Blog di Lorenzo D'Amelio
Le limitazioni circa l’uso della marijuana sono diffuse in buona parte dell’Europa, negli USA, in Canada, in Australia, in Giappone ed in molti altri Paesi. Ma perchè non è stato reso illegale l’atto di fumare la marijuana, ma proprio la pianta? Esistono degli interessi per aver preso questa decisione?
Nella seconda parte del filmato sono raccontati effetti benefici della marijuana sui malati di cancro.
Quanto redatto a seguire non vuole assolutamente essere un parere medico, ma piuttosto un raccoglitore di valide informazioni prese dalla Rete in merito a come rispondere ad uno stiramento (o ad uno strappo muscolare), dal quale tra l’altro sto cercando di riprendermi.
1. Come evitare di prendere uno stiramento?
- fare attenzione in caso di bassa temperatura esterna
- non compiere gesti intensi prima di essersi riscaldati per quei gesti/muscoli
2. Cosa fare in caso di stiramento?
- interrompere l’attività pena il peggiorare la situazione
- limitare l’uso dei muscoli lesionati in maniera da favorire la cicatrizzazione
- riprendere molto (soprattutto in base all’entità del danno subito) gradualmente l’attività
3. Cosa bisogna evitare se ci stiriamo?
- non effettuare contrazioni muscolari e stretching
- non muoversi molto nell’immediato dopo il danno subito
Il recupero sarà cominciato nel momento in cui a muscolo rilassato non sentiremo più segnali di dolore. La situazione sarà naturalmente migliorata quando a muovere il muscolo sentiremo meno fastidio e maggiore capacità e sicurezza di esprimere potenza. Con me lo stiramento all’inguine ci sta mettendo più di due mesi, ma in parte dipende anche dalla nostra conformazione fisica.
Il motore di una macchina, se trattato male, danneggia il mezzo. Un’auto però non ha familiari, figli, genitori o amici ai quali è legato (beh, a parte quelle di Cars okay). Noi alimentiamo, allo stesso modo, il nostro motore biologico in base a ciò che mangiamo.
E a seconda di come ci nutriamo staremo meglio o peggio, sia come benessere per il domani che in termini generazionali. Ma non voglio sprecare ulteriore “inchiostro”, lascio che sia il filmato a parlare. E vi invito ad agire e diffondere la petizione di Greenpeace contro il riso OGM della Bayer.
Matteo Dall’Osso è un ragazzo che non ha mollato. Ha vinto perchè informandosi, con tenacia, è riuscito a riottenere la propria vita. Era affetto da sclerosi multipla ma ha scoperto di essere intossicato da metalli presenti all’interno del proprio corpo.
Ha deciso di raccontare la sua storia aprendo un blog apposito, in maniera gratuita sperando sia utile ad altri. La sua voce potete sentirla nell‘intervista radiofonica di Antonio Amorosi.
Okay, il titolo è una provocazione. Mi volevo solamente divertire alle spalle di quelli che son stati presi in giro, ed essendo poco informati ci sono cascati, dagli allarmisti della febbre suina. Cioè da quella lobby di politici e aziende farmaceutiche che tengono più al profitto che alla salute umana.
Provarlo è banale in quanto l’attenzione per un virus decisamente poco debilitante è molto più accentuata rispetto alla prevenzione messa in atto per evitare tumori (vedi alimentazione corretta, limitazione dell’inquinamento et cetera) o altre malattie che provocano un numero altamente più evidente di decessi. Ecco alcuni stralci de “Il Biellese” di martedì 25 agosto, che parla di quattro casi di influenza suina a Biella:
- “Una casistica che per il momento, a livello regionale, non riporta casi di particolare gravità e nessun decesso”;
- “Secondo i dati diffusi in questi giorni dal ministero della salute (lo stesso che vorrebbe acquistare 48 milioni di dosi di vaccino a nostre spese, ndb*), in Italia i casi di influenza suina sino ad oggi confermati sarebbero 1.517 senza alcun decesso”;
- “La durata della febbre (riferendosi ai quattro casi, ndb*) è stata da due a cinque giorni, come per una normale influenza”, parole del dirigente medico del dipartimento di prevenzione dell’Asl di Biella Giovanni Ara.
Clicca sull’immagine per vederla a maggiore risoluzione.
*ndb: nota del blogger
“E’ la follia, è come se tutto dovunque fosse impazzito”, mi vengono in mente le parole usate dal protagonista di Quinto Potere nel sentire l’euforia attorno alla vincita dei 148 milioni di euro del Superenalotto a Bagnone in provincia di Massa Carrara. Per commentarla ho cercato sulla mia Bibbia personale, cioè “1984″ di Orwell per trarne un pezzo ad hoc.
«Stavano parlando della Lotteria. Dopo aver proseguito per altri trenta metri, Winston si voltò a guardarli. Discutevano ancora appassionatamente, i volti accesi dalla disputa. La Lotteria, con le enormi cifre che corrispondeva settimanalmente, era il solo avvenimento pubblico per il quale i prolet nutrissero un serio interesse.
In tutta probabilità, vi erano milioni di prolet per i quali la Lotteria costituiva la principale, se non unica, ragione di vita. Per loro era una delizia, una felice follia, un conforto, uno stimolante. Quando era in ballo la Lotteria, anche persone che sapevano a malapena leggere e scrivere dimostravano di riuscire a fare calcoli complicatissimi e di possedere una memoria stupefacente. Vi era poi tutta una cricca di persone che si guadagnavano da vivere vendendo amuleti, sistemi per vincere e pronostici (Cap VIII, pag. 91, 1984, George Orwell)».
Il meraviglioso sito dell’associazione Comuni Virtuosi diffonde la notizia del successo del Last Minute Market, ideato da Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna:
«Nato dieci anni fa come progetto di ricerca del Dipartimento di Economia e Ingegneria agrarie dell’Università di Bologna, oggi Last Minute Market è un sistema di recupero di beni invenduti a favore degli enti assistenziali, che in questi anni si è diffuso sul territorio regionale e nazionale grazie al supporto dell’assessorato al Turismo e Commercio della Regione Emilia-Romagna. Di risultati “molto positivi” ha parlato stamani, durante la conferenza stampa, Guido Pasi, assessore al Turismo e Commercio della Regione. “Grandi quantità di merci che altrimenti finirebbero in discarica – ha spiegato – vengono recuperate per un uso solidale, con un forte risparmio economico e ambientale, e destinate a persone in difficoltà. E’ un’esperienza di grande valore etico” (…).
Nel primo semestre del 2009 sono stati recuperati beni per un valore di 850mila euro: 145 tonnellate di prodotti alimentari freschi, 22mila libri, 7.700 euro di prodotti farmaceutici, oltre 23mila euro di prodotti non alimentari. Da aziende della ristorazione collettiva sono 70 i pasti cotti che ogni giorno vengono salvati dalla discarica. I dati testimoniano il trend crescente dei recuperi di Last Minute Market: nel 2007 i progetti attivi erano 9, con prodotti recuperati per 816mila euro; nel 2008 si è recuperato oltre 1 milione di euro per 14 progetti, e per il 2009 la previsione si attesta su oltre un milione e mezzo di euro.
I beni recuperati diventano una risorsa per oltre 70 organizzazioni no-profit del territorio che possono così reinvestire il risparmio ottenuto in beni e servizi aggiuntivi da offrire ai propri assistiti. Inoltre è evidente come vi siano altri impatti positivi, oltre quello economico: ambientale, nutrizionale, sociale e comunicativo, più difficilmente quantificabili».