// marzo 8th, 2010 // No Comments » // Informazione
Era il 1854. A parlare il capo degli indiani americani di Seattle, il quale rispose (qua il testo completo) a un’offerta del governo degli Stati Uniti che voleva comprare, tra virgolette, una vasta area del loro territorio:
«Come si può comprare o vendere il cielo o il calore della terra? E’ un’idea che ci sembra strana. La freschezza dell’aria o il brio dell’acqua non appartengono a noi, perciò come potete comprarli? Non sono nostri! Per il mio popolo, ogni angolo di questa terra è sacro. Ogni lucente ago di pino, ogni lido sabbioso, ogni bruma nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante sono sacri nel ricordo e nell’esperienza del mio popolo. Questa splendida terra è la madre dell’uomo rosso. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiumi sono nostri fratelli e come tali dobbiamo trattarli.
Ma l’uomo bianco non comprende le nostre usanze. E’ uno straniero che prende dalla terra tutto ciò che gli serve. La terra non è sua sorella, ma sua nemica. Quando l’ha conquistata, passa oltre. La strappa ai suoi figli e non se ne cura. Non capisco. I nostri usi sono diversi dai vostri» (dal dvd “Flow, per amore dell’acqua”).