Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
Fa piacere leggere sui giornali (La Nuova Provincia di Biella, 28 agosto) che la Provincia vuole fare risparmiare ai biellesi 100mila euro per ottenere la linea ferroviaria diretta Biella-Milano.
Mi viene però da fare un appunto: se si fossero evitate spese ambientalmente dannose e senza ritorno economico come quella della Pedemontana piemontese (oltre 1,5 milioni di euro), oggi Simonetti & Co. potrebbero accettare la proposta di Arenaways avanzando ancora qualcosa in cassa.
Niente da fare: siamo nel 2010 e da Biella non esiste ancora un treno diretto per Milano. Il viaggio attualmente è un vero calvario: bisogna prendere l’auto, raggiungere la stazione Biella San Paolo, andare in autobus fino a Santhià (sperando non ci siano ritardi e code sulla strada) e solo a questo punto quindi prendere il treno diretto a Milano.
Per la felicità dei pendolari universitari e dei lavoratori che devono recarsi nella metropoli e quella degli eventuali parenti e turisti che volessero venire a visitare il Biellese.
E non ti dicono come li usano. Si tratta dei nostri soldi, che la Regione Piemonte usa per finanziare i progetti più disparati. Da una mia recente ricerca risulterebbe che la riserva naturale speciale del Sacro Monte di Oropa (secondo il sito ufficiale presieduta da Doriano Raise, neo-segretario del PD a Biella) stia ricevendo un’ingente somma (voci non documentate mi riferiscono 300.000 euro) grazie alla proposta di Tiramani (Lega Nord) e Leardi (PDL) risalente a luglio 2010.
In premessa ci sarebbe da analizzare la storia della riserva, regolamentata da una legge regionale istituita da Ghigo (PDL) nel 2005. Tra le sue finalità, all’art. 3 viene indicato al primo punto “mantenere e valorizzare gli aspetti tradizionali, devozionali e di culto”. Il che già potrebbe generare perplessità considerata la laicità sulla carta della Regione Piemonte. In più si cita un presunto “Comitato di Coordinamento e di Gestione” del quale dovrebbero far parte le organizzazioni ambientaliste, ma nuovamente sul sito Internet non compare la lista di chi ne fa parte nè come viene scelto e come si possa ad esso partecipare.
Non voglio entrare nel merito della necessità o meno di questi finanziamenti. Ci si potrebbe chiedere se è una priorità oppure no, in questo caso mi domando piuttosto perchè questa mancanza di trasparenza, ovvero ad esempio perchè la cifra esatta non è stata pubblicata online? Sarebbe possibile sapere come sono stati usati questi (i nostri) soldi? Sono domande banali direi, meno semplice immagino sarà avere una risposta in merito.
Non è più il momento di chiedersi dove ci porteranno le nuove strade costruite, ma dove ci porterà la costruzione di nuove strade. Nel basso Biellese, ai confini con il Vercellese, questa domanda è ancora più impellente. A Roppolo, dove sono stato sabato 21 agosto con i Grilli biellesi e il MoVimento 5 stelle Biella (come testimonia questo video e quello a seguire), la nuova strada che vorrebbe costruire il Comune espropriando parte del terreno della fattoria didattica locale (vedi viverelafattoria.it), destabilizerebbe per sempre l’armonia presente in quel luogo che andrebbe a mio parere invece tutelata e valorizzata.
Le pressioni degli speculatori edili sono forti, per questo bisogna fare fronte comune in difesa di questo meraviglioso angolo del Biellese, che presenta una visuale unica sul lago di Viverone oltrechè una vivacità dell’ecosistema invidiabile.
Non è meno problematica la situazione di Cavaglià, dove l’amministrazione locale prevede (vedi il VAS e le foto su Facebook) una strada per indicare il punto fino al quale si potranno proseguire le (già numerosissime) escavazioni. E’ particolare che venga presa una direzione del genere senza invece proporre dal Comune ad esempio il riutilizzo dei materiali.
Il Movimento Valledora si sta già attivando per evitare ulteriori danni al territorio, ossia all’economia locale, e per preservare la salute dei cittadini (considerato che le cave sistematicamente vengono trasformate in discariche). Non lasciamoli soli.
Ieri sera sono stato al presidio “No diga sul Sessera”, costituito da una cinquantina di persone e tenutosi a Biella presso Città Studi. Si trattava del momento di presentazione del progetto del nuovo invaso in Valsessera ad opera del Consorzio Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese.
E’ stato illuminante notare la “trasparenza” dei proponenti dell’opera, che hanno organizzato una serata su inviti per un’opera che sarà costruita su suolo pubblico-regionale con fondi pubblici. Il colmo è che proprio chi dovrà decidere, ossia i consiglieri regionali, non sono stati fatti entrare (a parte l’assessore regionale all’ambiente Ravello che è entrato comodamente). Infatti Davide Bono, consigliere del MoVimento 5 stelle Piemonte, non ha avuto il permesso di entrare nell’auditorium poichè “senza invito”.
Informazioni sulla diga sul Sessera le potete trovare sul sito dell’associazione “Custodiamo la Valsessera” oppure sul blog del MoVimento 5 stelle Biella. Qua l’articolo odierno de La Nuova Provincia di Biella. E qua un altro filmato sulla serata.
E’ un’idea che mi frulla in testa da tempo: perché non prevedere solo pubblicità progresso sui mezzi pubblici? Si dirà che le aziende portano introiti al pubblico, ma siamo certi che il volontariato e l’educazione civica non creino mercato?
Se la società è più virtuosa, naturalmente avrà una migliore qualità della vita. Non è un’analisi da hippy, esistono dati che confermano la mia tesi.Quantomeno sarebbe utile tentare di ragionare su quest’idea giusto per non arrivare al paradosso che gli autobus si facciano promotori dell’automobile (vedi foto sottostante, scattata ieri a Biella in via Lamarmora).
Facebook è un pozzo di sorprese. L’ultima che mi ha donato è il fotomontaggio ironico – qua a seguire - diffuso dal consigliere comunale di Biella Moscarola (Lega Nord). Per carità è un’immagine scherzosa, ma sottointende un pensiero che mi fa nascere alcuni spontanei quesiti.
Sarò ingenuo, ma se sono ben informato i partiti politici dovrebbero tutti rispondere alla Repubblica italiana, altrimenti che io sappia sarebbero sovversivi, no? Sarò innocente, ma un consigliere comunale non dovrebbe, oltre che essere rispettoso, farsi portavoce della Costituzione? Un gruppo politico dovrebbe essere la via per migliorare il Paese o per dissolverlo? Sarebbe coerente essere stipendiati da istituzioni (e giurare su di esse) che si vuole combattere?
Potranno sembrare domande banali, ma sono certo che di questi tempi le risposte non lo siano altrettanto.
Avete presente quei videogiochi “sparatutto” vietati agli under 18? Bene, qua non si tratta di 3D o di virtualità, ma della prima caserma di intrattenimento per bambini installata in Italia. A Cavaglià (BI) una SpA ha realizzato un “Military Park” a pagamento per “formare” ed “educare” le scolaresche o privati cittadini anche sotto i 18 anni.
Bambini che vanno alle elementari potranno “fidelizzarsi” alla disciplina militare diventando soldati per un giorno e reggendo fucili o altre armi da guerra. La notizia è uscita su l’Eco di Biella del 5 luglio (parte1 e parte2), dove si è spiegato che anche in altri Stati esistono caserme del genere, anche se non è precisato se all’estero gli under 18 sono ammessi.
Anche fosse, è pure vero che altrove non esiste una Costituzione come la nostra, che all’art. 11 indica: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Sul sito del “Military Park” sta scritto: “Tra disciplina e rigore, sport e azione, i nostri animatori sapranno agire con forza e persuasione su ogni elemento per vivere la realtà dei soldati e soprattutto per capire se stessi, migliorare l’autostima, il coraggio, l’intraprendenza, il senso di squadra e non ultima la solidarietà”. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano Amnesty e Emergency, che da anni si battono contro i bambini soldato.