Blog di Lorenzo D'Amelio
E’ di 147mila euro il finanziamento che la giunta Lega-PdL del Comune di Biella ha stanziato a novembre 2009 per Pallacanestro Biella. Fondi erogati per la gestione del Biella Forum, ma senza chiedere degli impegni che sarebbero serviti per tutelare il Biellese.
In un mio post di dicembre ho mostrato come la societa’ cestistica locale abbia messo in vendita dei gadgets “Made in China”, appena me ne sono accorto ho scritto sia al gm di Pallacanestro Biella Atripaldi, che all’assessore allo sport Pella. Perche’ con la crisi di lavoro che c’e’ dalle nostre parti mi pare un’assurdita’ fare produrre in Cina. Nessuno mi ha risposto.
Sul giornale di ieri (Eco di Biella) vedo pero’ il candidato leghista Roberto Cota (detto anche Cotechino o per gli amici Kota, fratello orso) che alza la maglia di Pallacanestro Biella a mo’ di trofeo. Girando per le strade di Biella, giusto per coerenza, incontro i manifesti elettorali che vi lascio a seguire. Ora, non so voi, ma a me essere preso per i fondelli cosi’ proprio non mi piace.

Alla Bresso non deve mancare il senso dell’ironia, non si spiegherebbe altrimenti la scelta di essere appoggiata in Piemonte dalla lista “Moderati per Bresso” che candida come consigliere regionale l’ex sindaco di Cavaglià (BI) Augusta Bortolotto, la quale nel filmato a seguire sigla il record di intimidazioni inflitte in pochi minuti a comuni cittadini che si sono permessi il “lusso” di riprendere il consiglio comunale.
Curiosa è la conduzione amministrativa cavagliese degli ultimi 15 anni, più che a conduzione familiare sembra seguire il modello ereditario dell’età dei castelli: dopo 10 anni di governo da parte di Aiassa (marito della Bortolotto); si è passati a 5 anni con primo cittadino Bortolotto (e vicesindaco Aiassa); ma alle amministrative 2009 la famiglia non si è accontentata presentandosi ancora pure se perdendo (ora sono in minoranza nel consiglio comunale) e dovendo lasciare spazio a Borsoi (tesserato PdL).
Il sindaco di Biella ci ripensa sulla creazione di alcuni accessi ad internet gratuito e tramite un accordo con la Provincia ora si attendono sul territorio 26 postazioni wi-fi (sono stati valutati però i rischi da elettrosmog?).
Siamo ancora distanti dal progetto del comune di Pordenone, dove internet arriva liberamente in ogni casa, ma è già qualcosa. Aspettiamo di vederli funzionanti.
“Eco di Biella” del 18 febbraio (click sopra l’articolo per ingrandire).
All’uscita del tribunale incontro un amico che mi fa: “Uelà, che sei stato arrestato?”. Ecco, pensando all’organizzazione della struttura di Biella (ma son certo sia solo uno dei tanti esempi, guardate la prima pagina di Torino Cronaca di oggi) penso sia impossibile finire in manette con semplicità.
Stamane mi recavo appunto in tribunale come primo delegato di lista per presentare la candidatura del “MoVimento 5 stelle – beppegrillo.it” nella provincia di Biella. La situazione che mi sono trovato davanti mi ricordava molto la lettura di “Toghe rotte” di Bruno Tinti, ex procuratore aggiunto di Torino che raccontava i disservizi di questi ambienti.
All’ingresso, giusto per iniziare bene, mi indicano che c’è stato un cambio di programma e non c’è più il cancelliere X (di cui mi ero fatto dare nome e ufficio via telefono perchè su internet non scrivono i responsabili per le elezioni regionali) ad occuparsi delle liste provinciali. Mi reco comunque alla stanza indicata e noto la porta aperta: dentro non è ancora arrivato il responsabile, intanto però il computer è disponibile (con possibili dati sensibili) a qualsiasi passante.
I responsabili degli uffici arrivano circa mezz’ora in ritardo, iniziano a verbalizzare la prima lista ma.. la stampante non funziona! Mi avvicino per vedere se posso dargli una mano e mi accorgo che manca addirittura un cavo, quello dell’alimentazione. I responsabili non sembrano troppo preoccupati, paiono abituati a disagi del genere. Infatti uno aguzza l’ingegno e carica il verbale su di un floppy per andare a stampare in un’altra postazione (e ancora dati sensibili che viaggiano allegramente).
In sintesi son riuscito a fare tutto, gli ho lasciato il faldone con le firme raccolte, ma ho testato sulla mia pelle uno dei motivi per cui molti delinquenti continuano a gironzolare tra le strade della città o, peggio, nelle pubbliche amministrazioni.
Montoro, candidato sindaco a Biella (con risultati ridicoli) alle amministrative 2009, ha dichiarato su La Nuova Provincia di Biella del 22 febbraio – guadagnandosi il “Vippometro” con pollice su – che solo gli extracomunitari “sono disponibili ad accettare i lavori umili”. Lasciatemelo dire: cazzate. La verità è che noi italiani non siamo disposti a fare gli spazzini sottopagati come vorrebbero imprenditori come lui.
Il dirigente che non è xenofobo va a finire che è schiavista. Cioè gli fa comodo avere persone ricattabili e disposte a diminuirsi lo stipendio oppure a fare a meno di alcune norme sulla sicurezza. Ossia dice “lavoratori” e pensa “schiavi”. Uno stipendio minimo per certi lavori dovrebbe essere garantito, nel rispetto delle persone che lo svolgono, qualsiasi colore esse abbiano.
Dopo 3 anni, dall’aprile 2007 quando aveva tenuto uno spettacolo al Palapajetta di Biella, Beppe Grillo torna in città. La serata, organizzata dal “MoVimento 5 stelle Piemonte” per il 21 febbraio alle ore 21, si terrà presso l’auditorium di Città Studi.
A parlare non ci saranno solo i candidati Marco Rodella (per la provincia di Biella) e Davide Bono (candidato presidente per il Piemonte), ma anche comitati e associazioni locali la cui partecipazione è in via di definizione.
Chi non ha ancora firmato per dare l’opportunità democratica alla lista civica di candidarsi alle regionali di marzo 2010 potrà farlo portandosi dietro un documento di identità.
Perchè intitolare un blog con il proprio nome e cognome? E’ da tempo, in pratica dalla nascita di questa isola sul web che vorrei spiegarne il motivo. Mi è più semplice spiegarlo ora, dopo alcune intimidazioni e pure un interrogatorio da telefilm. Evidentemente se tra i miei obiettivi ci fossero stati gloria, fama e tranquillità avrei sonoramente fallito.
In verità chi mi conosce sa che sono un timido, la necessità di rendere omonimo il blog deriva infatti da ben altre necessità: come evitare l’omertà, citare i fatti, dare un nome e cognome ad ogni elemento della notizia. Mi dà fastidio l’anonimato su internet, se ci metto la faccia è perchè credo sia un dovere prendersi la responsabilità dei contenuti che si diffondono, così come penso debba esserci trasparenza su chi li ha generati.
Non mi voglio nascondere, le istituzioni devono sapere che esistono cittadini che non hanno paura di mostrarsi con il proprio volto, con nome e cognome e sono orgogliosi di essere in certe occasioni la minoranza. Amo la tranquillità, non mi piace lo scontro, ma se devo dissentire lo faccio perchè non è degno di essere uomo colui che pur di vivere, vergognosamente, abbassa la testa. L’egoista subisce e la fa pagare agli altri, l’altruista dona e lo fa con ottimismo anche se gli altri non lo seguono, per coscienza e rispetto del termine “giustizia”.