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Settembre 15th, 2009 Informazione none Comments

Agli ultimi degli ultimi cosa resta se non la dignità? La sezione piemontese dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) è intervenuta per denunciare il degrado nel quale si ritrovano le carceri del territorio, compresa quella di Biella che pullulerebbe di topi, piccioni e gatti.

Sono convinto che se da una parte bisogna essere rigidissimi nelle pene (e fare in modo che effettivamente siano scontate), i luoghi di detenzione debbano essere d’altro canto delle occasioni di recupero sociale per le persone che li abitano.

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L’articolo è uscito sull’Eco di Biella del 14 settembre 2009.

Settembre 1st, 2009 Informazione none Comments

Non si possono nemmeno immaginare certe situazioni. Le disavventure raccontate dai migranti in “Come un uomo sulla Terra” lasciano addosso tanta amarezza e un po’ di impotenza. Il film di Biadene, Segre e Yimer, mostra come gli africani che noi qua chiamiamo “immigrati” hanno messo in gioco la propria stessa vita per raggiungere l’Italia.

Se da una parte è necessaria una regolamentazione del fenomeno, dall’altra ci sono uomini picchiati, donne stuprate ed abusate dalla polizia libica, tra le varie complici degli atti disumani cui sono stati sottoposti gli africani arrivati da noi per fuggire da situazioni invivibili. Il documentario, caricato a spezzoni su youtube, è andato in onda pure su Rai3.

Agosto 24th, 2009 Informazione none Comments

Solidarietà e sport sono un ottimo binomio. Il 5 settembre 2009 l’evento che unirà i due temi sarà la “Camminata di Benna” in memoria di Franco Collidoro, 6 km di corsa podistica non competitiva il cui ricavato sarà interamente devoluto all’associazione umanitaria Emergency.

Il ritrovo è alle 18 presso il campo sportivo di Benna, la partenza è programmata alle 19.30. La quota di iscrizione è di 5 euro, a seguire della corsa oltrei all’assegnazione dei premi a squadre e inviduali, si terrà un Pasta Party ed una grigliata (per la quale è gradita la prenotazione allo 015-58.21.503).

Gli organizzatori sono “Sport Folclore” e Pro Loco di Benna con il patrocinio del comune ospitante la manifestazione. Per ulteriori informazioni è possibile contattare Pieri Maria Teresa allo 015-255.81.43 tra le 12.30 e le 14.

Agosto 22nd, 2009 Informazione none Comments

Quando si parla di immigrazione non mi piace il “buonismo” di sinistra, ma trovo ingiustificato il comportamento xenofobo dei leghisti (non vi fa sorridere la vignetta qua a fianco?). E’ sotto gli occhi di tutti che la presenza di nuova forza lavoro disposta a lavorare ad uno stipendio inferiore per forza di cose costringe a diminuire in generale gli stipendi degli operai italiani. La capacità contrattuale dei residenti matematicamente decresce. Un recente studio riferito al 2008 e pubblicato dalla Banca d’Italia conferma quanto detto e specifica la differenza degli impieghi e della scolarizzazione tra italiani e stranieri:

«L’ondata migratoria che ha investito il nostro paese negli ultimi anni non ha tolto lavoro agli italiani, ma ha aumentato le possibilità di occupazione per i cittadini del nostro paese, se non altro quelli più istruiti che mirano a posti di gestione e di amministrazione rispetto alla massa di stranieri con mansioni tecniche ed operaie e per le donne che, grazie a badanti e baby sitter, riescono a poter far fronte agli impegni fra famiglia e lavoro (…).

Secondo il rapporto inoltre gli stranieri hanno sì un tasso di occupazione superiore a quello degli italiani ma scontano un più basso livello di scolarità. Questo, insieme a una maggiore concentrazione in settore e mansioni a minori contenuto professionale (il 79,3% degli stranieri occupati regolari al Centro Nord infatti fa l’operaio contro il 35,1% degli italiani), comporta che i redditi da lavoro dipendente nel settore privato degli stranieri siano inferiori di circa l’11% a quello degli italiani. Il 44% degli immigrati infatti è impiegato in occupazioni non qualificate o semi-qualificate (contro il 15% degli italiani), una percentuale che sale a quasi il 60% nel Mezzogiorno (…). Nel 2007-2008 gli alunni con cittadinanza non italiana erano 570mila (di cui in terzo nati in Italia), il 6,4% del totale».

Gennaio 19th, 2009 Informazione none Comments

Il comune di Treviglio ha risposto alla lettera di Martinelli per avere delucidazioni in merito alla vicenda di Sabyne. Non ha però risolto i quesiti che erano posti a sindaco e vice-sindaco. Riporto qua la risposta ricevuta, mentre a seguire c’è il mio commento.

“L’ingresso dei bambini ai Nidi comunali di Treviglio è regolato da criteri stabiliti dal Regolamento di funzionamento approvato dal Consiglio Comunale. Tale regolamento assegna priorità in graduatoria ai bambini di genitori entrambi lavoratori, prevede la possibilità di chiedere la tariffa agevolata in base alla dichiarazione ISEE e dà maggior punteggio all’indicatore economico più basso. Sulla base di questi criteri la sig.ra Sabyne ha raggiunto una posizione in graduatoria che non ha consentito l’ingresso al nido dei figli gemelli. Per inciso, nei nidi comunali di Treviglio la frequenza dei bambini di genitori immigrati provenienti dal Senegal, dalla Polonia, dal Marocco, dall’Albania ecc. si aggira intorno al 35-40%: la cittadinanza della famiglia non è un criterio preso in considerazione.

Nell’anno 2006 il figlio secondogenito della stessa sig.ra Sabyne ha frequentato il nido comunale con l’esenzione totale dal pagamento della retta, in quanto il reddito del nucleo famigliare ricadeva nella prima fascia, allora totalmente esente (oggi la retta mensile per la prima fascia di reddito è di 30 euro). Quando la signora Sabyne ha verificato la posizione in graduatoria dei due figli gemelli al nido comunale di Treviglio, si è rivolta al Servizio Sociale riferendo di aver pensato di inserire i minori in un nido privato. Il Servizio Sociale Comunale ha proposto l’inserimento in un nido privato del territorio, scelto dai genitori, con la garanzia di un contributo economico alla spesa da parte del Comune di Treviglio, così come viene proposto ai genitori in situazione di difficoltà socio-economica i cui bimbi non riescono ad entrare al nido comunale, ma rimangono in lista d’attesa. La Sig.ra Sabyne non ha accolto questa proposta. Il Servizio Sociale ha proposto alla Sig.ra la possibilità di erogare un contributo economico a sostegno del nucleo famigliare, nel caso di difficoltà economiche, ma la famiglia non ha mai ritenuto di presentare nessuna istanza in tal senso, e da diversi mesi non si è più rivolta al Servizio Sociale. La storia del rapporto, un tempo intenso, tra la sig.ra Sabyne e il Servizio Sociale del Comune di Treviglio ha avuto questo andamento, totalmente documentato agli atti: dal 2001 al 2003 il nucleo famigliare della Sig.ra ha beneficiato del Fondo Regionale Affitti (pratiche seguite dall’Ufficio Alloggi del Comune) che contribuisce al pagamento del canone di affitto dell’alloggio privato in cui la famiglia viveva con tre consistenti contributi negli anni 2001-2002-2003 (non si precisa la cifra per rispetto dell’interessata). Nel 2004 la famiglia della sig.ra Sabine è stata destinataria di uno sfratto esecutivo. L’Ufficio Alloggi Comunale ha operato una mediazione con il proprietario dell’appartamento e il suo legale per ottenere il rinvio dello sfratto esecutivo in attesa della disponibilità di un alloggio pubblico. Tale alloggio è stato poi (mese di novembre 2004) assegnato alla famiglia della sig.ra Sabyne in deroga grazie all’attivazione del Servizio Sociale e mediante relazione sociale in virtù della fragilità della situazione socio-economica generale (basso reddito, figli minori). I canoni di affitto degli alloggi pubblici in città per situazioni economiche di questo tipo sono irrisori confrontati con i canoni privati.

Nello stesso periodo, per far fronte alla precarietà economica della famiglia, il Servizio Sociale ha erogato un ulteriore consistente contributo. In seguito alla nascita dei due figli gemelli, e precisamente nel mese di settembre del 2007, l’Ufficio Alloggi comunale ha trasferito, di nuovo in deroga dalla graduatoria, il nucleo famigliare in un nuovo alloggio di edilizia residenziale pubblica più ampio ed idoneo alla nuova composizione della famiglia, come si può scorgere dal filmato stesso. Quanto sopra può ampiamente dimostrare che la Sig.ra Sabyne ed il suo nucleo famigliare sono stati sempre assistiti dal Servizio Sociale e dall’Ufficio Alloggi del Comune di Treviglio ed hanno beneficiato di diversi interventi. Il personale comunale non si è mai rivolto alla famiglia in questione nei termini indicati nell’intervista apparsa sul blog, ma sempre con assoluto rispetto e professionalità. I cittadini trevigliesi da assistere sono tanti e sono in aumento, come sono tanti gli immigrati in seria difficoltà. Quanto ai nidi, hanno sempre avuto liste d’attesa che sono stabilite solo e unicamente in base al Regolamento. Spiace che un giornalista che ha lavorato fino a pochi mesi fa nella Tv locale e che conosce benissimo, avendoli avuti ospiti in trasmissione, sia il Sindaco Ariella Borghi sia il Vicesindaco Francesco Lingiardi, non abbia nemmeno sentito la necessità di una chiamata al telefono per sincerarsi della situazione. Lanciare fango gratuito sul lavoro dei dipendenti comunali e degli amministratori pubblici è molto di moda, ma non è proprio la stessa cosa del fare giornalismo coraggioso. Cordiali saluti, Daniela Ciocca – Assessore alla Comunicazione – Comune di Treviglio”.

La mia domanda che ho posto anche agli amministratori è questa: possibile che un comune non possa supportare le spese dedicate ai figli? Non dovrebbe essere un investimento pubblico quello riferito ai bambini? Evidentemente non è così, a Treviglio c’è un triste esempio ma sicuramente non è l’unico. Certo, dove i soldi vengono messi prima della vita, bisogna avere il coraggio di farsi sentire. Soprattutto se le soluzioni esistono, ma la pigrizia dei nostri politici non le fanno applicare. Date uno sguardo al commento di Martinelli sulla lettera del comune.

Gennaio 15th, 2009 Informazione 3 Comments

A Bergamo, in quel di Treviglio, l’indescrivibile felicità di avere dei bambini ha un prezzo. E Sabyne, madre di 4 figli, non riesce a sostenere la situazione: la più grande ha 8 anni e va alle elementari, la seconda di 4 anni va in quella materna (a pagamento) e i due gemellini di 22 mesi non possono accedere all’asilo nido per decisione del comune. Daniele Martinelli ha deciso di intervistare l’interessata e di lanciare un’iniziativa di pressione nei confronti del sindaco Ariella Borghi (sindaco.treviglio@comune.treviglio.bg.it) e del vice sindaco Francesco Lingiardi (assessore.servizisociali@comune.treviglio.bg.it). Ho deciso di partecipare anch’io con una lettera indirizzata ad entrambi:

“Gentile Ariella Borghi e Francesco Lingiardi, sono venuto a conoscenza di una triste vicenda riguardante la concittadina Sabyne intervistata in questi giorni (in un video disponibile su youtube, consultabile qua) dal giornalista Daniele Martinelli. Penso che il compito del primo e del secondo cittadino sia quello di curarsi di queste situazioni per portarle ad una risoluzione ed evitare che si ripetano. Sono un giovane che crede ancora, forse innocentemente, che i bambini siano il nostro futuro. Se lo pensa anche lei deve dimostrarlo nei fatti, ho fiducia che si ricordi di esserlo stato anche lei, un tempo. Con fiducia in un suo cambio di direzione rispetto a quello attuale. Lorenzo D’Amelio”.
Se condividete il mio pensiero potete scrivere anche voi agli indirizzi sopracitati, che l’omertà rimanga tra i mafiosi (non sopporto coloro che temono nel mostrare la propria identità). Io resto dalla parte dei meno fortunati.

Dicembre 4th, 2008 Informazione 1 Comments

La “social card” promossa dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti il 26 novembre scorso dovrebbe chiamarsi con un altro nome, per esempio “social bullshit” / “stronzata sociale”, per le conseguenze che genererà. La tessera elettromagnetica donerà, tramite denaro pubblico, 40 euro mensili agli anziani e alle famiglie più bisognose. Gli interessati sono stimati in 1 milione e 300 mila persone, per una spesa annua di 450 milioni di euro. Se fossero soldi che eliminano o riducono la condizione di povertà dei bisognosi, ben venga. Ma non è così: aumenta infatti la burocrazia e il numero di dipendenti impegnato a smistare le nuove carte preparate per l’occasione. Senza contare che le tessere avranno delle convenzioni con alcuni negozi dove potranno essere ottenuti degli sconti sulle merci, lascio a voi immaginare i limiti imposti ad hoc, considerato il conflitto d’interessi del nostro Presidente del Consiglio. L’idea di Tremonti non è altro che una trovata pubblicitaria che non fa uscire i poveri dalla propria condizione, ma anzi permette che rimangano alla fame senza dargli la possibilità di un riscatto. Eppure altre misure a loro favore ci sarebbero, una su tutte agevolare la costruzione di case popolari, ma è solamente un esempio. Ho lasciato il mio commento anche su youtube.

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