Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
All’ASL di Biella sono arrivati i primi 200 vaccini per l’influenza “suina”, ma quali sono rischi effettivi del virus A/H1N1? Paolo Grossi, infettivologo e professore all’Università dell’Insubria di Varese, spiega che la “suina” produce un numero di morti inferiore della metà rispetto alla comune influenza.
Esiste un sistema per limitare l’inquinamento da nanoparticelle? Da ecodallecitta.it:
«Si chiama Luft, sara’ montato su dieci autobus romani e servirà ad aspirare e ridurre considerevolmente le polveri sottili pm10. Il rivoluzionario impianto e’ stato presentato questa mattina (30 settembre, ndr) in Campidoglio dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno e, tra gli altri, dagli assessori alla Mobilità e Ambiente, rispettivamente, Sergio Marchi e Fabio De Lillo.
Il sistema Luft e’ stato sperimentato gratuitamente per la prima volta questa estate, dal 15 giugno al 2 luglio. L’impianto, una grossa scatola aperta di fronte ed in grado di ripulire l’aria con filtri meccanici ed elettrostatici che fermano le nanoparticelle, ha consentito l’abbattimento del 90% delle polveri sottili intercettate lungo il suo tragitto per circa 8,24 grammi al giorno».
Montanari ad Unomattina interviene specificando che a poter essere fermate saranno anche le particelle più piccole dei Pm10:
La vita di 11 bambini nigeriani vale 75 milioni di dollari. E’ triste la morale che insegnano il colosso farmaceutico Pfizer e lo stato nigeriano del Kano settentrionale. Le due parti hanno siglato un accordo extragiudiziale per evitare il processo cui era imputata l’azienda USA per aver causato la morte di 11 bambini nigeriani nel 1996 con il farmaco sperimentale Trovan.
Il Trovan (trovafloxacina) era un antibiotico che, secondo la Food and Drug Administration, presentava rischi per il fegato. La Pfizer intervenne durante un’epidemia di meningite e sperimentò il farmaco senza autorizzazione. La storia fu talmente scandalosa che ispirò lo scrittore John Le Carrè, da cui venne tratto nel 2005 il film “The constant gardner”.
Non intendo arrivare all’ipotesi complottista che pensa ci sia il tentativo di ridurre la popolazione mondiale tramite il vaccino contro la febbre suina. Mi interessa piuttosto mettere in relazioni alcuni fatti e trarne dei ragionamenti. Nel 1976 alla febbre suina negli USA si rispose con un terzo della popolazione vaccinata, anche se questa fase venì interrotta per le morti e i gravi danni permanenti agli americani che avevano subito tale “cura”.
Il ministro del welfare Maurizio Sacconi ha annunciato la volontà di acquistare 48 milioni di dosi, tra novembre e gennaio, per vaccinare altrettanti italiani. A livello mondiale il guadagno delle aziende farmaceutiche è previsto intorno ai 10 miliardi di dollari. Ciò che stupisce di più però è altro, cioè i 17.189 casi di influenza A/H1N1 che in 30 paesi del continente europeo hanno mietuto poco più di una persona per nazione.
Le ultime news fanno intanto sapere che il governo USA intende dare l’immunità legale alle aziende fornitrici del vaccino ed ai responsabili dell’operazione.

L’immagine è tratta dall’utente DeadHeir di Deviant Art.
Bosco Marengo (Alessandria) da qualche mese a questa parte sta lottando per non avere scorie nucleari sul proprio suolo. Tra i principali promotori di questa difesa del territorio c’è Lino Balza per “Medicina Democratica”. Verso fine maggio pareva che i cittadini avessero ottenuto quanto volevano, dopo le esplicitazioni del Tar del Piemonte.
Pochi giorni fa la Sogin, azienda incaricata dal Governo ad occuparsi dello smaltimento delle scorie atomiche, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato a Roma ben sapendo che pagarsi un’assistenza legale continuativo non è facile per la popolazione. La novità, resa nota dallo stesso Balza in queste ore, è che tra i sostenitori si è aggiunto anche Beppe Grillo, il quale oltre ad aiutare economicamente potrà eventualmente rendere più nota la vicenda.
Intanto i versamenti per la causa continuano, li riporto a seguire. Tramite conto corrente bancario, intestato a “Medicina Democratica Scrl”: C/C 10039; ABI 05584; CAB 01708; CIN W; Codice IBAN – IT50W0558401708000000010039. Causale: nucleare alessandria. Oppure tramite conto corrente postale intestato a “Pro Natura Torino”; Via Pastrengo 13, 10128 Torino; n° 22362107. Causale: nucleare alessandria.
In due anni di assiduo attivismo sul territorio Biellese comincio a distinguere meglio le differenze tra i politici. Roberto Gherscfeld, candidato Idv alle provinciali di Biella, in realtà non sarebbe un presidente eccezionale. Ho avuto il piacere (lo dico raramente se non mai, per i politici) di conoscerlo e si capisce che pensa in maniera sincera, agisce di conseguenza, non risponde a nient’altro che non siano gli interessi dei cittadini se non in parte – giocoforza – quelli del partito. Non sarebbe eccezionale perchè quanto intende fare rientra nel minimo delle aspettative che dovrebbero avere i Biellesi. Eppure dagli altri candidati ho sentito più slogan che proposte concrete.
E’ stata l’unica persona, ad esempio, con la quale mi son ritrovato a condividere la visione sulla gestione dei rifiuti nel Biellese. Parla di Rifiuti Zero, conosce la realtà di Vedelago ed i danni degli inceneritori perchè si è informato. Mi piace perchè sa ascoltare e lo ha fatto anche nel tour tra le discariche e le cave di Cavaglià al quale ho partecipato anch’io il 9 maggio scorso. Inoltre, come ho fatto per le Europee, mi sono informato e ho fatto conoscenza con il rappresentante Idv del mio collegio al quale quindi darò la mia preferenza. A Mongrando, dove andrò a votare, c’è Gianluca Massullo, il quale mi pare una persona affidabile. In ogni caso conoscendo lui come Roberto starò volentieri a controllare il loro operato, nel caso in cui venissero eletti.
Grazie anche al supporto di Gherscfeld, il 2 giugno alcuni esponenti dell’Idv, tra cui Schultze, si sono recati a Cavaglià.
Radioattività a Torino. Non è un film apocalittico del futuro, ma è quanto ha constatato il Dott. Roberto Topino, specialista in medicina del lavoro, dopo un’analisi dei valori di radioattività nella zona che sovrasta il passante ferroviario da largo Orbassano a corso Vittorio Emanuele. Quest’area, pavimentata con granito, secondo il parere dell’esperto presenta “un valore di radioattività ben superiore a quello rilevabile in altri graniti comunemente in commercio”.
Il medico prosegue: “I valori di radioattività, riscontrati con un contatore Geiger, superano pressoché costantemente di almeno quattro volte il livello atteso di circa 0,10 µSv/h, in alcuni punti raggiungono e superano il valore di 0,60 µSv/h con una punta di 1,48 µSv/h. Valori superiori a 0,60 µSv/h rivelano la presenza di una fonte radioattiva. Si potrebbe obiettare che trattandosi di un’area di transito è probabile che l’esposizione a rischio, una volta calcolata, rientri nei limiti o sia borderline; questo ragionamento, però, non tiene conto del fatto che anche bambini e donne gravide possono subire, senza essere stati informati, gli effetti delle radiazioni ionizzanti ad un livello superiore a quello ottenibile con un minimo di attenzione nell’acquisto dei materiali per la pavimentazione. Parimenti grave è il rischio dei lavoratori che hanno estratto, tagliato, sagomato e posizionato quel granito e che sicuramente hanno inalato polvere radioattiva ed è assai verosimile che non siano stati informati e formati sulle precauzioni da adottare, né sottoposti a controlli sanitari mirati. Per questi motivi si ritiene che non siano state rispettate le direttive Euratom in tema di radiazioni ionizzanti”.
La notizia è ormai nota dal 26 maggio, ieri è stata pubblicata sul quotidiano E-Polis di Torino, ma le autorità continuano a tacere mentre dovrebbero quanto meno accertare ciò di cui parla il dottore, a meno che non debbano nascondere qualcosa.