Blog di Lorenzo D'Amelio
Da stamane la Corte Costituzionale ha iniziato a valutare la sintonia o meno del Lodo Alfano con la Costituzione.
- “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri” Animal Farm, Orwell, 1945.
- “La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione” Nicolò Ghedini e Gaetano Pecorella, 6 ottobre 2009
“Svegliati, non hai mai fatto niente” inizia con un richiamo alle proprie responsabilità il brano “Io e il mio amore” di Paolo Benvegnù, tra i 19 artisti interpellati dagli Afterhours per l’album “Il Paese è reale”. Le parole della canzone sono una denuncia alla vanità, al materialismo “l’immagine di te che trovi interessante non ha mai vissuto nulla ed imprigiona il senso” e al passivismo odierno “perchè non sai decidere”, ma anche all’arrivismo “Ne ho già visti come te stare in silenzio assenti fucilare gli innocenti e i propri comandanti” e all’ipocrisia “perchè l’uomo prega Dio ma preferisce Giuda”.
La melodia tenta quindi di spronare l’ascoltatore mettendo sotto accusa la diseducazione “Vi ho visto abbandonare i figli restando nelle case per poi tormentarvi. E poi questi a loro volta bastonare i saggi senza versare lacrime” e coloro che non si rendono conto della bellezza intorno a sè “E tu sei libero ma non ne apprezzi il senso e i giorni li trascini l’uno dopo l’altro”.
Benvegnù denuncia i timori che ci si autoproduce “E maledici il destino ma non la tua paura e poi non credi a niente. E hai paura. Di cosa hai paura? Se imprigioni i sentimenti a doppia serratura. Se ogni muro che protegge ti impedisce di vedere. Se poi non riesci a vivere” e l’incapacità di mantenere la fanciullezza dentro “E non riesci a respirare, non ti riesci più a stupire, non hai nemmeno un sogno da poter nutrire”. Cosa resta (e qual’è la soluzione), si dice a sè stesso Paolo, se non l’amore?
Un po’ di gloria personale. Oggi uno dei miei aforismi è rimasto tutto il giorno ad abbellire (spero!) la homepage di Aphorism.it. L’aforisma selezionato dal portale è il seguente:
«Scegli di fare una scelta prima che sia il tempo a scegliere per te»
Le altre frasi scelte per agosto le potete trovare sul sito, altrimenti se vi è piaciuta la mia ne potete leggere di altre sul mio profilo all’interno del portale.

L’immagine è tratta dall’utente mickrayan del sito Deviant Art.
Il relax di agosto mi permette di tornare a giocherellare con le parole. Dopotutto scrivere per diletto è meglio che scrivere per delitto, no? E ci mancherebbe.
Lode alla notizia
Ti affacci quasi timida,
Riempi le righe rotolando.
Una bozza, pettinatura scompigliata.
Eri melodia da limare,
Epicentro dei lettori da perfezionare.
Ora sei divenuta il mio sognalibro.
(E fai l’amore con te stessa,
guardandoti allo specchio)
Oggi sono 8 anni senza Indro Montanelli. Un giornalista di cui il nostro Paese avrebbe bisogno come l’ossigeno. Lo ricordo in una delle sue celebri frasi: “Un paese che ignora il proprio ieri, di cui non sa assolutamente nulla e non si cura di sapere nulla, non può avere un domani”.
E con una sua riflessione sul nostro attuale premier.
Non possiamo prenderci le colpe della nostra eredità, ma saremmo incoscienti se non prendessimo lezioni dalla storia umana. E allora rinfreschiamo la memoria con i versi dello scrittore Primo Levi.
Primo Levi – Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
«Non ho niente contro gli ombretti e i rossetti. Ma il fatto è che ci troviamo su un pianeta nello spazio. Mi sembra assurdo pensarci. E’ pazzesco anche solo pensare che esiste un universo.
Ma ci sono delle ragazze che non sono in grado di vedere che esiste un universo al di là del loro mascara. Poi ci sono forse anche dei ragazzi che non sono in grado di lanciare uno sguardo oltre il loro pallone. C’è comunque una bella differenza tra uno specchietto per il trucco e lo specchio di un telescopio.
Credo che questo sia quello che viene definito un ‘cambiamento di prospettiva’. Forse può anche essere definito un ‘risveglio’. Non è mai troppo tardi per avere un risveglio. Ma molte persone vivono tutta la vita senza rendersi conto di fluttuare nello spazio vuoto» Jostein Gaarder.
