Blog di Lorenzo D'Amelio
Cari amici, in questi tempi di cambiamenti climatici esistono specie che sopravviveranno a dispetto di altre. E se, come diceva Aristotele, “l’uomo è un animale politico”, le rivoluzioni non riguarderanno solo la temperatura. Una delle specie più seriamente minacciate è appunto quella del Partito dei Brontosauri. Il mio in questo caso è in particolare un appello ai “piccoli” di questa specie, per invitarli ad una presa di coscienza dei tempi che cambiano.
La specie cui sto accennando è formata da una sorta di zombie in stile Resident Evil che tentano di succhiare le speranze di un cambiamento dal basso della politica. E’ una specie in via di estinzione, non c’è molto da preoccuparsi, ma non bisogna sottovalutarla poichè, come per ogni organismo a rischio di scomparsa, il Partito dei Brontosauri sta tentando l’impossibile per sopravvivere. Innanzitutto hanno adottato una neo-lingua, probabilmente suggeritagli dal Partito dei Coccodrilli e dal Partito dei Serpenti (insieme ai quali hanno distrutto il Paese), per la quale il termine “nuovo che avanza” si usa nell’elezione di segretari non-morti. Confondono, tra un reumatismo e l’altro, l’orizzontalità dei movimenti civici con i giochi di potere dei partiti, la parola “inceneritore” con “termovalorizzatore” e potrei continuare con gli esempi.
Ruggiscono raucamente con visibile orrore negli occhi se avvertono la presenza di cittadini senza tessere di partito, ai quali affibiano nomi improbabili come Petauri dello Zucchero. Mugulano di sofferenza a sentire parlare dei giovani 20enni di idee, mentre non sprecano tempo sulle ideologie. Sbavano e sono infine pronti a sbranare se avvertono nelle vicinanze la presenza di cittadini con una fedina penale pulita. Un’altra delle caratteristiche di questa specie in via di estinzione consiste nel ritrovarsi più volte l’anno in alcuni congressi del Partito dei Brontosauri, dove i membri con più capelli grigi in testa parlano per ore senza dire nè cambiare niente attorno a loro. Insomma, se non riuscite proprio a compatirli, almeno ricordatevi che sono esistiti.
Piero Ricca, il giorno seguente al No Berlusconi Day, ha proposto un No D’Alema Day per il 6 febbraio 2010. Sarà una manifestazione PER e non CONTRO: per la pulizia dei partiti che si definiscono di alternativa mentre non rappresentano altro che le stampelle del peggior governo.
Mi sono andato a rileggere i 20 motivi (almeno) per cui sarei considerato ostile al PD. Ma mi ha divertito di più trovare un filmato – la Rete non perdona – dove lo stesso D’Alema dice di non credere nel progetto.
Neri Marcorè imita Paola Binetti in uno dei suoi, a mio parere, migliori sketch di sempre:
Due bugie ed una presa per il culo in sole tre frasi. Chi potrebbe fare meglio? D’Alema, intervistato sulle assenze dei parlamentari del PD sulla votazione dello “scudo fiscale” risponde:
- “Non è vero che se c’erano quei deputati vincevamo noi”: falso! I sì erano 270 e i no 250, 23 gli assenti del PD, 6 dell’UdC ed 1 dell’IdV.
- “Non mi era stato spiegato bene che era un voto importante”: ma cosa ci fai in Parlamento allora??
- E alla domanda esplicita: “Se ci fossero stati i deputati del PD assenteisti si sarebbe bloccato questo scudo fiscale?” ribadisce: “No, questo certamente no”, rinnovando la menzogna.
La Festa dell’Unità del PD di Alessandria è finanziata da Oto Melara (Finmeccanica), fabbrica di armi. Pierluigi Bersani commenta: “Essere pacifisti non significa mica essere disarmati. In Italia abbiamo anche fabbriche d’armi; alcune sono secolari. Non c’è nessuna polizia disarmata nel mondo. Nel nostro Paese ci sono anche tecnologie che sono al servizio di armamenti che devono servire alla sicurezza collettiva”.
Ignazio Marino è l’unico candidato alla segreteria del Partito Democratico che può dire di voler risolvere la questione del conflitto d’interessi senza che qualcuno gli sghignazzi in fronte. Bersani e Franceschini ne parlano con timidezza e, pure avendone avuto l’opportunità, in parlamento hanno sempre rimandato il tema.
Marino mi piace per quanto afferma sulla libertà di stampa, sulla laicità e sul testamento biologico. Lo apprezzo perchè ha compreso (ci voleva tanto?) che il nemico della democrazia italiana non è Di Pietro ma Berlusconi. Nell’intervista a Repubblica Tv ribadisce inoltre la sua distanza dall’UdC.
Il seguito dell’intervista potete trovarlo a spezzoni su youtube.
La differenza tra i politici di professione ed i cittadini prestati alla politica? Il sorriso, la freschezza, la voglia di ridere e di guardare oltre. Ecco come i ragazzi delle liste civiche di Beppe Grillo – tra cui il consigliere comunale di Bologna Giovanni Favia – hanno fatto ingresso alla Festa del Partito Derelitto di Reggio Emilia.