Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
Il sindaco di Biella ci ripensa sulla creazione di alcuni accessi ad internet gratuito e tramite un accordo con la Provincia ora si attendono sul territorio 26 postazioni wi-fi (sono stati valutati però i rischi da elettrosmog?).
Siamo ancora distanti dal progetto del comune di Pordenone, dove internet arriva liberamente in ogni casa, ma è già qualcosa. Aspettiamo di vederli funzionanti.
“Eco di Biella” del 18 febbraio (click sopra l’articolo per ingrandire).
Il medium è sempre stato l’epicentro della vita sociale e politica dell’uomo. La bontà di uno strumento dipende da chi lo utilizza, detto questo c’è una verità storica. La radio è stata la protagonista ai tempi di fascismo e nazismo, la Tv ha regnato insieme ai partiti, internet è e sarà il momento dei movimenti apartici e non ideologici.
Di seguito le mie considerazioni sul “MoVimento 5 stelle” supportato da Beppe Grillo e un’introduzione alla nostalgia del futuro.
Forse abbiamo sbagliato ad abbandonare il calamaio, magari in fondo è una moda che torna. Dovremmo cominciare ad allontanarci da mouse e tastiere per ri-allinearci coi tempi. Nel consiglio comunale di martedì il sindaco Gentile ha bocciato (19 voti contrari, 14 favorevoli, 0 astenuti) la mozione presentata dal consigliere Pietrobon per dotare alcuni punti di Biella di un accesso Wi-Fi gratuito.
L’assessore alle manifestazioni Gaggino ha dato due motivazioni. La prima: “la legge (quale?!, ndr) non consente completamente un accesso gratuito ad internet”. La seconda: “stiamo già lavorando in questo senso”, delegando però il primo passo alla Provincia. La terza è arriva per bocca dello stesso sindaco, al quale non andava giù che il luogo dove installare i punti di accesso fossero scelti insieme alla cittadinanza.
E dire che pure il programma della giunta Gentile avrebbe dovuto apprezzare l’accesso libero alla Rete. Forse però ci siamo illusi che il nostro fosse un Paese per giovani. Bè ci si può sbagliare, ma ora almeno non piangiamo sulle errate valutazioni. Portiamoci avanti. Su, andiamo, tirate fuori le macchine da scrivere!
Il titolo potrebbe sembrare fuorviante: premettiamo che l’accesso ad internet gratuito – richiesto in questi giorni dal consigliere Pietrobon con un’apposita mozione – dovrebbe essere una priorità per il bene della cittadinanza, detto questo pure sfogliando il programma elettorale dell’attuale sindaco di Biella Donato Gentile il Wi-Fi potrebbe essere una valida soluzione. Vediamo il perchè:
1. “POSIZIONE STRATEGICA: in tale prospettiva è urgente e necessario individuare gli interventi infrastrutturali per il futuro: treni, metropolitana leggera, raccordi autostradali, infrastrutture di comunicazione informatica ad alta velocità, aeroporto”;
2. “PUNTI DI DEBOLEZZA DEL SISTEMA BIELLESE: la scarsa propensione alla comunicazione e alla promozione del territorio”;
3. “COMMERCIO E ATTIVITA’ PRODUTTIVE: In questo contesto, va ripresa e realizzata l’idea di “vie e piazze” come luogo di aggregazione e comunicazione, di erogazione di servizi e di scambi commerciali. In particolare, la piazza, nel senso di “agorà”, va definita e sviluppata condividendo opportune strategie di accoglienza: Piazza Duomo, Piazza Fiume, Piazza San Giovanni Bosco, Piazza Martiri della Libertà, Piazza Curiel, Piazza Cisterna, sono spazi importanti su cui occorre operare a più livelli”;
4. “POLITICHE GIOVANILI: facilitare la socializzazione e la comunicazione tra i giovani”.
Internet gratis a Biella: perché no? La proposta arriva dal consigliere comunale Roberto Pietrobon (La Sinistra), la cui mozione (leggibile qua in pdf) pubblicata ieri è intitolata “Installazione di punti di accesso gratuito ad internet mediante la tecnologia WI-FI”.
Le potenzialità del web potrebbero essere messe a disposizione degli studenti universitari, della promozione del turismo, delle attività culturali, delle attività commerciali e dell’informazione per la cittadinanza. Pietrobon propone una serie di luoghi dove installare le eventuali antenne: il centro storico, il Borgo del Piazzo, la Stazione di Biella S. Paolo, la Biblioteca civica, l’Informagiovani, l’ATL, il Museo del Territorio e la Sala consigliare di Palazzo Oropa.
Non si comprende come mai ci sia voluto così tanto tempo prima che una proposta del genere approdasse a Biella, dato che in altri comuni – vedi Pordenone nel video a seguire – una cablatura Wi-Fi è stata pensata già da tempo. Ma ora almeno ci sarebbe l’opportunità di adeguarsi ai tempi, vedremo le reazioni del consiglio comunale.
Sperando qualche consigliere comunale di Biella e dintorni sia in ascolto. Da Wired.it:
«La connessione a Internet, nel paese scandinavo, diventerà un diritto per tutti i cittadini, a partire da Luglio 2010. Ad annunciarlo è stato il Ministro dei trasporti e delle comunicazioni, di comune accordo con YLE, il fornitore d’accesso del paese nordico. Quindi, tra qualche mese, ogni finlandese (sono poco più di cinque milioni gli abitanti di questa splendida nazione) avrà diritto a un collegamento a un megabit.
Ovviamente, per i più esigenti ci sono le soluzioni a pagamento, che grazie alle infrastrutture presenti arrivano agevolmente a cento megabit. Una soluzione all’avanguardia, ma che in realtà rappresenta l’obiettivo finale del governo finlandese, che circa un anno annunciò il diritto per tutti a una connessione a 100 Mbit entro il 2015. Anno entro il quale, venne proclamato, nessuna casa sarebbe stata più lontana di due chilometri da una connessione ad alta velocità».
La Rete è tornata sotto attacco. Il 14 settembre è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un disegno di legge a firma di Pecorella e Costa tramite il quale si vorrebbero declinare i siti internet all’attuale disciplina sulla stampa.
Uno degli esami dati nel mio corso di laurea in Scienze della Comunicazione è stato “Diritto dell’informazione”, sul cui tema ho una discreta preparazione che però non serve per commentare una proposta palesemente insensata proprio per il fatto che mira a destinare alla blogosfera un testo di legge di 61 anni fa, cioè la 47 del 1948.
L’avvocato Guido Scorza, intervistato da Byoblu, commenta la scelleratezza.