Blog di Lorenzo D'Amelio
Siete golosi di cocco e in cerca di nuove ricette? Ve ne propongo una che ho adattato e testato da poco. Gli ingredienti necessari: 240gr di farina, 170ml di latte, 150gr di zucchero, 100gr di farina di cocco, 100gr di burro, 2 uova, 1 bustina di lievito in polvere per dolci, 1 scorza grattugiata di limone.
Ecco come procedere:
1. In una terrina unire le uova allo zucchero con l’uso di un frustino;
2. Aggiungere latte, farina, lievito, farina di cocco, burro (fatto sciogliere in bagnomaria), scorza di limone;
3. Impastare il tutto nella terrina;
4. Prendere una teglia, coprirne le pareti e il fondo con carta da forno ed imburrare la superficie della carta da forno;
5. Versare l’impasto nella teglia, inserire la teglia nel forno (preriscaldato) e lasciarla a 180° per 40minuti circa (dopo un quarto d’ora coprire con carta di alluminio la teglia se si comincia a “dorare” la superficie della torta).
6. Buon appetito!
I miei appunti culinari sono, lo ammetto, anche un po’ per ricordarmi la ricetta dei piatti che preferisco. Diffonderli mi permette di condivedere una certa golosità, in questo caso quella per la pizza. Ecco gli ingredienti necessari, da me usati: 300 gr di farina, 7gr di lievito (10gr di lievito su 500 gr di farina), un pizzico di zucchero, 1 cucchiano di sale, 200ml di acqua tiepida, olio, sugo rosso, 1 mozzarella, origano, varie ed eventuali (wurstel, olive et cetera).
1) Prendere una terrina e mescolare assieme farina, lievito, zucchero, sale e acqua. Fino a formare un impasto soddisfacente. Dopodichè lasciare lievitare all’interno della terrina, coperta con un panno umido, per circa 1 ora.
2) Spargere della farina sul tavolo, trasportare l’impasto sulla farina e “pacioccarlo” (mettersi farina nelle mani per evitare di rimanere appiccicati) con la farina fino a che diventa meno appiccoso e più secco.
3) Con un mattarello spianare l’impasto in altezza e larghezza (solo dopo aver lasciato sotto l’impasto altra farina per non farlo appiccicare al tavolo), trasportare l’impasto spianato sul supporto che verrà infornato, versare dell’olio e spargerlo tramite ditate sull’impasto spianato (che deve diventare tutto unto), aggiungere del sugo rosso, spargere delle fette di 1 mozzarella, aggiungere origano più varie ed eventuali (wurstel, olive et cetera). A questo punto, dopo aver scaldato il forno per circa 5 min, si può infornare il preparato e tenerlo circa 25 min a 180°/200°. Buon appetito!
La foto è dell’utente FlickR secretsamba.
In quanto socio del Gruppo di Acquisto Solidale di Biella e vero e proprio fan dello studio Marilena Florio, non potevo mancare all’invito per presenziare il 22 ottobre al lancio della campagna di sensibilizzazione dei Piccoli Produttori Biellesi. Di seguito il mio articolo pubblicato ieri su La Nuova Provincia di Biella.
Clicca sull’articolo per zoomare.
Dopo la mia ricetta su come fare i biscotti al cocco, torno in cucina per condividere con voi la gioia delle lasagne, uno dei miei piatti preferiti. Ammetto di essere sempre andato a fiuto con le dosi, ma vi assicuro che è un piatto più facile da preparare di quanto possa sembrare. Partiamo dall’occorrente: sugo normale o ragù, latte, 2 scodelle (per preparare i pezzi di parmigiano e dell’ingrediente speciale), alluminio, lasagne gialle, besciamella, parmigiano, grattugia, teglia (possibilmente squadrata), olio, ingrediente speciale (tonno oppure pezzetti di prosciutto).
Ecco come bisogna procedere:
1. Lasciare un filo d’olio e un poco di sugo sul fondo della teglia
- Usare la prima base di lasagne facendo uno strato che copra il più possibile il fondo
- Aggiungere sugo e besciamella sul primo strato di lasagne
- Integrare con alcuni pezzi di parmigiano da spargere sul primo strato (faranno da collante)
2. Formare una seconda base di lasagne, incrociandole rispetto alle prime (da posizione verticale ad orizzontale o viceversa)
- Aggiungere sugo e besciamella sul secondo strato di lasagne
- Versare pochissimo latte ai bordi della teglia (dove rischia di seccarsi di più il preparato)
- Integrare con l’ingrediente speciale da spargere sul secondo strato (farà da farcitura)
3. Formare una terza base di lasagne, incrociandole rispetto alle seconde
- Aggiungere sugo e besciamella sul secondo strato di lasagne
- Eventualmente versare ancora un po’ di latte ai bordi (senza esagerare)
- Integrare con alcuni pezzi di parmigiano da spargere sul terzo strato
4. Formare una quarta base di lasagne (anche se non copre la base precedente non importa)
- Aggiungere sugo e besciamella sul quarto strato di lasagne
- Grattuggiare il parmigiano in maniera da coprire con un lieve strato tutta la superficie
- Coprire la teglia con l’alluminio e scaldare il forno 5 minuti a 200° senza il contenuto
- Infornare e cuocere per 25 minuti a 180°.
Naturalmente la creatività è bene accetta, a patto di produrre qualcosa di commestibile.
La psicologia è una delle mie materie preferite, se non avessi deciso per Scienze della Comunicazione la mia seconda scelta probabilmente sarebbe stata quella. Devo ringraziare Stefano per avermi fatto conoscere il libro “La vita quotidiana come laboratorio di psicologia sociale” di Guglielmo Gulotta. Ne riporto uno stralcio sui cui riflettere, dalle pagine 185 e 186.
«Cercate di pensare a come è fatto un supermercato. Che osservazioni siete in grado di fare? Riuscite a pensare a dove sono messe le cose da comprare e perchè? Come dice Marcel Proust “Il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere occhi nuovi”. Adesso proviamo ad immaginare il supermercato come un luogo strategicamente attrezzato per farvi comprare il più possibile; allora noterete che:
a) le merci più richieste come pane, acqua, zucchero, caffè, pasta sono distanti tra loro in modo da obbligarvi ad un percorso ampio e prestabilito;
b) le cose veramente necessarie come il pane sono poste alla fine del tragitto, cioè vicino all’uscita e/o in luoghi non all’altezza degli occhi (per esempio più in basso), perchè li cercherete in ogni caso;
c) le cose meno utili e meno necessarie sono all’altezza dei vostri occhi così le vedrete anche se non le cercate;
d) verdura, frutta e piante sono di solito poste all’inizio, perchè si abbia l’impressione che si vendano prodotti freschi, naturali e genuini;
e) le carni, i salumi e talvolta le verdure hanno una luce che le illumina direttamente, in modo che il colore appaia più splendente e quindi sembrino più fresche;
f) nella prossimità delle casse ci sono caramelle, cioccolatini, chewing-gum e tutto quello che può attrarre l’attenzione dei bambini, che in coda diventano particolarmente noiosi, il che invoglia a comprare questa merce per poterli tenere buoni;
g) l’esposizione è di solito fatta in modo che i ripiani appaiano colmi di merce, il che dà importanza alla stessa. Per questo gli addetti continuano a riempirli;
h) il volume dei carrelli tende ad essere grande, perchè il fastidio del senso del vuoto spinga a riempirlo con acquisti;
i) la topografia è a corridori, in modo che “tutte le strade” portino al reparto salumi, formaggi e carni, dove ci sono cose più costose;
j) una musica distensiva viene diffusa perchè siate più rilassati possibile e quindi meglio disposti verso l’acquisto. Inoltre, nei supermercati più grandi, nonostante ci siano delle scorciatorie tendiamo comunque a seguire la strada più lunga verso l’uscita, il che ci induce a comprare di più. Ciò accade perchè la nostra visione è rivolta verso ciò che è davanti a noi, mentre normalmente le scorciatoie sono situate alle spalle di chi sta camminando, e cioè nella direzione opposta alle frecce che indicano l’uscita. E’ per questo che non ci facciamo caso».
Il meraviglioso sito dell’associazione Comuni Virtuosi diffonde la notizia del successo del Last Minute Market, ideato da Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna:
«Nato dieci anni fa come progetto di ricerca del Dipartimento di Economia e Ingegneria agrarie dell’Università di Bologna, oggi Last Minute Market è un sistema di recupero di beni invenduti a favore degli enti assistenziali, che in questi anni si è diffuso sul territorio regionale e nazionale grazie al supporto dell’assessorato al Turismo e Commercio della Regione Emilia-Romagna. Di risultati “molto positivi” ha parlato stamani, durante la conferenza stampa, Guido Pasi, assessore al Turismo e Commercio della Regione. “Grandi quantità di merci che altrimenti finirebbero in discarica – ha spiegato – vengono recuperate per un uso solidale, con un forte risparmio economico e ambientale, e destinate a persone in difficoltà. E’ un’esperienza di grande valore etico” (…).
Nel primo semestre del 2009 sono stati recuperati beni per un valore di 850mila euro: 145 tonnellate di prodotti alimentari freschi, 22mila libri, 7.700 euro di prodotti farmaceutici, oltre 23mila euro di prodotti non alimentari. Da aziende della ristorazione collettiva sono 70 i pasti cotti che ogni giorno vengono salvati dalla discarica. I dati testimoniano il trend crescente dei recuperi di Last Minute Market: nel 2007 i progetti attivi erano 9, con prodotti recuperati per 816mila euro; nel 2008 si è recuperato oltre 1 milione di euro per 14 progetti, e per il 2009 la previsione si attesta su oltre un milione e mezzo di euro.
I beni recuperati diventano una risorsa per oltre 70 organizzazioni no-profit del territorio che possono così reinvestire il risparmio ottenuto in beni e servizi aggiuntivi da offrire ai propri assistiti. Inoltre è evidente come vi siano altri impatti positivi, oltre quello economico: ambientale, nutrizionale, sociale e comunicativo, più difficilmente quantificabili».
“Cos’è un Gruppo di Acquisto Solidale?”, a questa e ad altre domande di Avoicomunicare risponde Mauro Fumagalli, elemento di spicco del Gas di Milano. Non si fa parte di un Gas solo per risparmiare, anche perchè non è sempre così (anche se a mio parere su questo punto bisognerebbe puntare di più), ma per recuperare la relazione tra le persone che avviene nel momento di vendita-acquisto di un prodotto. Valori come quelli del rispetto dell’ambiente e dell’agricoltura naturale sono fortemente controllati, così come quello della solidarietà e della sostenibilità.
Con i gruppi di acquisto solidali, presenti in Italia a centinaia, si dà forza all’economia locale e si recupera ad esempio il rapporto frutto-stagione. Penso che alcuni punti dovrebbero essere rivisti, come il discorso del “consumo critico” al quale sostituirei volentieri un termine differente da quello legato al consumismo, ma è un mero ragionamento di forma. Da febbraio 2009 faccio parte del Gas di Biella e vi consiglio di conoscere quello a voi più vicino!