Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
Chi guadagna dall’incenerimento dei rifiuti sono sempre poche persone, spesso i soliti noti. Uno di questi è Massimo Ponzellini, che nel documentario “Una montagna di balle” risulta come amministratore delegato di Impregilo SpA, l’azienda costruttrice dell’impianto di Acerra.
Da poco Ponzellini è il nuovo presidente della Banca Popolare di Milano (se avete un conto vi prego di chiuderlo) e tra il resto è vicepresidente di INA ASSITALIA SpA. E’ gente senza scrupoli, macchiatasi di crimini contro l’umanità – ossia i danni da incenerimento – che non merita i nostri risparmi, se potete vi invito ad evitare di affidarvi a queste compagnie.
Proseguono le “grandi opere” del Biellese e dell’Eporediese. Nel Vercellese già si son portati avanti da tempo con l’inceneritore. Ultimamente Biella però sta recuperando, con l’azienda Sonae Sierra che ha sborsato 105 milioni di euro ed ha cementificato 41mila mq di territorio per dare vita al centro commerciale “Gli Orsi”. Un ipermercato che secondo i gestori è “realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente” e “si distingue per una spiccata attenzione alle tematiche ambientali” seppur produca uno spreco energetico devastante.
Buona parte dei negozi sono infatti privi delle porte d’ingresso e debbono perciò tenere costantemente acceso il riscaldamento che si dissolve in breve dato che i negozi dispongono di un tetto e tre pareti invece che quattro. Ottimo in estate, ma Sonae Sierra (azienda di origine portoghese) dovrebbe capire che non siamo nella penisola iberica.
I nostri cugini di Ivrea insomma erano invidiosi ed hanno deciso di raggiungerci e superarci. Il centro di divertimenti Mediapolis ideato per gli eporediesi consisterebbe in 600mila metri quadri di terreno per una spesa di 350 milioni di euro. Il presidente della provincia di Biella Simonetti ha incontrato in questi giorni l‘amministratore delegato Sergio Porcellini, che forse per il cognome (perdonate la bassezza della battuta) gli ha infuso sicurezza. Nuovo cemento significa nuove cave da scavare, nuovo territorio da svendere ai privati, nuova immondizia commerciale da aspettare. E poi nuove cave da riempire di rifiuti. E’ qui la festa!
Il Corriere della Sera ha raccolto la testimonianza fatta da Tarantini, procuratore di escort per Attaccapatoio Selvaggio. Eccone le parti più salienti:
«Sarebbero una trentina le donne che Gianpaolo Tarantini avrebbe portato alle feste del premier Silvio Berlusconi. Alcune hanno ricevuto un compenso di 1.000 euro “per prestazioni sessuali”, altre “soltanto un rimborso delle spese”. Tra loro ci sono anche alcune ragazze comparse in programmi tv, come Barbara Guerra e Carolina Marconi del Grande Fratello. Non solo Patrizia D’Addario, dunque. Per oltre cinque mesi, da settembre 2008 alla fine di gennaio scorso, l’imprenditore pugliese ha reclutato italiane e straniere per allietare cene e incontri nelle residenze del presidente del Consiglio. È stato lui stesso ad ammetterlo il 29 luglio scorso durante un interrogatorio nella caserma della Guardia di Finanza di Bari dove è stato convocato in segreto come indagato per favoreggiamento della prostituzione (…).
“Ho accompagnato in una occasione Terry De Nicolò a casa del presidente Berlusconi a Roma, tacendo allo stesso gli accordi da me presi con la De Nicolò e la vera attività dalla stessa svolta, se non erro a settembre o ottobre 2008. Io ebbi in tale circostanza a retribuirla anticipatamente nella previsione di una sua prestazione sessuale poi non so se sia avvenuta. Vanessa Di Meglio è una mia carissima amica, che ho conosciuto per il tramite di mia moglie circa 10 anni fa. Da allora ho continuato a frequentarla invitandola a feste nelle quali la riempivo di attenzioni anche fornendole cocaina. Tendenzialmente la stessa non è una professionista del sesso ma all’occorrenza non disdegna di essere retribuita per prestazioni sessuali. Ho anche favorito le prestazioni sessuali della Di Meglio con il presidente Berlusconi in due circostanze a Roma il 5 settembre e l’8 ottobre 2008. Ricordo che il 5 settembre la Di Meglio si fermò a palazzo Grazioli. Sonia Carpendone, detta Monia, era da me conosciuta come una persona che a Milano esercitava la prostituzione, sicché sempre nella prospettiva che la stessa potesse effettuare prestazioni anche in favore del presidente Berlusconi, la invitai a Roma pagandole il biglietto aereo e le spese di soggiorno (…).
“Barbara Guerra l’ho conosciuta a Milano presentatami da un mio amico Peter Faraone, mentre Ioana Visan detta Ana l’ho conosciuta tramite lo stesso Peter o Massimo Verdoscia. Sapevo che Barbara Guerra era una donna dello spettacolo mentre sapevo che Ioana era una escort. L’8 ottobre 2008 ricordo di aver invitato le stesse a Roma unitamente a Vanessa Di Meglio, limitandomi per quest’ultima a pagare il biglietto aereo ed il soggiorno in hotel, quanto alle altre due, che venivano da Milano corrispondendo alle stesse anche una somma di denaro per l’eventualità che potessero avere un rapporto sessuale con il presidente Berlusconi. Ricordo che sia Ioana Visan che Barbara Guerra si fermarono a casa del presidente. Per il 9 ottobre devo escludere di aver corrisposto altre somme di denaro alla Guerra ed alla Visan mentre confermo di non aver corrisposto alcunché a Carolina Marconi” (…). Alla D’Addario rappresentai la possibilità di partecipare ad una cena a casa del presidente Berlusconi riconoscendole il pagamento delle spese di viaggio e di soggiorno a Roma e un forfait di 1.000 euro. Devo precisare che Verdoscia mi aveva parlato della D’Addario come di una donna immagine che all’occorrenza avrebbe potuto anche effettuare prestazioni sessuali. La D’Addario accettò la mia offerta, ma non ricordo se io o Verdoscia acquistammo il biglietto aereo” (…).
Tarantini parla della natura del suo legame con il premier e dichiara: «Io ho voluto conoscere il presidente Berlusconi ed a tal fine mi sono sottoposto a spese notevoli per entrare in confidenza con lui e sapendo del suo interesse verso il genere femminile non ho fatto altro che accompagnare da lui ragazze che presentavo come mie amiche tacendogli che a volte le retribuivo. Gli ho solo chiesto di presentarmi il responsabile della Protezione Civile, il dottor Guido Bertolaso, in quanto volevo che Enrico Intini mio amico con il quale avevo stipulato un contratto di collaborazione, potesse esporre allo stesso Bertolaso le competenze del suo gruppo industriale nella prospettiva di poter lavorare con la Protezione Civile (…). Voglio infine precisare che il ricorso alle prostitute ed alla cocaina si inserisce in un mio progetto teso a realizzare una rete di connivenze nel settore della Pubblica amministrazione perché ho pensato in questi anni che le ragazze e la cocaina fossero una chiave di accesso per il successo nella società».
Proseguono gli approfondimenti di Marco Canestrari in merito a “Come controllare le masse nei sistemi democratici”. La decima puntata è dedicata ai dittatori, alla loro bramosia di potere ed ai loro complessi di inferiorità.
Il blogger curatore di Ecco Cosa Vedo osserva: “La necessità spasmodica di ricchezze materiali è solo lo specchio di quello di cui veramente hanno bisogno: attenzioni e potere”.
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La psicologia è una delle mie materie preferite, se non avessi deciso per Scienze della Comunicazione la mia seconda scelta probabilmente sarebbe stata quella. Devo ringraziare Stefano per avermi fatto conoscere il libro “La vita quotidiana come laboratorio di psicologia sociale” di Guglielmo Gulotta. Ne riporto uno stralcio sui cui riflettere, dalle pagine 185 e 186.
«Cercate di pensare a come è fatto un supermercato. Che osservazioni siete in grado di fare? Riuscite a pensare a dove sono messe le cose da comprare e perchè? Come dice Marcel Proust “Il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere occhi nuovi”. Adesso proviamo ad immaginare il supermercato come un luogo strategicamente attrezzato per farvi comprare il più possibile; allora noterete che:
a) le merci più richieste come pane, acqua, zucchero, caffè, pasta sono distanti tra loro in modo da obbligarvi ad un percorso ampio e prestabilito;
b) le cose veramente necessarie come il pane sono poste alla fine del tragitto, cioè vicino all’uscita e/o in luoghi non all’altezza degli occhi (per esempio più in basso), perchè li cercherete in ogni caso;
c) le cose meno utili e meno necessarie sono all’altezza dei vostri occhi così le vedrete anche se non le cercate;
d) verdura, frutta e piante sono di solito poste all’inizio, perchè si abbia l’impressione che si vendano prodotti freschi, naturali e genuini;
e) le carni, i salumi e talvolta le verdure hanno una luce che le illumina direttamente, in modo che il colore appaia più splendente e quindi sembrino più fresche;
f) nella prossimità delle casse ci sono caramelle, cioccolatini, chewing-gum e tutto quello che può attrarre l’attenzione dei bambini, che in coda diventano particolarmente noiosi, il che invoglia a comprare questa merce per poterli tenere buoni;
g) l’esposizione è di solito fatta in modo che i ripiani appaiano colmi di merce, il che dà importanza alla stessa. Per questo gli addetti continuano a riempirli;
h) il volume dei carrelli tende ad essere grande, perchè il fastidio del senso del vuoto spinga a riempirlo con acquisti;
i) la topografia è a corridori, in modo che “tutte le strade” portino al reparto salumi, formaggi e carni, dove ci sono cose più costose;
j) una musica distensiva viene diffusa perchè siate più rilassati possibile e quindi meglio disposti verso l’acquisto. Inoltre, nei supermercati più grandi, nonostante ci siano delle scorciatorie tendiamo comunque a seguire la strada più lunga verso l’uscita, il che ci induce a comprare di più. Ciò accade perchè la nostra visione è rivolta verso ciò che è davanti a noi, mentre normalmente le scorciatoie sono situate alle spalle di chi sta camminando, e cioè nella direzione opposta alle frecce che indicano l’uscita. E’ per questo che non ci facciamo caso».
Il meraviglioso sito dell’associazione Comuni Virtuosi diffonde la notizia del successo del Last Minute Market, ideato da Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna:
«Nato dieci anni fa come progetto di ricerca del Dipartimento di Economia e Ingegneria agrarie dell’Università di Bologna, oggi Last Minute Market è un sistema di recupero di beni invenduti a favore degli enti assistenziali, che in questi anni si è diffuso sul territorio regionale e nazionale grazie al supporto dell’assessorato al Turismo e Commercio della Regione Emilia-Romagna. Di risultati “molto positivi” ha parlato stamani, durante la conferenza stampa, Guido Pasi, assessore al Turismo e Commercio della Regione. “Grandi quantità di merci che altrimenti finirebbero in discarica – ha spiegato – vengono recuperate per un uso solidale, con un forte risparmio economico e ambientale, e destinate a persone in difficoltà. E’ un’esperienza di grande valore etico” (…).
Nel primo semestre del 2009 sono stati recuperati beni per un valore di 850mila euro: 145 tonnellate di prodotti alimentari freschi, 22mila libri, 7.700 euro di prodotti farmaceutici, oltre 23mila euro di prodotti non alimentari. Da aziende della ristorazione collettiva sono 70 i pasti cotti che ogni giorno vengono salvati dalla discarica. I dati testimoniano il trend crescente dei recuperi di Last Minute Market: nel 2007 i progetti attivi erano 9, con prodotti recuperati per 816mila euro; nel 2008 si è recuperato oltre 1 milione di euro per 14 progetti, e per il 2009 la previsione si attesta su oltre un milione e mezzo di euro.
I beni recuperati diventano una risorsa per oltre 70 organizzazioni no-profit del territorio che possono così reinvestire il risparmio ottenuto in beni e servizi aggiuntivi da offrire ai propri assistiti. Inoltre è evidente come vi siano altri impatti positivi, oltre quello economico: ambientale, nutrizionale, sociale e comunicativo, più difficilmente quantificabili».
Continuano le incredibili avventure dell’aeroporto Cerrione-Biella, ormai divenuto il parcogiochi dei potenti di Biella. Leggendo un articolo quasi surreale de La Stampa del 14 agosto ho scoperto che giovedì a solcarne il suolo è stato niente di meno che il cardinale Bertone. Il direttore dello scalo Marafante, ancora emozionato dal passaggio nei giorni prima di Alinghi, ha definito la giornata “un grande successo”.
Con rispetto parlando, non capisco la goduria. Le perdite della Sace (azienda che gestisce l’aeroporto) del 2008 si aggirano sui 600mila euro. Soldi che dovremo sborsare in parte – all’incirca 210mila euro – noi piemontesi e biellesi, considerato che lo scalo è partecipato al 20% dalla Regione Piemonte e al 15% dalla Provincia di Biella. Intanto, nonostante i conti in rosso, il presidente Sace Pier Marco Ferraresi ha chiuso lo scorso anno con 40mila euro lordi di stipendio.
Non si comprende l’utilità dello scalo per noi cittadini, la prossima volta Bertone dovrebbe evitare di benedirlo e pensare a farci un monumento. Non per la generosità, ma per la continuità con la quale ci facciamo fregare da questi “imprenditori-coi-soldi-degli-altri”.