Blog di Lorenzo D'Amelio
Giusto per la cronaca è dal 16 novembre che risulto iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti del Piemonte. E’ un riconoscimento che non determina una capacità particolare nella stesura degli articoli, ma quantomeno una minima esperienza.
Ho firmato al V2-Day per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e non ho cambiato opinione, ma attualmente essendo un ente ancora esistente (seppur preistorico almeno nella forma) intendo utilizzarlo come strumento per il mio Curriculum Vitae. La tessera, n° 135488, ha un’aria leggermente piduistica. Ora sono curioso di essere aggiornato sulla vita dell’Ordine piemontese, sperando non assomigli nella forma alla tessera distribuita.
Devo dire che non ci poteva essere miglior benvenuto nella “libera” informazione italiana. Poche ore fa mi è stata comunicata l’iscrizione a giornalista pubblicista per l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Dopo pochi minuti mi è arrivata una lettera dalla Delta SpA (visibile qua) che mi ha costretto a cancellare un articolo pubblicato sul blog il 2 novembre scorso.
Il pdf in questione non era opera mia, mi ero occupato di caricarlo sul web, chi l’ha letto sa che parlava della volontà di Idrodata di cavare presso il comune di Moncrivello. La responsabile del reparto comunicazione di Delta SpA mi ha appena segnalato che si tratta di un “abbaglio” e di una “immane bufala”. Sono perplesso, perchè quanto riportai sul blog erano informazioni giunte da cittadini della zona.
Ma se è vero che non ci saranno scavi in quella zona non posso che esserne più che felice (naturalmente verificherò). Insomma esulto, anche se non posso fare lo stesso per la “libera” informazione. Non dispongo di uno studio legale, perciò ho dovuto cancellare il post in questione. Di certo approfondirò la questione delle pratiche legali per capire che rapporti di diritto-dovere avò d’ora in poi con la FNSI e con le relative rappresentanti territoriali.
Non capita tutti i giorni di poter prendere parte ad un summit della Nazioni Unite. Intervistai Federico ad agosto, poco prima dell’inizio del contest “Th!nk about it: climate change”, che gli ha permesso di vincere questo viaggio insieme ad altri due blogger.
Ad un mese circa – si terrà tra il 7 e il 18 di dicembre – dall’appuntamento internazionale di Copenhagen sul cambiamento climatico, mi son fatto dare alcune anticipazioni sulla sua prossima partecipazione all’evento. L’intervista è pubblicata oggi su La Nuova Provincia di Biella.
Per ingrandire l’immagine cliccateci sopra.
Il 6 novembre 2007 Enzo Biagi ci ha lasciati: una perdita notevole per l’informazione italiana. Il giornalista, curatore sulla RAI della rubrica “Il Fatto”, affermava: «Considero il giornale un servizio pubblico come i trasporti pubblici e l’acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata».
La sua storica intervista al comico Daniele Luttazzi:
Il filmato continua con la seconda parte.
Il mio articolo sulle aziende che deturpano la Valledora girato alla redazione domenica (scarica in formato testo) è un po’ diverso da quello pubblicato dal giornale nell’uscita di mercoledì (qua di seguito). Facciamo un gioco: trovate le differenze.
La Nuova Provincia di Biella del 4 novembre 2009 (clicca sull’immagine per ingrandire).
Reporters Sans Frontières ha pubblicato l’annuale resoconto sulla libertà di espressione nel mondo. Non disperate, siamo al 49° posto dopo Ghana, Costa Rica, Mali, Namibia e Argentina, ma siamo ancora davanti a Romania e Burkina Fasu! Da cittadinolex:
«L’Italia in tre anni ha perso quattordici posizioni nella classifica sulla libertà di stampa stilata annualmente da Reporters sans frontiers (Rsf), e dal 35/o posto del 2007 scivola quest’anno al 49/o. E mentre gli Stati Uniti, nell’anno di Barack Obama alla Casa Bianca, guadagnano 20 posizioni rispetto all’anno scorso (dal 40/o al 20/o posto), Israele è in caduta libera (perde 47 posizioni e precipita al 93/o posto) e l’Iran si ritrova addirittura al quart’ultimo posto (172/o), avanti solamente al “trio infernale” Eritrea, Corea del Nord e Turkmenistan. Il Paese che gode di maggiore libertà di stampa – secondo i dati raccolti – èla Danimarca, seguita da Finlandia e Irlanda».
Per il rapporto 2008 puoi andare qua.
In diretta dalla manifestazione per la libertà di stampa di Roma, una maggiordoma di Rete 4 vorrebbe fare intervistare una signora dal direttore Emilio Fido.
La cittadina risponde: “Non ci voglio parlare, non è di mio gradimento questa persona”. La pseudo-giornalista, implorante e immergendosi nel ridicolo aggiunge: “Dice che però ha un bel cappello”. Imbarazzante e al contempo spassosissimo.