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agosto 25th, 2010 Informazione none Comments

Ci sto prendendo gusto, dopo aver installato il plugin per il “ReTweet” mi son messo alla ricerca di un intuitivo e performante tasto “I like” per promuovere i post del blog su Facebook. Anche se il creatore di questo plugin si chiama Hussein vi assicuro che l’applicazione è sicura (lol!) e vi permetterà di aumentare le potenzialità della vostra piattaforma WordPress. Per installarla a vostra volta, potete andare qua.

agosto 24th, 2010 Informazione 1 Comments

Da qualche tempo sto occupando tempo ed energie nell’esplorazione del mondo dei social media, non posso perciò esimere il blog da qualche esperimento in merito. In particolare l’ultimo mio “smanettamento” riguarda l’installazione da pochi minuti del plugin per WordPress (piattaforma su cui si basa il blog) che permette di installare un pulsante per il ReTweet, ossia per rilanciare le notizie qua pubblicate nel mondo di Twitter.

Il procedimento è veramente semplice, basta seguire quanto scritto dagli ideatori di TweetMeme (così si chiama il plugin). In alto a destra ora potrete vedere il pulsante per i ReTweet, che incorpora il mio nome utente su Twitter (@lorenzodamelio) e riduce automaticamente i link via bit.ly. Cosa aspettate a provarlo?

luglio 6th, 2010 Informazione none Comments

ByoBlu ha vinto il Premio Ischia Social Network 2010 come miglior blogger ad utilizzare gli strumenti sociali online. Oltre a consigliarvi di seguirlo per imparare qualcosa al riguardo, colgo l’occasione per proporvi alcuni siti da visitare per tenersi aggiornati sulle tecnologie sociali digitali.

A me capita spesso di “spulciare” quanto scrive Wired Italia oppure ascoltare blogger come Luca Conti, Alessio Jacona, Vittorio Pasteris e Vincenzo Cosenza per il panorama maggiormente italiano. Se voglio allargare l’orizzonte mi affido invece a Mashable oppure, ad esempio, a Brian Solis.

Vi propongo delle letture per sentire quali mi consigliate voi. Di nuove fonti ne sto trovando ogni giorno, tanto che mi giungono sempre più stimoli ad approfondire alcune parti della mia tesi triennale sui social network e il non profit. E la vostra dieta mediale, su Internet o offline, qual’è?

giugno 30th, 2010 Informazione none Comments

E’ stata indicata come la migliore idea dell’anno per la tecnologia mobile dalla rivista di business Entrepreneur. Si tratta di Foursquare, servizio innovativo di social network che potrebbe affiancarsi presto al trio composta da Facebook, Twitter e Google. Fondato a marzo 2009 da Dennis Crowley (che aveva già sperimentato Dodgeball nel 2000) e Naveen Selvadurai, a marzo 2010 contava 500mila iscritti ed ora sta per raggiungere quota 1,8 milioni di utenti. E pare che sia solo l’inizio, considerato il fresco annuncio dell’arrivo di Marc Andreessen (co-fondatore di Ning) e Ben Horowitz, a contribuire nello sviluppo del social network. Definirlo tale potrebbe perfino risultare riduttivo o quantomeno incompleta come descrizione, considerate le novità introdotte dal servizio.

Innanzitutto Foursquare ha dei livelli diversi di “superuser”, vale a dire che a seconda del grado di utilizzo del servizio l’iscritto può avere più o meno possibilità di accedere alle funzionalità di Foursquare. Questo potrebbe essere un vantaggio nel senso che i tardivi digitali si troveranno innanzi a limitate azioni, che faciliterà l’uso dello strumento, mentre i nativi digitali potranno accedere gradualmente alle funzioni di Foursquare e, per raggiungere questo obiettivo, saranno portati ad incrementare il loro utilizzo del servizio.

Non intendo approfondire qua un’analisi sui dispositivi di geolocation (già citati nella mia tesi Social network e non profit: le potenzialità del volontariato online”), ma in sintesi Foursquare ha un approccio diverso anche nei confronti dei fan. I suoi innovativi badge si sostituiscono infatti, in un certo senso, ai profili pubblici di Facebook e sono usati dai maggiori frequentatori di certi luoghi e/o azioni. Due parole voglio spenderle su un’applicazione per Foursquare, ossia Mappr, che permette di visualizzare le aree più popolari (divise per argomento: ristoranti, pub, negozi, ecc.) della mappa secondo la tipologia di gruppo che prendiamo in considerazione. Ad esempio, se siamo tifosi di Pallacanestro Biella, potremo vedere in quale pub delle vicinanze al momento ci sono maggiori appassionati della squadra di basket (ammesso che gli utenti in questione stiano tenendo accesa il cellulare).

So cosa state pensando: per sfruttarlo al meglio serve una connessione always-on. Ecco qual’è, effettivamente, il più grande problema (legato sia alle tariffe che alle infrastrutture, vedi digital divide) dell’esplosione di un fenomeno simile in Italia. E’ un peccato, perchè come dice Ben Horowitz ci sono 200 milioni di telefonini che potrebbero essere raggiunti da Foursquare nel mondo, ma forse (almeno all’inizio) saranno i nostri in minima parte: «Siamo veramente eccitati dall’abilità di Foursquare di realizzare profitto in una maniera in cui vincono tutte le parti: utenti, venditori, negozi, pubblicitari e altri».

giugno 21st, 2010 Diario personale 8 Comments

Stamane ho recuperato la stampa della mia tesi triennale in Scienze della Comunicazione. In sintonia con lo spirito del testo, la lascio liberamente scaricabile sotto licenza Creative Commons (SCARICATELA QUA). Spero possa essere uno spunto per un percorso più ampio, da approfondire. Per me e voi che mi leggete. A seguire un riassunto dell’elaborato.

Social network e non profit: le potenzialità del volontariato online
I social network stanno diventando pura linfa per le associazioni di volontariato. La comunicazione online ha bassi costi e, se veicolata efficacemente, è in grado di sortire notevoli risultati. Il web rende responsabili i propri utenti dell’evoluzione dello stesso medium, che è nato per fini bellici ma si è rivelato un importante strumento per costruire reti di solidarietà. La rivista mensile Wired Italia ha infatti proposto Internet come Nobel per la pace 2010.

Le reti sociali online sono diventate parte integrante della cultura popolare: se sul web troviamo quasi tutti i riferimenti al mondo fisico, offline parliamo adottando anche la terminologia digitale. Nel primo capitolo della tesi viene affrontata perciò la definizione di social network confrontandola con quella del non profit, riscontrando numerosi punti di incontro. I servizi di aggregazione online come Facebook riescono a rispondere a molti dei valori cui si affida il volontariato ed hanno una straordinaria capacità di organizzarlo e promuoverlo. La cittadinanza attiva non si struttura verticalmente, ma orizzontalmente secondo “adhoc-crazie” improvvisate e dando grande rilevanza alla reputazione dei singoli. La crescente quantità di tempo spesa nel cyberspazio determina consistenti cambiamenti delle abitudini umane, così come può dare vita a fenomeni preoccupanti quali la netdipendenza.

Nel secondo capitolo dell’elaborato si analizza come il social network diventi un medium di per sé, con modalità di comunicazione uniche e innovative. In parallelo si affronta la questione degli analfabeti digitali, cioè di quei milioni di cittadini che non hanno piena coscienza e conoscenza del mezzo. Un mezzo che, aiutato dalle potenzialità dei social bookmark e dei dispositivi mobili, sta facilitando sempre più il crollo delle ideologie e al contempo sta riformulando i concetti di spazio e tempo.

Nel terzo capitolo si porta quindi avanti una riflessione su come attualmente la cittadinanza attiva organizzata sia assimilabile all’idea di “moltitudine inarrestabile” pensata dall’ecologista e scrittore Paul Hawken e in quali diverse modalità Greenpeace, Legambiente, W.W.F. e il Forum italiano dei movimenti per l’acqua riescono a crearsi un proprio seguito. Nel quarto capitolo vengono, in sintesi, presi in considerazione i casi di Emergency, Medici Senza Frontiere e Amnesty International. In particolare risulta interessante la mobilitazione “digital-reale” della campagna Io sto con Emergency, la quale ha prodotto in pochi giorni oltre 400.000 firme online e mobilitato circa 50.000 persone a Roma. Nel quinto capitolo, infine, sono state analizzate le Organizzazioni di Volontariato antimafia Libera, Amici di Pino Masciari e Ammazzateci tutti, valutando quindi le potenzialità dei social network anche nei gruppi minori.

Concludendo, la presente tesi individua l’imminente futuro delle nuove tecnologie negli strumenti di geolocation, che comporteranno conseguenze sia comunicative che energetiche e politiche, anche se potrebbero però amplificare problematicità come l’elettrosmog.

giugno 16th, 2010 Informazione none Comments

Disney ha deciso di vendere i biglietti del cinema di Toy Story 3 (in Italia in uscita l’8 luglio 2010) via Facebook. Significa che il social media marketing, se gestito bene, premia.

I social network son nati per fare business, ma essendo reti di relazioni “egoistiche” ogni cittadino all’interno di esse decide da sè quale contenuto condividere e di cosa farsi “promotore”. Le aziende come la Disney porteranno su Facebook altri tardivi digitali e questi ultimi trasferiranno online i propri interessi e le proprie necessità. In questo modo le associazioni di volontariato, se sapranno fare un uso saggio delle tecnologie sociali, potranno attirare a sè una nuova parte della cittadinanza.

Internet, insomma, è nata con scopi bellici. Ma recentemente è stata candidata dalla rivista Wired Italia per il Nobel per la pace 2010 considerato il suo ruolo fondamentale nella costruzione di reti di solidarietà. I social media sono nati per il business, ma molti internauti ne stanno re-inventando il ruolo adattando gli obiettivi delle nuove tecnologie alle proprie esigenze. Di questo e altro si parla nella mia tesi triennale “Social network e non profit: le potenzialità del volontariato online”, che pubblicherò sul blog entro breve in formato pdf.

novembre 30th, 2009 Diario personale none Comments

Ossia per il sottoscritto. Chiedo scusa ai miei numerosi (un po’ di merito bisogna darvelo) lettori per il fine personale del post, ma è come si suol dire per una buona causa. E’ da all’incirca un mese che sto mettendo giù idee e leggendo libri per la tesi di laurea triennale in Scienze della Comunicazione.

Il tema? Il rapporto tra social network e le organizzazioni non profit, con declinazione possibilmente di argomento ambientale e su territorio italiano (naturalmente con confronti). In parte è inesplorato, ma sta diventando la nostra quotidianità. Per questo me ne sono interessato. Facebook, per dire, ha molti lati oscuri. E si rischia di confondere le sue funzioni di rimanere in “contatto” con la parola “amicizia”. Ma, tralasciando alcune finezze, per alcuni giornalisti è ormai indispensabile strumento di lavoro.

Con questo post vi invito quindi ad inviarmi tutto il materiale possibile e immaginabile di particolare interesse sull’argomento che per caso o meno vi può capitare di incontrare sul web. Grazie in anticipo, già solo per la pazienza di aver letto questo post ad personam.

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