrovo, dopodichè si cerca un libro che ci intereressa e se ne lascia in cambio uno che si consiglia.
L’occasione del mio primo bookcrossing è stato l’aperitivo al Solletico Cafè in via Italia a Biella, dove è stato allestito un apposito banchetto che faceva da porto per i libri in arrivo e in partenza. Restando in tema di mare io ho trovato l’ottimo libro “Le balene restino sedute” di Alessandro Bergonzoni, che mi sono accaparrato al volo lasciando in cambio “Siamo una massa di ignoranti. Parliamone” di Flavio Oreglio.
Inoltre agli organizzatori dell’aperitivo alternativo ho proposto di preparare un filmcrossing e ai miei amici suggerivo addirittura un cakecrossing, ma a quel punto mi han detto che stavo andando un po’ oltre con la fantasia. Ora vi lascio, torno a coccolare il mio libro appena bookcrossato.
L’angolo dei golosi, ormai di rito nel blog, torna con una nuova puntata. Precisamente con dei morbidi biscotti al miele. Vado, come mio solito, subito al dunque. Ingredienti necessari: 40ml olio, 1/2 cucchiaino di cannella, 200gr farina, 1 uovo, 40gr miele, 30gr zucchero, 3 cucchiai di latte, 1 scorza di limone grattugiato, 1cucchiaino di lievito.
Procedimento:
1. Unire tutti gli ingredienti in una terrina e mescolarli (possibilmente unire prima gli elementi solidi tra loro e poi aggiungere quelli liquidi per “aggiustare” le dosi);
2. Formare delle palline dal composto (l’importante è che non siano troppo appiccicose) e posarle sulla carta da forno con cui si è ricoperta una teglia. Schiacciare la pallina con il fondo di un bicchiere e usare la parte superiore del bicchiere come formina;
3. Infornare a 180° per circa 15 minuti.
Semplice, rapida e “dietetica” (senza nè burro nè uova) ricetta per i buongustai del cacao. Ingredienti necessari: 30ml latte, 1cucchiano di lievito vanigliato, 150gr farina, 25gr cacao, 50ml olio, 50gr zucchero (ho usato quello di canna), 1pizzico di sale.
Procedimento:
1. Mescolare in una terrina tutti gli ingredienti solidi, poi aggiungerci olio e latte.
2. Infornare per 10 minuti a 180°
3. Buon appetito!!
Con queste quantità dovreste ottenere all’incirca una ventina/trentina di teneri biscotti al cioccolato.
La tesi triennale è in arrivo, pare per metà luglio (dopo circa 8 mesi di “gestazione”, anche se solo da marzo mi ci sono potuto dedicare un po’ di più). Sono giorni in cui mi resta, a malincuore, poco tempo per le relazioni con gli amici e per curare il blog o seguire appieno tutte le attività di volontariato in cui vorrei dare una mano.
Sono però anche momenti di leggera soddisfazione per un piccolo traguardo verso il quale mi sto dirigendo, ossia la laurea in Scienze della Comunicazione. Forse sono le esperienze extrauniversitarie ad avermi dato di più, fatto sta che sono abbastanza contento della tesi che sto completando - “Social network e non profit: le potenzialità del volontariato online” – insieme al Prof. Pasteris e che una volta terminata renderò disponibile in forma digitale e sotto licenza Creative Commons.
Lo farò non solo perchè mi piace condivedere la conoscenza, per ricompensare in parte il web di quel che mi ha donato, ma per il motivo che credo il mio lavoro possa avere un seguito, essere approfondito e debba essere diffuso tra le associazioni di volontariato per dotarle di uno strumento eccezionale e non ancora conosciuto e adoperato abbastanza bene. Ora torno a dare una ri-lettura al testo, se avete idee da proporre siete ancora in tempo, ma per poco (anzi per pochissimo).
Perchè andare in piadineria se ci si può autoprodurre le prelibatezze? Oggi mi son cimentato nella preparazione di una piadina. Ingredienti necessari (per due piadine): 220gr farina 3 cucchiai olio, acqua tiepida (quanto basta), 1pizzico di sale, 1pizzico di zucchero, 1 pomodoro, 100gr di prosciutto, 1mozzarella.
Questo il procedimento:
1. In una terrina inserire farina, olio, sale e zucchero. Dopodichè aggiungere acqua tiepida gradatatamente fino ad ottenere un impasto non appiccicoso ma morbido e manipolabile;
2. Formare due palline (grandi più o meno come quelle da tennis), dopodichè appiattirle su di un tavolo di marmo o sul legno con un mattarello. Dovrebbero essere portate a 25 cm di diametro e 3/4mm di altezza (è importante siano sottili per una migliore cottura);
3. Porre la piadina in una padella antiaderente già riscaldata, magari lasciando prima sulla sua superficie un filino d’olio, e cuocere per 2 minuti circa (da un lato e dall’altro della piadina);
4. Spezzare la piadina in due e farcirla con pezzetti di pomodoro, mozzarella e prosciutto (o come preferite!).
Buon appetito, vi garantisco che riempie e anche parecchio!
N.B.: l’immagine è tratta da Kappa89 via Deviant Art, non son riuscito a immortalare la mia piadina in tempo.. l’avevo già “sbranata”!