Blog di Lorenzo D'Amelio
I rifiuti sono risorse o semplice “monnezza”? Da questa risposta discende tutto il resto. L’assessore all’ambiente della provincia di Biella Fausto Governato (tu chiamalo, se vuoi “Il trituratore”), insieme a COSRAB e CORDAR, pare propendere per la seconda ipotesi. Per questo ha deciso di investire risorse nella distribuzione di tritarifiuti (vedi “Il Biellese” del 15 gennaio) con la motivazione che in questo modo si migliorerà la raccolta differenziata.
Ma davvero i rifiuti si recuperano tritandoli (o peggio, incenerendoli)? Perchè invece non creare aziende ad hoc per i rifiuti organici? Aziende di compostaggio in grado di dare vita a nuovi posti di lavoro usando i rifiuti come risorse ed evitando di intasare i nostri depuratori ed inquinare la nostra acqua? Non vorrei credere a così poca lungimiranza, ma purtroppo i fatti parlano da sè.
Ci lamentiamo dei rifiuti, ma in realtà ne compriamo ogni giorno. Il 30% circa dei prodotti che acquistiamo sono rifiuti. Provate a pensarci: il contenitore del latte, i tripli imballaggi dei biscotti, le bustine del the contenute in buste di carta a loro volta inserite in un contenitore di carta a sua volta plastificato. Scatole cinesi di imballaggi che paghiamo sia alla cassa dei supermercati, sia indirettamente nella bolletta dei rifiuti.
In pratica la “monnezza” la paghiamo sia all’acquisto che per smaltirla. Non è forse meglio quindi evitare di comprarla, riducendo i rifiuti alla fonte e limitando la necessità di impianti di trattamento dei materiali post-consumo?
Le soluzioni ci sono già, basta adottarle. Una borsa in tela per fare shopping ci fa risparmiare e rispetta il nostro ambiente quindi la nostra salute. Stesso discorso per i distributori alla spina (di latte, detersivi, cereali, ecc.) presenti nel Biellese di cui vi invito a visionare l’elenco in aggiornamento.
Dal 21 al 29 novembre sarà attiva la campagna europea per la riduzione dei rifiuti. Le parole d’ordine sono ridurre, riutilizzare, compostare, non sprecare e acquistare in maniera critica. Alcuni suggerimenti rivolti a noi cittadini sono consultabili sul sito della campagna.
Nuovi tumori in arrivo per il Piemonte? Il piano regionale per la gestione dei rifiuti pare confermare, in quanto la Regione prevede – solo per l’ATO2 – la realizzazione di un inceneritore, di discariche per 296.000 metri cubi e di una discarica adibita alle ceneri dei cancrovalorizzatori. Il piano regionale adottato dalla giunta regionale il 27 settembre, può ricevere osservazioni (anche tramite mail) dei cittadini entro il 7 dicembre 2009. Ecco la sintesi dell’ATO2, riguardante le province di Vercelli, Novara, Verbania, Asti, Biella e Alessandria:
«Con il raggiungimento del 65% di RD si prevede la possibilità di riconvertire gli impianti di TMB presenti sul territorio in impianti di compostaggio (…). Per quanto riguarda i rifiuti indifferenziati, gli scarti degli impianti di compostaggio ed i rifiuti bioessicati, si prevede la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione in grado di trattare dalle 302.000 alle 315.000 t/a (…).
Considerando che una quota pari al 50% delle ceneri non pericolose sia avviata ad impianti di recupero si prevede lo smaltimento in discarica per rifiuti non pericolosi di circa 33.000 t/a corrispondenti a 37.000 mc/a, che riferite ad un periodo utile pari a 8 anni, comportano la necessità di realizzare una discariche con potenzialità complessiva di circa 296.000 mc. Si prevede di conferire le ceneri pericolose presso una discarica avente come bacino di utenza l’intera regione».
E’ tempo di cambiare aria. E di pulirla dalle impurità messe in circolo a causa della nostra distrazione. Abbiamo permesso fino ad ora una gestione delinquenziale dei rifiuti, che sta determinando e continuerà a produrre malati e morti se non cambieremo strada.
La lista civica nazionale Per il Bene Comune ha lanciato il 29 settembre la petizione “Cambiamo Aria”, già sostenuta da 25 associazioni, per non incenerire il nostro futuro e quello di chi ci succederà. Precisamente si chiede la riduzione, il riciclo totale dei rifiuti e la messa al bando degli inceneritori. Ecco i 10 punti, approfondibili sul sito della petizione:
1. Direttive Europee: primo ridurre e riciclare i rifiuti. Incenerimento non è riuso né riciclo;
2. Inceneritori di RSU non sono centrali termoelettriche;
3. La separazione meccanica non funziona;
4. Se si brucia carta, plastica e legno, si vanificano le raccolte separate. C’è bisogno di riciclare la carta invece di importarla;
5. Inceneritori e riciclo sono due scelte alternative: la Germania lo dimostra;
6. Dai camini degli inceneritori esce la peste del 2000;
7. Le ceneri sono un quarto dei rifiuti inceneriti, vanno in discariche più pericolose e più costose;
8. La “convenienza economica” dell’incenerimento è una truffa pagata con le nostre tasse;
9. Verso “Rifiuti Zero” con la raccolta differenziata “porta a porta”;
10. Verso “Rifiuti Zero”: paghi meno chi fa meno rifiuti.
Michele Boato, membro di PBC ha esposto la petizione in conferenza stampa:
La conferenza prosegue con la seconda e terza parte.
L’inceneritore? Materiale da antiquariato, è il momento di affidarsi agli impianti di trattamento “a freddo”. Come quello plurimenzionato di Vedelago a Treviso, gestito dalla direttrice Carla Poli, invitata dai Grilli biellesi a settembre 2008 alla Commissione Ambiente di Biella per esporre le potenzialità della sua struttura che rappresenta una reale e proficua alternativa all’incenerimento.
Il Centro Riciclo di Vedelago, che tra il resto permette la riduzione dello sfruttamento delle cave (poichè il materiale prodotto è simile alla sabbia estratta), sta collaborando con diverse realtà universitarie ed amministrative. Nel pdf diffuso recentemente dall’azienda di Carla Poli compare una buona notizia, ossia si nota un “Accordo di Consulenza con Centro Riciclo Crescentino (Vercelli) per la progettazione e realizzazione del Centro di trattamento rifiuti a Crescentino (in fase di presentazione del Progetto esecutivo)”.
Fausto Governato Greggio, neo-assessore all’ambiente della Provincia di Biella, oggi in un’intervista a Il Biellese risponde sulla questione rifiuti: “Ovviamente la soluzione è il termovalorizzatore, che deve essere collocato in una zona baricentrica. Nel caso del quadrante, l’area interessata dovrebbe essere quella dell’alto Novarese. Ma occorre approfondire l’argomento perchè, secondo alcuni, un termovalorizzatore nell’ambito di un quadrante come il nostro potrebbe risultare antieconomico. In tal caso si dovrebbe riprendere in considerazione l’ipotesi del sestante”.
No comment, lascio parlare Paul Connett (ideatore della strategia Rifiuti Zero già adottata a San Francisco e in alcune città del mondo, tra cui il comune italiano di Capannori).