Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
Ossia un liquore alla liquirizia. Tranquilli, farlo è più semplice che a scriverlo. La ricetta l’ho spolverata in ragione del pensiero che ho provato a fare alla mia dolce metà. Le proporzioni degli ingredienti sono all’incirca queste: 95ml acqua, 70gr zucchero di canna, 55ml alcool, 10gr liquirizia (due bastoncini), 3gr anice (1 anice stellato).
Ecco il procedimento:
1. Porre nella bottiglietta prescelta per il liquore i bastoncini di liquirizia (e volendo un’anice stellata), quindi aggiungere l’alcool ed attendere 24 ore (fare sempre riposare il liquore al buio);
2. Unire l’acqua allo zucchero (ho usato quello di canna) mescolandoli sul fuoco a formare uno sciroppo. Lo sciroppo deve essere aggiunto al contenuto della bottiglietta solo una volta che si è raffreddato;
3. Per alcuni giorni tenere l’anice stellata nel composto, dopodichè toglierla. Questa infatti rischia di coprire il gusto della liquirizia se sta troppo a lungo.
Dal latte fresco si possono ricavare tante delizie e.. tutte insieme (o quasi)! Con Andrea oggi ho sperimentato la preparazione di formaggio, tomino e ricotta secondo le istruzioni dateci al Circolo della Decrescita Felice di Torino. Il materiale necessario è il seguente: 5 litri di latte per 300gr di formaggio (ma perchè noi abbiamo fatto anche 200gr circa di tomino e altrettanti di ricotta), 1 cucchiano di caglio per 1 litro (ma dipende dalla concentrazione del caglio, il caglio animale lo si trova in farmacia e si tiene in frigo), fascelle, termometro alimentare per liquidi, pentola capiente per scaldare il latte.
E questo è il procedimento:
1) mettere il latte a scaldare (mescolandolo) e portarlo a 38°;
2) raggiunta la temperatura, spegnere il fuoco, per 4 litri di latte mettere 4 cucchiai di caglio, mescolare e coprire la pentola con un telo per 45 minuti-1 ora;
3) la consistenza dovrebbe essere tipo budino, lo si intaglia con un coltello/mestolo a scacchiera (da 1cm o 5cm per lato, più il taglio è grande più la pasta sarà molle e più il taglio è piccolo, più la pasta sarà dura, noi abbiamo fatto due tagli in verticale e due in orizzontale) e lo si lascia 10 minuti a riposare;
4) mettere il composto nel colino: per fare il tomino lo si trasferisce da lì nella fascella dopo averlo fatto scolare, per fare il formaggio invece spremere con un cucchiaio il composto nel colino e poi trasferirlo nella fascella (questo ci darà la stagionatura);
5) per il formaggio le fascelle si lasciano per 24ore ad una temperatura ambiente tra 22° e 28°, poi lo si trasferisce in ambiente con temperatura tra 5° e 12°. Il formaggio lo si gira una volta al giorno da una parte e poi dall’altro lato. Dopo una settimana ogni giorno, per una settimana, ci si mette un poco d’olio sulla superficie del formaggio.
N.B: per fare il formaggio serve l’aggiunta del sale. Si può fare mentre si scola il composto (come conviene fare anche per il tomino) oppure immergendo il formaggio in salamoia (anche il giorno seguente all’ottenimento del composto), cioè in 1 litro d’acqua e 200gr di sale fino. Si tiene immerso per due ore e mezza circa.
Ricotta: Su 5 litri di latte ne rimane l’80/90% inutilizzato, cioè circa 4 litri, che è siero. Con il siero avanzato dal formaggio e tomino si può fare la ricotta. Per farla si aggiunge al siero rimasto circa 0,5 – 1 litro di latte e 1-2 cucchiai di succo di limone (caglio naturale) ogni 5 litri di siero dopodichè si mescola il tutto e con fiamma a 90° si formano fiocchi di ricotta. Se vogliamo più ricotta mettiamo più latte (ma anche più limone).
P.S.: Nel caso non si possa usare il latte fresco si può usare quello a lunga conservazione (anche se è sconsigliato poichè bisogna ri-attivarlo con l’aggiunta di batteri) tramite il “sieroinnesto”, ossia si tiene da parte una tazza di siero e la si riscalda a 45°, dopodichè si lascia maturare per 24ore e si trasferisce il liquido in cubetti da lasciare in freezer e da scongelare per inserirli nel latte UHT (3 cubetti), dove si lascia riposare il composto batterico nel latte per qualche ora.
Acquistare è come votare. Okay, non sono il primo a dirlo, infatti voglio aggiungere dei dati a questa – credo palese – considerazione. Secondo Repubblica.it l’11% dei costi dei prodotti che compriamo derivano dal trasporto, a questi potremmo aggiungerci circa un 30% che deriva dai costi di imballaggio (rifiuto che paghiamo all’acquisto e nelle bollette) e un altro 30% stimato che ripaga gli investimenti pubblicitari.
In pratica paghiamo il 70% in più di quello che vale realmente un prodotto, se acquistare è come votare allora dobbiamo ricordarci che scegliere la filiera corta a km zero, biologica ed ecosostenibile non solo ci garantisce maggiore benessere ed aiuta i produttori locali, ma – se questo sistema è realizzato bene – ci fa anche risparmiare!
Confrontandomi in famiglia sull’alimentazione ho avuto una specie di illuminazione. Mi capita in alcuni momenti di giungere a certi ragionamenti che mi pare mi allarghino la visione del mondo. Si discuteva di carnivori e vegetariani. Se la natura ha limitato il numero dei predatori (vedi i leoni in Africa) deriva dal fatto statistico che per l’equilibrio delle specie ci deve essere un animale carnivoro ogni tot metri quadrati, pena la scomparsa del resto dell’ecosistema.
L’uomo ha scombussolato questo equilibrio e per tentare di aggiustarlo ha creato gli allevamenti intensivi. Su questo in parte mi sono informato prendendo spunto dall’aperitivo vegano che si è tenuto venerdì 9 aprile scorso al Solletico Cafè di Biella e in parte guardando la puntata di Report “Carne per tutti” che mi ha consigliato il mio amico Andrea. Proprio dal servizio della Gabanelli risultano dati sconcertanti: il 30% delle terre emerse sono dedicate all’allevamento e la FAO prevede per il 2050 un raddoppio del consumo di carne.
I bovini, secondo il programma RAI, su 10kg di mangime sono alimentati in 7kg di mais e soia (la quale nel mondo è al 90% circa OGM), invece di sana erba. Le mucche, che sono sfruttate come fossero macchine da corsa (per questo gli viene la mastite e sono obbligati ad imbottirle di farmaci che poi noi ci mangiamo), sono “rottamate” cioè mandate al macello dopo soli 2 anni mentre in natura vivono tranquillamente almeno fino a 14 anni. I polli raggiungono il peso di 1,7kg in soli 37gg, sono stipati in posti ridottissimi e questo facilita la diffusione delle malattie, per cui devono essere tutti curati tramite medicinali che finiscono poi sui nostri piatti insieme alla carne.
Si parla perfino di inceneritori costruiti per tentare di ricavare energia dagli escrementi, nel servizio. E soprattutto si denuncia il minimo ricavo (stimato nel 20%), in queste attività agricole, dei contadini che realmente hanno prodotto gli alimenti. Ve ne consiglio la visione. Qua la prima parte:
Continua con la seconda e la terza parte.
Le limitazioni circa l’uso della marijuana sono diffuse in buona parte dell’Europa, negli USA, in Canada, in Australia, in Giappone ed in molti altri Paesi. Ma perchè non è stato reso illegale l’atto di fumare la marijuana, ma proprio la pianta? Esistono degli interessi per aver preso questa decisione?
Nella seconda parte del filmato sono raccontati effetti benefici della marijuana sui malati di cancro.
Quanto redatto a seguire non vuole assolutamente essere un parere medico, ma piuttosto un raccoglitore di valide informazioni prese dalla Rete in merito a come rispondere ad uno stiramento (o ad uno strappo muscolare), dal quale tra l’altro sto cercando di riprendermi.
1. Come evitare di prendere uno stiramento?
- fare attenzione in caso di bassa temperatura esterna
- non compiere gesti intensi prima di essersi riscaldati per quei gesti/muscoli
2. Cosa fare in caso di stiramento?
- interrompere l’attività pena il peggiorare la situazione
- limitare l’uso dei muscoli lesionati in maniera da favorire la cicatrizzazione
- riprendere molto (soprattutto in base all’entità del danno subito) gradualmente l’attività
3. Cosa bisogna evitare se ci stiriamo?
- non effettuare contrazioni muscolari e stretching
- non muoversi molto nell’immediato dopo il danno subito
Il recupero sarà cominciato nel momento in cui a muscolo rilassato non sentiremo più segnali di dolore. La situazione sarà naturalmente migliorata quando a muovere il muscolo sentiremo meno fastidio e maggiore capacità e sicurezza di esprimere potenza. Con me lo stiramento all’inguine ci sta mettendo più di due mesi, ma in parte dipende anche dalla nostra conformazione fisica.
Il motore di una macchina, se trattato male, danneggia il mezzo. Un’auto però non ha familiari, figli, genitori o amici ai quali è legato (beh, a parte quelle di Cars okay). Noi alimentiamo, allo stesso modo, il nostro motore biologico in base a ciò che mangiamo.
E a seconda di come ci nutriamo staremo meglio o peggio, sia come benessere per il domani che in termini generazionali. Ma non voglio sprecare ulteriore “inchiostro”, lascio che sia il filmato a parlare. E vi invito ad agire e diffondere la petizione di Greenpeace contro il riso OGM della Bayer.