Social network, decrescita, politica e altro: il blog di Lorenzo D'Amelio
Delle videocamere intendo (a cosa stavate pensando?!). Mi spiego, ieri sono stato al consiglio provinciale di Biella. Avrei voluto fare delle riprese sulle pronunciazioni riguardo alla mozione sulla Valledora, ma è stato deciso di spostare la discussione nel prossimo incontro. E’ curioso però che in premessa all’ordine del giorno il presidente del consiglio Paolo Maggia abbia annunciato esplicitamente la contrarietà a permettere registrazioni audiovisive.
Curioso in quanto non comprendo come mai non potrei riprendere se invece TeleBiella può farlo (ben tre telecamere erano puntate sui nostri amministratori). Sarà un fatto di dimensioni, voglio sperare. Magari la mia non era abbastanza ingombrante e ad alta definizione come quelle dei giornalisti presenti. Di certo almeno ho avuto la conferma che evidentemente la mia lettera a Simonetti – che preannunciava possibili riprese – da qualcuno era stata letta. Non ho avuto l’onore di una risposta del mio compaesano di Mongrando Simonetti, ma non me la prendo. In ogni caso su questo fatto dovrei aprire un capitolo a parte.
Brevemente, per quel poco che son riuscito a seguire il consiglio, le esternazioni migliori le ha compiute l’assessore all’ambiente (lo so, sembra un ossimoro) Fausto Governato. L’esponente PdL ha affermato in sequenza che “gli inceneritori eliminano le discariche” (ricordo che un 1/3 dei rifiuti in ingresso diventano ceneri che vanno conferite per legge in discariche speciali) e che i suddetti impianti permetterebbero di “risolvere in modo definitivo il problema rifiuti”.
Il consigliere Gherscfeld (IdV) è balzato sulla sedia, ha preso il microfono e – unico nell’intero consiglio provinciale – si è detto contrario a tale impiastica in particolare per i danni da nanoparticelle che provocherebbe. La risposta, più che legittima, giunta da Governato ha indicato le responsabilità della stessa Italia dei Valori, la quale a livello regionale insieme al PD avrebbe redatto un piano per la gestione dei rifiuti che prevede per l’ATO 2 (zona alla quale appartiene anche il Biellese) la costruzione di un nuovo inceneritore.
P.S: indimenticabile poi la prima mezz’ora dedicata alla consegna – tra sperticati elogi unanimi – di una targa al sindaco di Mongrando Gino Fussotto che, dopo 15 anni di consiglio provinciale (da quando esiste la Provincia di Biella), lascia la sala per l’impegno come presidente della Comunità Montana Valle Elvo.
Sabato 21 novembre ero all’Expo Ecolife di Gaglianico, presso Biella Fiere. Insieme ad amici abbiamo intervistato l’assessore all’ambiente De Ruggiero, ma di questo ve ne parlerò in un post dedicato.
Sotto i riflettori ora voglio mettere il sottotitolo dell’evento: “Fiera interattiva per un futuro sostenibile”, che presuppone quindi una particolare attenzione all’ambiente. Non che non sia stata mostrata dalle varie aziende che fanno in un certo senso virtuosamente profitti tutelando la nostra atmosfera. L’errore però se non è stato loro è avvenuto per inadeguata gestione degli organizzatori.
Non è per niente facile gestire un evento di queste dimensioni, lo so bene. Ma credo che sia proprio in questi luoghi che vada dato il buon esempio. La foto qua a fianco (scattata dal mio cellulare) incornicia perfettamente il problema. Capite che non è molto coerente parlare tre giorni di corretta gestione dei rifiuti e poi non permettere (o evidentemente non indicare adeguatamente eventuali raccoglitori differenziati, perchè non li abbiamo visti) ai visitatori di gettare i diversi rifiuti in maniera separata, oltre ad usare distributori di prodotti non alla spina (nel consegnarci i toast erano usati piatti di plastica usa e getta).
Voglio dire, nemmeno io sono perfetto, ci mancherebbe. Anzi, mi capita più volte (per mia sbadataggine, ahimè), di scordare la borsa in tela per fare la spesa (così spesso se compro poche cose le porto in auto a mano), ma la differenziata a casa mia la faccio! Sono tutti costi che ricadono sulla collettività, nella nostra bolletta dei rifiuti. E tutto questo come al solito mentre i nostri “amministratori” sfilano da una conferenza all’altra.
“Fiera interattiva per un futuro sostenibile” è il sottotitolo di Eco Life 2009, appuntamento incentrato sul risparmio energetico e sulla tutela dell’ambiente, che si terrà tra venerdì 20 e domenica 22 novembre presso Biella Fiere a Gaglianico. Il programma e gli espositori presenti sono visibili sul sito dedicato all’evento.
Si può cambiare il mondo scrivendo? Evidentemente non basta, ma sensibilizzare le persone non coscienti del disastro ambientale incombente serve alla nostra stessa sopravvivenza. Il 15 ottobre si celebrerà il Blog Action Day 2009, al quale può partecipare chiunque abbia uno spazio online dove farsi sentire.
Nella scorsa edizione 12mila blogges erano riusciti a raggiungere 14 milioni di persone. Il tema del 2009 sarà, come avrete immaginato, il Climate Change ossia i cambiamenti climatici.
Il Pier 96 è un centro di riciclaggio della città di San Francisco, in California, che ha l’obiettivo di arrivare a Rifiuti Zero entro il 2020. Plastica, carta, vetro e lattine vengono differenziate in maniera manuale e meccanica. Il 30% dell’energia di cui necessita l’impianto è fornita dall’energia fotovoltaica.
Il più grande Movimento della storia del mondo è già nato. Ne parla Paul Hawken, scrittore ed attivista, citando il suo ultimo libro “Blessed Unrest” ovvero “Moltitudine inarrestabile”.
«Nella mia visione noi siamo parte di un movimento che è più grande, più profondo, e più esteso di quanto noi stessi sappiamo, o siamo in grado di sapere. Vola al di sotto e molto al di là del radar dei media, è non violento, è nato dalla società civile, non ha bombe a grappolo, eserciti od elicotteri, non possiede un’ideologia centrale a capo non c’è un vertebrato maschio. Questo Movimento senza nome è il movimento più variegato che il mondo abbia mai visto. La stessa parola Movimento secondo me è troppo ristretta per definirlo (…). Ha molte radici, ma quelle iniziali provengono dalle culture indigene, dai movimenti ambientalisti e per la giustizia sociale (…).
E’ qualcosa di talmente nuovo che non riusciamo a riconoscerlo, perché siamo abituati agli eserciti ed ai governi, alla guerra, alle Chiese ed alle religioni, perché non c’è un presidente per quello che stiamo facendo. Quello che voi state creando è completamente sconosciuto. Questo Movimento è ovunque, senza un centro, non ha un unico portavoce, è in ogni Paese ed in ogni città del pianeta, è all’interno di ogni tribù, in ogni razza, in ogni cultura ed in ogni gruppo etnico al mondo. Questa è la prima volta che sul pianeta Terra sorge un movimento potente e non ideologizzato. Nel corso del ventesimo secolo, le grandi ideologie sono state venerate al pari delle religioni (…).
Le ideologie vi hanno raccontato che la salvezza si trovava nell’affermazione di un solo modello. Ma noi sappiamo dove si trova la salvezza, lo sappiamo in quanto biologi e come organizzatori delle comunità, lo sappiamo dall’ecologia. La salvezza si trova nella diversità. Questo Movimento è la risposta immunitaria dell’umanità, per resistere e guarire dalla malattia della politica, dall’economia avvelenata e dal deterioramento degli ecosistemi causati dalle ideologie. Tocca a Noi decidere come saremo, chi saremo, questo è ciò che vuol dire ricostruire: è la capacità di reazione che ha a che fare con le possibilità e le soluzioni. L’umanità sa cosa deve fare».
Il Movimento Valledora comincia a preoccupare gli svenditori dei terreni biellesi e vercellesi che, a causa di amministrazioni disattente, stanno continuando a “bucare” con cave su cave le zone di Cavaglià e dintorni. In particolare a perdere le staffe è stato l’amministratore della Edilcave SpA (proprietà di Bettoni SpA) Tarcisio Bettoni: “Nel caso vengano sospese le autorizzazioni di ampliamento, come chiesto dal Movimento Valledora, dovremmo licenziare molti dei nostri operai e, qualcuno, dovrà ritenersene responsabile” (Il Biellese, 25 agosto 2009).
Premettendo che esistono lavori sostenibili ed altri meno (vedi Eternit SpA), tentiamo di fare chiarezza. Da una parte c’è chi ha interessi economici ed usa il proprio tempo giustamente, in quanto fa parte di un’azienda privata, per tutelare il proprio stipendio. Dall’altra però ci sono volontari, cittadini che abitano il luogo ed usano il proprio tempo per difendere il territorio. O forse il signor Bettoni abita all’interno di una di queste cave? Con le persone possessive ed attaccate ai soldi che girano oggi giorno potrebbe anche essere.