header image
giugno 21st, 2010 Diario personale 8 Comments

Stamane ho recuperato la stampa della mia tesi triennale in Scienze della Comunicazione. In sintonia con lo spirito del testo, la lascio liberamente scaricabile sotto licenza Creative Commons (SCARICATELA QUA). Spero possa essere uno spunto per un percorso più ampio, da approfondire. Per me e voi che mi leggete. A seguire un riassunto dell’elaborato.

Social network e non profit: le potenzialità del volontariato online
I social network stanno diventando pura linfa per le associazioni di volontariato. La comunicazione online ha bassi costi e, se veicolata efficacemente, è in grado di sortire notevoli risultati. Il web rende responsabili i propri utenti dell’evoluzione dello stesso medium, che è nato per fini bellici ma si è rivelato un importante strumento per costruire reti di solidarietà. La rivista mensile Wired Italia ha infatti proposto Internet come Nobel per la pace 2010.

Le reti sociali online sono diventate parte integrante della cultura popolare: se sul web troviamo quasi tutti i riferimenti al mondo fisico, offline parliamo adottando anche la terminologia digitale. Nel primo capitolo della tesi viene affrontata perciò la definizione di social network confrontandola con quella del non profit, riscontrando numerosi punti di incontro. I servizi di aggregazione online come Facebook riescono a rispondere a molti dei valori cui si affida il volontariato ed hanno una straordinaria capacità di organizzarlo e promuoverlo. La cittadinanza attiva non si struttura verticalmente, ma orizzontalmente secondo “adhoc-crazie” improvvisate e dando grande rilevanza alla reputazione dei singoli. La crescente quantità di tempo spesa nel cyberspazio determina consistenti cambiamenti delle abitudini umane, così come può dare vita a fenomeni preoccupanti quali la netdipendenza.

Nel secondo capitolo dell’elaborato si analizza come il social network diventi un medium di per sé, con modalità di comunicazione uniche e innovative. In parallelo si affronta la questione degli analfabeti digitali, cioè di quei milioni di cittadini che non hanno piena coscienza e conoscenza del mezzo. Un mezzo che, aiutato dalle potenzialità dei social bookmark e dei dispositivi mobili, sta facilitando sempre più il crollo delle ideologie e al contempo sta riformulando i concetti di spazio e tempo.

Nel terzo capitolo si porta quindi avanti una riflessione su come attualmente la cittadinanza attiva organizzata sia assimilabile all’idea di “moltitudine inarrestabile” pensata dall’ecologista e scrittore Paul Hawken e in quali diverse modalità Greenpeace, Legambiente, W.W.F. e il Forum italiano dei movimenti per l’acqua riescono a crearsi un proprio seguito. Nel quarto capitolo vengono, in sintesi, presi in considerazione i casi di Emergency, Medici Senza Frontiere e Amnesty International. In particolare risulta interessante la mobilitazione “digital-reale” della campagna Io sto con Emergency, la quale ha prodotto in pochi giorni oltre 400.000 firme online e mobilitato circa 50.000 persone a Roma. Nel quinto capitolo, infine, sono state analizzate le Organizzazioni di Volontariato antimafia Libera, Amici di Pino Masciari e Ammazzateci tutti, valutando quindi le potenzialità dei social network anche nei gruppi minori.

Concludendo, la presente tesi individua l’imminente futuro delle nuove tecnologie negli strumenti di geolocation, che comporteranno conseguenze sia comunicative che energetiche e politiche, anche se potrebbero però amplificare problematicità come l’elettrosmog.

maggio 28th, 2010 Informazione 1 Comments

Stamane sono state consegnate le osservazioni dei Grilli biellesi sulla Pedemontana Piemontese. Insieme ad esse è stato anche inviato un documento redatto da Pro Natura biellese, WWF biellese, Legambiente Circolo Biellese, Grilli Biellesi, LIPU Biella e Vercelli, Comitato Valledora di Cavaglià che mostra le problematiche del tracciato autostradale che coinvolge le province di Biella, Vercelli e Novara. E’ stato un lavoro di settimane, ma pare sia stato fruttuoso e sicuramente si sono dettagliate le questioni più preoccupanti.

La spesa totale attesa per l’opera tra il 2009 e il 2011 è di 1.354.702.583 euro, finanziati al 50% dalla Regione Piemonte e al 50% tramite fondi statali, oltre ad aiuti economici degli enti locali come la Provincia di Biella che ha già stanziato per il progetto 1,5 milioni di euro. Vi lascio alla lettura delle osservazioni per valutare i danni ambientali e socio-economici che potrebbe causare l’autostrada al Biellese.

Intanto, ecco qua una canzone di mio pugno (non mi son osato a cantarla per risparmiare le vostre orecchie) che spiega come cave, discariche, inceneritore, diga, acqua e autostrada siano tutte problematiche strettamente connesse tra loro.

maggio 2nd, 2010 Informazione 2 Comments

Il consiglio comunale, a parte Roberto Pietrobon, non ha ancora risposto alla proposta dei Grilli biellesi di ridurre lo spreco d’acqua, che è sia l’abuso di una risorsa, sia una perdita economica per il Comune di Biella. L’associazione di volontariato, di cui faccio parte, ha mandato lunedì una lettera aperta al Sindaco e ai consiglieri (pubblicata su La Nuova Provincia di Biella del 28 aprile), facendo notare una quantità media / giorno di circa 151.461,75 litri d’acqua sprecati per la mancanza di un rubinetto o di una manopola a tempo nelle fontane pubbliche.

In un anno significa 55.283.538,75 litri sprecati, equivalenti a circa 22 piscine olimpioniche ed uno spreco di denaro pubblico di 17.690 euro l’anno. Save The Children ci ricorda che: “1 bambino ogni 15 secondi muore per il mancato accesso all’acqua potabile”. E’ allora eticamente accettabile ed economicamente sostenibile tale spreco? Aggiustare le fontane in questo senso potrebbe permettere anche di ridurre le bollette locali.

aprile 14th, 2010 Informazione 1 Comments

Su La Nuova Provincia di Biella odierna è presente un mio articolo (che vi riporto a seguire) con alcuni dati raccolti dal Centro Servizi per il Volontariato di Biella sulle attività del 2009 ed esposti nell’assemblea tenutasi sabato 10 aprile scorso.

All’incontro era presente anche un rappresentante della Cassa di Risparmio di Biella che ha fornito un dato interessante: per ogni euro di finanziamento al volontariato si genera un economia pari ad almeno quattro euro. Mi pare sia un dato veritiero, questo dimostra che sostenere le buone pratiche non solo fa bene eticamente, ma può migliorare le economie locali.

Cliccate sull’immagine per ingrandirla.

gennaio 3rd, 2010 Informazione none Comments

Condivido con voi, amici lettori, l’appello di MoVimentiamoci Biellese a firmare al banchetto di Biella sabato 9 gennaio per la presentazione della lista civica apartitica “Piemonte a 5 stelle”. Stare sul sofà di casa non cambierà le cose, bisogna agire e lo si può fare solo dal basso.

«Grazie ad una legge “autoprotezionista” dei partiti siamo l’unico gruppo che deve raccogliere le firme per la presentazione della lista regionale a marzo 2010 (chi è già dentro il consiglio regionale non deve fare come noi). Nel Biellese ci servono 1.000 firme. Se non ci riusciremo vi ritroverete ad avere a che fare con i soliti partiti di prima. Ma questa volta sarà una vostra scelta!

Noi ci stiamo esponendo, stiamo destinando tutte le nostre risorse economiche ed umane in questa avventura per tentare di cambiare l’orrenda politica italiana, voi potete fare la vostra parte con una semplice firma e affiancarvi attivamente a noi se lo desiderate in qualunque momento.

Sabato 9 gennaio raccoglieremo le firme in via Italia all’altezza di piazza Santa Marta tra le 14 e le 18. Potete rimanere fermi e lasciare che tutto resti uguale, oppure FIRMARE per CAMBIARE».

Nel filmato Marco Rodella, candidato biellese per “Piemonte a 5 stelle”, dice la sua sul mondo del lavoro.

novembre 17th, 2009 Informazione none Comments

Per chi si fosse perso lo “SpazzaTour” del 14 novembre nei dintorni di Cavaglià con il Movimento Valledora, mi sono preso la briga di montare un breve promo per riassumere la giornata.

Il filmato completo, della durata di 32′, lo trovate sul sito dei Grilli biellesi.

ottobre 26th, 2009 Informazione 2 Comments

Perchè un’associazione di volontariato abbia successo non basta una (comunque imprescindibile) buona gestione interna, serve saper accogliere nuove forze e idee per l’organizzazione. Tra sabato 17 e domenica 18 ottobre al CSV di Biella ho partecipato al laboratorio di People Raising condotto da Massimo Coen Cagli, uno dei maggiori esperti nazionali sull’argomento, che non consiste in un mero “reclutamento”, ma prevede uno scambio di dare e ricevere continuo con il nuovo volontario.

Le risorse umane sono la chiave di successo delle associazioni non profit. Prima di procedere con una strategia bisogna però avere in mente quali sono i concreti bisogni dell’organizzazione, oltre a saper valutare i propri punti di forza e le opportunità che l’ambiente circostante può offrirci. Il volontariato è da vedere in una logica di scambio nel senso che bisogna essere in grado di rispondere alla domanda: “Cosa offro al volontario?”. Nel realizzare una campagna di People Raising è necessaria un’analisi delle risorse umane spendibili in tale ricerca, ma pure considerare quali associazioni “concorrenti” cioè di analoga causa sociale abbiamo intorno a noi. Senza dimenticare di dare uno sguardo ai dati FIVOL e al “mercato delle cause sociali”, cioè agli argomenti di attualità avvicinabili alla nostra organizzazione.

Il primo passo per cercare nuovi volontari è quello di “setacciare” le opportunità non sfruttate che già ci circondano. Utilizzare insomma il nostro capitale sociale e relazionale, verificare le potenzialità di eventuali opinion leader all’interno del gruppo, controllare banalmente (ma non tanto) la nostra rubrica telefonica giusto per fare un esempio. Il mezzo da usare per la comunicazione può essere quello del contatto diretto (incontro personale, banchetti, telefonata) oppure indiretto (giornale, radio, tv, pubblicità, locandina, intervento pubblico, sito internet, newsletter).

La persona che stiamo cercando, unita alle sue esperienze individuali e il suo curriculum vitae, potrebbe essere attivata tramite le motivazioni legata alla causa sociale dell’associazione, ma non solo. Il suo altruismo necessità dell’ottenimento di competenze oppure di riconoscimenti (incarico, funzioni) per quanto dona all’organizzazione. L’ascolto del volontario, la sua valutazione e fidelizzazione sono condizione necessaria per avere un buon feedback dalla campagna di People Raising. Riassumendo potremmo indicare quattro fasi: 1) Ideare un progetto da realizzare; 2) Analisi fabbisogno e tipologia volontari; 3) Analisi offerta del volontariato sul territorio; 4) Accompagnamento e condivisione del progetto insieme al volontario. Per approfondimenti affidatevi a www.scuolafundraising.it oppure a www.fund-raising.it.

« Previous entries 

Cerca nel blog:

Links